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Inchiesta Alchemia, in 19 scelgono l'abbreviato

REGGIO CALABRIA Arrivano a quota 19 gli indagati dell’inchiesta Alchemia che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Fra loro, c’è anche il vicepresidente del consiglio regionale V…

Pubblicato il: 07/06/2017 – 8:24
Inchiesta Alchemia, in 19 scelgono l'abbreviato

REGGIO CALABRIA Arrivano a quota 19 gli indagati dell’inchiesta Alchemia che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Fra loro, c’è anche il vicepresidente del consiglio regionale Vincenzo D’Agostino, accusato di intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver favorito la ‘ndrangheta. Patron della Stocco&Stocco, D’Agostino, entrato in consiglio regionale sotto le bandiere della lista personale del governatore Mario Oliverio, sarebbe – è l’ipotesi dell’accusa – solo un prestanome. Quell’azienda risponderebbe infatti ai Raso-Gullace, Francesco e lo zio Mommo, e al loro imprenditore di riferimento Jimmy Giovinazzo. Una tesi che non ha convinto il gip Bennato, ma che per i magistrati si fonda su elementi concreti. A indicarla come cosa dei Raso-Gullace è stata infatti in passato Teresa Ostarteg, ex moglie di Vincenzo Mamone, parente degli uomini del clan. Proprio nel corso di chiacchierate di famiglia, la donna avrebbe appreso che l’azienda era in realtà di proprietà di Francesco Gullace, fratello di quel Ninetto Gullace che gli inquirenti considerano punto di riferimento della ‘ndrangheta in Liguria. Ma che i Raso avessero a che fare con la “Stocco&Stocco”, i pm lo hanno desunto – è la loro tesi – anche dalle conversazioni delle sorelle Luciana e Mimma Politi, sorprese a parlare del necessario allontanamento di Jimmy Giovinazzo dalla Calabria, in seguito ai controlli della Guardia di Finanza e ai problemi giudiziari che ne erano seguiti. Una decisione di Carmelo Gullace, secondo le due, necessaria per far «stare più tranquillo quello dello Stocco». Rilevanti per gli inquirenti sono inoltre le telefonate che Antonio Scullari, cugino di D’Agostino, ha più volte fatto a Giovinazzo, dall’utenza dell’impresa, come il fatto che Mommo Raso si potesse rifornire gratuitamente di stoccafisso in uno dei negozi di D’Agostino.
Al pattuglione dell’abbreviato, oltre al noto politico – imprenditore si aggiungono anche, Luigi Taiano, Fabrizio Accame, Giuseppe Raso, Massimiliano Corsetti, Antonio Raso cl. 88, Adolfo Barone, Pietro Giovanni Barone, Salvatore Mazzei, Marco e Pietro Parrello. Per tutti gli altri, i pm Giulia Pantano e Roberto Di Palma hanno chiesto il rinvio a giudizio, sul quale il gup Olga Tarzia dovrà esprimersi all’esito degli interventi difensivi.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

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