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Segreteria Pd, l'ipocrisia di Falcomatà

Questo articolo ce lo saremmo volentieri risparmiato. Fino alle 22.17 di giovedì 31 maggio era possibile non farlo, giusto per non infierire sul dopo-segreteria nazionale del Partito democratico, d…

Pubblicato il: 02/06/2017 – 11:23
Segreteria Pd, l'ipocrisia di Falcomatà

Questo articolo ce lo saremmo volentieri risparmiato. Fino alle 22.17 di giovedì 31 maggio era possibile non farlo, giusto per non infierire sul dopo-segreteria nazionale del Partito democratico, dove papi e papesse sono usciti dal Nazareno senza neanche la porpora cardinalizia ma degradati ad indossare il saio dei penitenti.
La cosa sembrava smaltita ma alle 22.17 di giovedì, quindi dopo lunga e tribolata riflessione, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà pubblica il seguente tweet: «Buon lavoro alla squadra di @matteorenzi in particolare modo all’amica e compagna Marcianò! Benvenuta nella famiglia del @pdnetwork Angela!».
Scelta tardiva e maldestra dopo che il giovane sindaco di Reggio non era riuscito minimamente a mascherare rabbia, delusione, sorpresa e contrarietà quando il suo fedelissimo “tabaccaio” era corso a dargli notizia che, pochi metri più in là, Renzi aveva appena letto la lista dei componenti la segreteria nazionale dalla quale non solo Falcomatà era depennato ma come unica presenza calabrese, figurava, appunto, Angela Marcianò, che deve la sua permanenza in giunta comunale a Reggio Calabria ad un provvidenziale sms di Marco Minniti che mesi prima aveva stoppato l’iniziativa del sindaco di licenziarla.
L’ignaro sindaco di Ercolano, nelle stanze del Nazareno, è stato il primo, dopo la riunione fatale di martedì, a raccogliere lo sfogo di Falcomatà. Si era avvicinato per fargli i complimenti: «Una della tua squadra entra in segreteria, bel colpo». Gelida la replica: «Che dici, non è mia amica… anzi è la mia peggiore oppositrice».
Non si cura, Falcomatà, di guardarsi intorno: troppi testimoni sono lì a registrare il suo «Matteo non doveva farmi questo… non ci posso credere…».
Tardi per metterci una pezza con un tweet che tracima ipocrisia da vecchia politica.
Più utile sarebbe interrogarsi sulle ragioni per le quali, negli ultimi mesi, Matteo Renzi ha rivisto e radicalmente modificato il suo approccio con la Calabria ed i calabresi.
Fatale, forse, il suo blitz per le strade di Reggio e della Locride, senza filtri e incontri da altrui preparati.

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