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Il Gran maestro: «Massoneria irregolare? Guardate in Rotary e Kiwanis»

LAMEZIA TERME Fabio Venzi è il Gran maestro della Gran loggia regolare d’Italia. Si è detto pronto a consegnare alla Commissione Antimafia gli elenchi degli iscritti in Calabria e Sicilia. «Rispond…

Pubblicato il: 10/03/2017 – 12:36
Il Gran maestro: «Massoneria irregolare? Guardate in Rotary e Kiwanis»

LAMEZIA TERME Fabio Venzi è il Gran maestro della Gran loggia regolare d’Italia. Si è detto pronto a consegnare alla Commissione Antimafia gli elenchi degli iscritti in Calabria e Sicilia. «Rispondo positivamente, a nostra tutela soprattutto, a questa richiesta», ha detto alla presidente della Commissione, Rosy Bindi. Gli iscritti alla Gran loggia regolare sono circa 2400 in tutta Italia, meno di 200 in Calabria.
Non è che Venzi non conosca la Calabria, tutt’altro. Sa che la zona grigia, quella melassa che tiene insieme massoneria regolare e deviata, con tutte le implicazioni del caso, è vasta. Sa anche che si annida in alcuni luoghi specifici. Geografici («C’è stata una mia richiesta di evitare la fondazione di logge soprattutto nella dorsale ionica», ha spiegato il giorno della propria audizione davanti ai parlamentari dell’Antimafia) e non solo. Le audizioni complete dei capi delle obbedienze non sono ancora disponibili. Ne circolano, però, stralci significativi. Uno riguarda proprio Venzi e i suoi suggerimenti per il prosieguo dell’inchiesta della Commissione sui rapporti tra mafie e massoneria. Il Gran maestro cerca di spiegare passaggi e logiche che portano a essere accolti in una obbedienza.
«A volte – spiega – la presentazione viene fatta perché si tratta di un compagno di scuola, perché magari si conosce nel quartiere. Ha capito? Cosa ci può dire la persona? “Ci conosciamo da quando eravamo bambini e mi ha chiesto di far parte anche lui dell’obbedienza”». Ma esistono anche camere di compensazione nelle quali si incontrano tutti e sono «le uniche realtà all’interno delle quali la massoneria irregolare e regolare va a incontrarsi». «Una cosa che accade spesso – spiega Venzi ai componenti della Commissione antimafia – è che gli iscritti alla massoneria, alla libera muratoria, sono contemporaneamente iscritti anche ad altre forme associative. Parlo del Rotary, dei Lions, dei Kiwanis. In queste associazioni, i massoni di varie obbedienze – ed è l’unico posto dove avviene – si incontrano. Quindi, sarebbe ancora più interessante, secondo me, analizzare queste realtà». Venzi suggerisce una dinamica: «I presentatori potrebbero anche incontrare i presentati all’interno del Rotary o del Kiwanis o altre associazioni. Molti iscritti alla massoneria ne sono presidenti». Ecco i nomi delle camere di compensazione alle quali il Gran maestro estenderebbe i riscontri dell’Antimafia, che sono rivolti a Calabria e Sicilia. È soltanto un passaggio all’interno di un’audizione più complessa ma è comunque un’indicazione che sarà vagliata dalla Commissione.
Che quella melassa pericolosa permei un certo tipo di massoneria, d’altra parte, Venzi lo ha scoperto (ed evidenziato) proprio in Calabria. Qualche anno fa fu proprio lui a cancellare la loggia “Araba Fenice numero 98”, a Reggio Calabria. All’epoca, la Gran loggia regolare d’Italia scelse un provvedimento tecnicamente chiamato di “abbattimento della loggia” che si riuniva in uno stabile al numero 178 di via Santa Caterina. Il provvedimento fu adottato in seguito alle vicende giudiziarie che avevamo coinvolto Giovanni Zumbo, il commercialista-talpa in odore di servizi segreti che passava notizie top secret ai boss Giuseppe Pelle e Giovanni Ficara. Zumbo avrebbe potuto gettare discredito sulla loggia, già finita in una informativa della Dda che indagava sui rapporti tra politica e imprenditoria reggina. Un’ombra inquietante sulle attività di un’obbedienza nata da un gruppo di fuoriusciti dal Grande Oriente d’Italia, delusi proprio dall’atteggiamento troppo allegro nei confronti delle infiltrazione malavitose. Ma la melassa si infila dappertutto, Venzi lo sa. E proprio per questo le sue parole sulle presentazioni e le camere di compensazione non possono passare inosservate.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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