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omicidio aggravato dai futili motivi

Sangineto, individuati e sottoposti a fermo i due presunti responsabili dell’omicidio di Antonio Perrotta – NOMI

SI tratta di due fratelli residenti in Lussemburgo. Sul corpo della vittima sarà eseguita l’autopsia il prossimo 13 agosto

Pubblicato il: 11/08/2026 – 14:04
di Fabio Benincasa
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COSENZA Sono stati individuati e sottoposti a fermo i due presunti responsabili dell’aggressione mortale compiuta ai danni di Antonio Perrotta, 33 anni, vittima di un violento pestaggio avvenuto sulla costa tirrenica cosentina tra la notte di sabato e domenica scorsi all’esterno di una discoteca, la cui attività lavorativa è stata sospesa per 15 giorni, a seguito di un provvedimento assunto dal Questore di Cosenza. Si tratta di Domenico (giocatore di Rugby) e Umberto Orsino (fisioterapista), due fratelli di 22 e 24 anni, originari di Belvedere Marittimo ma da tempo residenti in Lussemburgo (assististi dall’avvocato Alessandro Gaeta) accusati di omicidio aggravato dai futili motivi. Entrambi non hanno risposto alle domande del pm mentre si trovano ristretti nel carcere di Paola.

I fratelli Umberto e Domenico Orsino

Perrotta, residente a Fuscaldo, è stato aggredito all’esterno di una nota discoteca di Sangineto. Il 34enne è stato trasportato all’ospedale di Cetraro, poi costretto al trasferimento all’Annunziata di Cosenza dove è stato preso in cura nel reparto di Rianimazione. Il compromesso quadro clinico non ha permesso ai medici di salvargli la vita, impossibile intervenire vista la grave commozione cerebrale causata da numerosi colpi ricevuti alla testa probabilmente utilizzando un bastone. Antonio Perrotta aveva tre figli, il più piccolo di dieci mesi. Sul corpo della vittima è stata disposta l’autopsia, fissata per il prossimo 13 agosto.

Le indagini

Sul caso ha aperto una inchiesta la procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi. Oltre alle dichiarazioni rese da alcuni testimoni, gli investigatori hanno potuto contare anche sulle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che avrebbero contribuito a individuare e rintracciare i presunti responsabili. Da quanto si è appreso, nel corso delle perquisizioni, sono stati trovati indumenti intrisi di sangue probabilmente legato alla collutazione. Secondo una prima ricostruzione ci sarebbe stata una prima discussione per futili motivi all’interno della discoteca che sarebbe poi proseguita all’esterno del locale con il pestaggio ai danni della vittima. (f.benincasa@corrierecal.it)


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