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Boldrini e il giallo del niet all'orchestra di Laureana

Una offensiva senza precedenti quanto sgangherata e gratuita. Non sapremmo come definire diversamente la sequenza di email e note inviate da una assistente dell’onorevole Pino Galati per sostenere …

Pubblicato il: 22/03/2017 – 14:36
Boldrini e il giallo del niet all'orchestra di Laureana

Una offensiva senza precedenti quanto sgangherata e gratuita. Non sapremmo come definire diversamente la sequenza di email e note inviate da una assistente dell’onorevole Pino Galati per sostenere una temeraria tesi: la presidente della Camera dei deputati, onorevole Laura Boldrini, improvvisamente è diventata “salviniana” al punto da detestare i giovani calabresi negando all’orchestra di Laureana di Borrello il permesso di esibirsi a Montecitorio.
Sollecitati dalla singolarità dell’accusa e da qualche dettaglio connesso alla produzione di note a firma della collaboratrice del deputato Pino Galati, abbiamo raccolto quanto necessario per capirne di più. Magari partendo proprio da un dettaglio: la firmataria delle note è di Laureana di Borrrello. Sicuramente una coincidenza, un dettaglio ininfluente. Tuttavia Faust ammoniva sul fatto che il diavolo ama nascondersi proprio nei dettagli.
Secondo il carteggio esistente alla Camera dei deputati, le cose sono andate così: i giovani orchestrali di Laureana chiedono di esibirsi nell’Aula di Montecitorio. La richiesta è irricevibile al punto che non viene neanche portata all’esame della presidente Boldrini. L’ispettorato della Camera si incarica di far sapere ai richiedenti che l’Aula può essere destinata ad ospitare concerti solo in rarissime, quanto ben determinate, occasioni istituzionali o di alta rappresentanza. Si consiglia di ripiegare su una diversa soluzione, cosa che avviene attraverso l’indicazione di una diversa sala di Montecitorio. Di questa seconda richiesta la presidente Boldrini, sa ed autorizza l’avvio dell’iter. Fine.
Un errore di comunicazione tra gli uffici genererà la scelta di una data che poi però si scoprirà essere stata precedentemente impegnata per altra manifestazione, non esterna ma istituzionale. Un incidente antipatico, ma sempre un incidente ed in ogni caso non riconducibile certo ad un “niet” della Boldrini, assalita da un improvviso furore antimeridionalista. Si cercasse, la soluzione sarebbe facile: basta cambiare data o sala. Se invece si cerca l’incidente per trascinare la presidente Bordini in una polemica politica, allora le cose cambiano. Si fa strada il timore che proprio la seconda ipotesi è quella che anima l’assistente laureanese dell’onorevole Galati. 
E sì perché, a tacere del resto, tra le tante cose che possiamo anche provare a contestare a Laura Boldrini, una proprio precipita nel ridicolo ed è quella di essere ostile alla Calabria, terra dove trascorre le ferie. 
Da presidente della Camera dei deputati, quindi in veste ufficiale, Laura Boldrini si è recata tre volte in Calabria nel corso di questa legislatura, a dimostrazione di un’attenzione particolare per questa regione e, special modo, per i giovani calabresi.
Durante la sua prima visita, svoltasi nel luglio del 2013 a Rosarno (22 chilometri da Laureana), ha incontrato amministratori e imprenditori impegnati nella lotta contro la ’ndrangheta. Subito dopo ha preso parte ad un’assemblea cittadina su questo tema.
Successivamente si è recata a Riace (36 chilometri da Laureana), dove il sindaco Mimmo Lucano le ha attribuito la cittadinanza onoraria, e a Lamezia Terme (59 chilometri da Laureana), accompagnata dall’allora sindaco Gianni Speranza.
Sulle sue esperienze recenti, la presidente Boldrini ha scritto un libro. In esso possono essere rinvenute testimonianze insospettabili rispetto ai suoi sentimenti verso la Calabria ed i calabresi. Ma c’è un particolare in più: Laura Boldrini ha deciso di devolvere gli incassi del suo libro “Lo sguardo lontano” all’Unical (Università della Calabria). Con questi fondi l’ateneo ha finanziato una borsa di studio assegnata a una giovane ricercatrice di Pizzo Calabro (38 chilometri da Laureana), Alessia Tuselli per uno studio sui temi della violenza di genere. La presidente ha voluto conferire personalmente la borsa di studio alla ragazza nel corso di un incontro dedicato proprio alla violenza di genere che si è svolto a Rende, nella sede dell’Unical, lo scorso 10 ottobre. Un incontro al quale hanno partecipato le studentesse e gli studenti dell’università, con alcuni dei quali si è fermata a pranzare nella mensa dell’ateneo.
Ed a proposito di giovani e di Calabria, con discrezione e garbo, la presidente Boldrini, ha incontrato più volte riservatamente alla Camera Denise, la figlia di Lea Garofalo. Con la ragazza, peraltro, continua attualmente a rimanere in contatto.
Sempre nell’ottobre del 2016 non ha esitato a tornare in Calabria per prendere parte – questa volta a Reggio Calabria – alla manifestazione di solidarietà per la ragazza di Melito (70 chilometri da Laureana) che per due anni aveva subito violenze dal branco. In quella occasione ha detto tre no: alla ‘ndrangheta, alla violenza e all’indifferenza. 
Probabilmente gli amanti della musica da camera ritengono questo insufficiente ma da qui a spingersi a parlare, in nome e per conto dei calabresi e dei giovani di Laureana di Borrello, e farlo per attaccare chi alla Calabria dedica pensieri ed atti concreti, spesso superiori , sicuramente più qualificati, di quanti non ne riservino molti degli eletti in Calabria, davvero ce ne corre.
Ma si sa, molti nostri conterranei presentano una caratteristica: hanno sprezzo del pericolo ma nessuno sprezzo del… ridicolo.

Paolo Pollichieni
direttore@corrierecal.it

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