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Scacco matto ai tombaroli in Calabria – VIDEO

COSENZA Un patrimonio prezioso che sarà restituito ai cittadini perché in Calabria per i tombaroli non c’è scampo. Il comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, Fabio Ottaviano, ha presenta…

Pubblicato il: 22/05/2017 – 10:14
Scacco matto ai tombaroli in Calabria – VIDEO

COSENZA Un patrimonio prezioso che sarà restituito ai cittadini perché in Calabria per i tombaroli non c’è scampo. Il comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, Fabio Ottaviano, ha presentato l’incontro con la stampa nel quale, nella sala di Palazzo Arnone il capitano Carmine Gesualdo – che guida il Nucleo Tutela patrimonio culturale di Cosenza da circa due anni – ha fatto il bilancio dell’attività svolta nel 2016.

I NUMERI Sono stati ben 3.322 i reperti archeologici e paleontologici recuperati. Trenta i beni antiquariali. Sono stati sequestrati 260 falsi. I carabinieri hanno eseguito 17 verifiche di sicurezza a musei, biblioteche e archivi. Ventinove controlli di aree archeologiche per prevenire gli scavi clandestini; 43 controlli di aree paesaggistiche e monumentali; 34 controlli ad attività antiquariali, commerciali, fiere e mercatini. A Cassano – solo per citare le operazioni più importanti – sono state recuperate 17 pergamene del tipo “Antifonario”, manoscritte tra il 1500 e il 1700, asportate dall’Archivio di Stato di Cosenza nel 2003. A Conflenti, nel Catanzarese, e a Vetralla (Viterbo) sono stati sequestrati oltre tremila reperti archeologici e paleontologici, provenienti da attività di ricerca clandestina, commercializzati su diversi siti di vendite online. 

CONTRASTO AI REATI AMBIENTALI «Nel 2017 – ha detto il capitano Gesualdo – è stata conclusa l’operazione che ha riguardato il sito di Capo Colonna che ha portato in totale a indagare 45 persone e sequestrare circa duemila beni archeologici. Era stato creato anche un museo privato. Abbiamo sequestrato numerosi reperti paleontologici. Noi monitoriamo molto il web perché tante cose vengono vendute su internet. La maggior parte dei reperti sequestrati appartengono al sito della Magna Grecia. C’è stata poi una attività rivolta a contrastare i tombaroli e i falsari».
Grande attenzione è stata rivolta ai reati di tipo paesaggistico perché – ha spiegato il comandante Gesualdo – «il paesaggio è stato inserito come patrimonio culturale». Si tratta – ha detto il comandante Ottaviani – di indagini non «facili perché il Nucleo non ha molti strumenti a disposizione per perseguire tali reati. Il mondo dell’arte è molto particolare». Il Nucleo Tpc della Calabria ha anche due caschi blu della cultura.

RAPPORTI CON I CLAN Dalle loro attività investigative sono emersi anche legami con la criminalità organizzata. «Nelle ultime due indagini – ha detto Gesualdo – sono emersi legami. In quella di Vibo con il defunto Pantaleone Mancuso detto Vetrinetta con il cui consenso avvenivano gli scavi. Nell’operazione di Crotone invece è stato scoperto anche il ruolo degli Arena». 
Secondo il capitano, «la Calabria è a livello nazionale la regione con il maggiore numero di sequestri a livello paesaggistico, soprattutto a Vibo Valentia». 
«Quest’anno – ha raccontato Gesualdo – abbiamo sequestrato una cava molto importante a San Giovanni in Fiore, poi altri interventi sono avvenuti a Pizzo, San Nicola Arcella, un sequestro per incuria a piazzetta Toscano, nel centro storico di Cosenza. In questo caso, assieme all’amministrazione comunale, dobbiamo lavorare per ripulirla e rimetterla in sicurezza». 
E sempre a proposito di Cosenza il capitano ha spiegato che «la nostra attenzione è rivolta al centro storico della città, anche se sui crolli sta operando la Procura con i carabinieri del corpo forestale». «Fortunatamente in Calabria – ha tenuto a precisare – non ci sono furti nei musei». E sulla collaborazione della cittadinanza a scoprire reati nel settore ha raccontato: «Nel recente sequestro di Palmi siamo stati allertati dalla segnalazione di un privato, cosa che non capita spesso».

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it