Stalliere torturato in Piemonte, in manette un crotonese
TORINO Sono accusati di lesioni, sequestro di persona e tentata estorsione i titolari di un maneggio e di una scuola di equitazione di Caluso arrestati dai carabinieri della stazione locale, in provi…
TORINO Sono accusati di lesioni, sequestro di persona e tentata estorsione i titolari di un maneggio e di una scuola di equitazione di Caluso arrestati dai carabinieri della stazione locale, in provincia di Torino, che hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal gip del tribunale di Ivrea. I due sono Camilla Cassina, 29 anni, e Salvatore Carvelli di 63, convivente e originario di Cotronei, in provincia di Crotone. La vittima dell’aggressione, una vera e propria tortura durata ore, è uno stalliere e istruttore di equitazione. Dopo l’intervento dei carabinieri, questa mattina, è stata la volta delle ruspe che hanno cominciato a scavare in un terreno attiguo al maneggio: si sospetta infatti che sotto il prato possa celarsi una “fossa comune” piena di carcasse di cavalli. Sicuramente, invece, è stato trovato uno strumento per somministrare scariche elettriche ai cavalli, oltre a numerosi farmaci scaduti.
Nel corso delle indagini, infatti, i carabinieri hanno scoperto una serie di inadempienze e irregolarità anche nei certificati che risultano in numero maggiore degli animali presenti. Sono 37 gli animali di cui è in corso l’identificazione attraverso la documentazione trovata.
Le indagini sono iniziate dopo un controllo nel maneggio del Canavese, il 16 febbraio scorso, da parte delle guardie zoofile messe in allerta da alcune segnalazioni di maltrattamenti. Durante quel controllo si era presentata anche una troupe di Striscia la notizia. Dopo quel blitz lo stalliere è stato picchiato a bastonate per ore e accusato di aver avvisato le guardie zoofile. Una vera e propria sessione di torture: i due, secondo le accuse, hanno chiuso l’uomo nella stalla e lo hanno preso a bastonate, poi lo hanno appeso per i piedi e continuato a picchiarlo finché non è svenuto. Hanno proseguito le sevizie servendosi anche di un “torcinaso” usato di solito dai veterinari, poi gli hanno rotto entrambe le braccia. Gli arresti sono avvenuti in collaborazione il personale del Nucleo investigativo di Polizia ambientale e forestale dei carabinieri di Torino.
