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È morto Stefano Rodotà

È morto Stefano Rodotà. Giurista, politico e intellettuale che ha lasciato un segno indelebile nella vita pubblica italiana, Rodotà era nato 84 anni fa a Cosenza da una famiglia arbëreshë originari…

Pubblicato il: 23/06/2017 – 17:38
È morto Stefano Rodotà

È morto Stefano Rodotà. Giurista, politico e intellettuale che ha lasciato un segno indelebile nella vita pubblica italiana, Rodotà era nato 84 anni fa a Cosenza da una famiglia arbëreshë originaria di San Benedetto Ullano. La notizia della sua morte, anticipata da Repubblica.it, è stata confermata da fonti parlamentari e in questi minuti campeggia sui siti web dei principali quotidiani italiani.
Rodotà è stato dal 1997 al 2005 il primo presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Fu eletto deputato per la prima volta nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano. È stato anche parlamentare europeo e vicepresidente della Camera dei deputati nel 1992.
Molto corposo anche il suo curriculum accademico: tra le altre cose, Rodotà è stato professore ordinario di Diritto civile alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Rodotà è stato candidato, non eletto, per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana nel 2013.
Per tutta la sua vita ha sempre mantenuto uno strettissimo legame con la Calabria, sua terra d’origine.

LE REAZIONI «Si è spenta un’altra luce della Repubblica Italiana – scrive l’ex deputato del partito comunista, Costantino Fittante – è stato faro nell’impegno politico e sociale per l’affermazione dei valori più profondi della Costituzione. Studioso e politico di grandissime qualità. Per molti di noi è stato maestro. Ha saputo rappresentare da Deputato, in Parlamento e nel Paese, la Calabria, i lavoratori e gli intellettuali della nostra regione. Poteva rappresentare ancora una grande risorsa per la sinistra italiana e per la politica pulita, seria e innovativa». Si limita invece ad un tweet il deputato e Segretario Pd Calabria, Ernesto Magorno, che cinguetta «La #Calabria piange uno dei suoi figli migliori: addio,Stefano #Rodotà». Nel ricordare Rodotà, il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, lo ricorda come «un fine intellettuale e un convinto sostenitore delle battaglie per i diritti civili. Stefano Rodotà – si legge in una nota –  ha dato lustro al Paese e ha rappresentato uno spirito critico che, con il suo pensiero e il suo lavoro, ha contribuito a rendere l’Italia un Paese più libero e moderno. È stato un calabrese cui questa regione ha il dovere di tributare il proprio omaggio, un uomo di sinistra che ha sempre rifiutato le etichette e che non ha mai abdicato ai propri principi laici». Per questo, sottolinea Irto, «ritengo che il Consiglio regionale, nella seduta del prossimo 29 giugno, debba ricordare con sobrietà un nostro corregionale che ha saputo interpretare come pochi altri i valori della democrazia. Rodotà ha rappresentato per intere generazioni di giuristi un punto di riferimento». Per il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, invece «con Stefano Rodotà il nostro Paese perde un eccelso giurista, un punto di riferimento capace di analisi equilibrate e nel contempo lungimiranti, un uomo che ha saputo attraversare con garbo distintivo anni cruciali della società e della politica italiane. Ma la città di Cosenza, oggi, piange soprattutto un suo figlio che ha dato lustro al territorio di origine diffondendone i valori culturali più positivi e profondi». Con la morte di Rodotà, sottolinea invece l’ex governatore Agazio Loiero «se ne va un personaggio che mancherà molto agli italiani. Agli italiani che coltivano il senso dei diritti ma anche quello dei doveri, quelli cioè che conservano il culto della politica in tutta la sua nobiltà e grandezza». Per l’attuale governatore, Mario Oliverio invece «si può affermare senza ombra retorica che con Rodotà l’Italia perde un uomo che ha dato un grande contributo al rinnovamento del Paese ed alla affermazione di una moderna cultura delle relazioni sociali. La Calabria perde uno dei suoi figli più illustri». Per il presidente della Regione, «il suo pensiero illuminato ha contribuito alla crescita della cultura giuridica moderna in Europa e sul piano internazionale per la affermazione dei diritti umani. Il suo legame con la Calabria non si é mai interrotto.  In ogni occasione di incontro o anche quando avevo modo di sentirlo, il suo interesse per la Calabria e per la sua Cosenza sono stati sempre vivi». 

leggi anche>>>Quando 60mila calabresi votarono per Rodotà

 

 

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