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Si spacca il fronte sindacale in Calabria

LAMEZIA TERME «Le gravi ed irresponsabili affermazioni del segretario generale della Cisl Calabria che aveva diramato una nota stampa alla vigilia del 1° maggio con la quale accusava la Cgil Calabr…

Pubblicato il: 02/05/2017 – 8:41
Si spacca il fronte sindacale in Calabria

LAMEZIA TERME «Le gravi ed irresponsabili affermazioni del segretario generale della Cisl Calabria che aveva diramato una nota stampa alla vigilia del 1° maggio con la quale accusava la Cgil Calabria di “chiamarsi fuori” dalla manifestazione di Portella della Ginestra sono una offesa ai tanti militanti della Cgil e non che dalla Calabria sono partiti e hanno manifestato a Piana degli Albanesi. Per questi lavoratori chiediamo le scuse formali dalla Cisl Calabria». È quanto afferma in una nota la segreteria calabrese della Cgil.
L’attacco che gli esponenti dell’organizzazione guidata da Susanna Camusso riservano nei confronti del sindacato guidato in Calabria da Paolo Tramonti è frontale: «Per conoscenza del segretario della Cisl, le manifestazioni del 1° maggio si sono tenute anche in Calabria, in alcuni casi unitarie, in altri casi sono state organizzate dalle amministrazioni comunali, dalle Camere del lavoro, dalle associazioni. La festa del 1° maggio è una festa di tutti e non è prerogativa della sua sigla, se ne faccia una ragione. Piuttosto spieghi il segretario della Cisl calabrese ai lavoratori perché la Cisl Calabria si è “chiamata fuori” dalle parti civili dal processo “Gotha” che si svolge presso il Tribunale di Reggio, non avendolo visto alla prima udienza presso l’aula bunker dove la Cgil in tutte le sue articolazioni era presente. Spieghi inoltre il segretario generale della Cisl Calabria il perché si è “chiamato fuori” dal procedere ad una mobilitazione unitaria, stante la drammatica situazione economica e sociale cui versa la nostre regione, nonostante gli esecutivi unitari a più riprese spingevano in queste direzioni».
La Cgil Calabria in questi mesi, «pur non comprendendo le esitazioni della Cisl a procedere ad una mobilitazione unitaria verso il governo nazionale e regionale ha rispettato i tempi chiesti, lavorando alacremente per ridare valore ad una azione comune che ha consentito di rimettere in moto vertenze delicate come quella della Zes di Gioia Tauro, alla quale, fino a poco tempo fa non credeva più nessuno. La Calabria ha bisogno di un sindacato forte, che non faccia la stampella della politica e che sia autonomo, capace di dare alla politica gli stimoli necessari per cambiare rotta e strategia e mettendo al centro della discussione lo sviluppo ed il lavoro, senza autoreferenzialità o reverenzialitá. Con la sua uscita, estemporanea ed irresponsabile, dettata forse da una precisa volontà di non procedere alla mobilitazione unitaria, il segretario della Cisl Calabria ha tracciato un solco profondo, di cui i lavoratori, il sindacato unitario, non ne avvertivano il bisogno».

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