«Quando il disagio giovanile si tramuta in criminalità è troppo tardi»
Lo dice al TgR Calabria, Franca Garreffa. «Mi intristice pensare che le discoteche possano essere considerate luoghi di aggregazione»
COSENZA «Quando il disagio giovanile si tramuta in criminalità è troppo tardi». Lo dice al TgR Calabria, Franca Garreffa docente di Sociologia del diritto e della devianza all’Università della Calabria. Il commento è a quanto accaduato fuori da una discoteca a Sangineto, nel Cosentino, dove due giovani hanno picchiato e ucciso il 34enne Antonio Perrotta. «Mi intristice pensare che le discoteche possano essere considerate luoghi di aggregazione, occorre stare attenti a cosa consumano i giovani in questi posti e quanto e come spendono il denaro», sottolinea la docente. Che poi stigmatizza il ricorso a decisioni drastiche, come la chiusura dei locali della movida, per evitare l’insorgere di episodi di violenza. «La risposta non può essere penale o una stretta sulla movida violenta, sono contraria a misure che arrivano troppo tardi, quando tutto è perso ed è difficile costruire un progetto di responsabilità». (redazione@corrierecal.it)
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