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Assunzioni in sanità, la "guerra" dei decreti tra Oliverio e Scura

CATANZARO Con apposito decreto, il presidente della Regione Mario Oliverio ha dato indicazione al direttore generale del dipartimento Salute Riccardo Fatarella a voler autorizzare le Aziende sanita…

Pubblicato il: 13/07/2017 – 16:15
Assunzioni in sanità, la "guerra" dei decreti tra Oliverio e Scura

CATANZARO Con apposito decreto, il presidente della Regione Mario Oliverio ha dato indicazione al direttore generale del dipartimento Salute Riccardo Fatarella a voler autorizzare le Aziende sanitarie calabresi a procedere alle assunzioni di personale, indispensabili a garantire le attività di emergenza/urgenza. Ciò – riporta una nota diffusa dall’ufficio stampa della giunta -, se entro le 24 di giorno 15 luglio non si dovesse formalizzare il Dca da parte della struttura commissariale.
Il presidente Oliverio – prosegue la nota – ricostruisce tutti i passaggi che si sono consumati in questi mesi ma che a tutt’oggi non hanno prodotto alcun risultato: decreti non sottoscritti dalla struttura commissariale nella sua interezza e che hanno registrato la irricevibilità da parte di ministeri affiancanti; decreti non in linea con la metodologia richiesta dai ministeri in materia di fabbisogno di personale; tavoli di monitoraggio che hanno diffidato la struttura commissariale nei modi e nei termini indicati dagli stessi ministeri. Tutto ciò – si legge nella nota –,  mentre gli ospedali calabresi sono al collasso e la già fragile rete territoriale ridotta all’osso. Da ultimo, in data 11 luglio scorso, a seguito dell’aggiornamento delle tabelle sul fabbisogno del personale, condiviso dai ministeri affiancanti, il dipartimento Salute della Regione ha predisposto e sottoscritto una nuova proposta di Dca,  in data 12 luglio. Proposta sottoscritta nella stessa giornata dal sub commissario Urbani.
È nel percorso richiamato che trova origine l’iniziativa straordinaria e urgente del Presidente Oliverio che al riguardo afferma: «Si è già proceduto ad accorpamenti di reparti ed a differimento di prestazioni con un ulteriore carico di lavoro sull’insieme di operatori sanitari aggravando ulteriormente le difficoltà in cui opera il sistema sanitario calabrese. La mia è un’azione di supplenza e di responsabilità verso i calabresi».

SCURA: A BREVE TRE NUOVI DECRETI «A leggere il comunicato apparso oggi sulla stampa, il 15 luglio scadrebbe il termine oltre il quale il presidente Oliverio “autorizzerebbe” una irrituale nuova proposta del subcommissario Urbani (che, dunque, non ha ancora rassegnato le proprie dimissioni dopo il recente conferimento di un incarico ministeriale), che il dirigente generale Fatarella e il dirigente di settore Pagliaro hanno sottoscritto, dimenticando che hanno fatto altrettanto con il Dca 50, la cui validità non è contestabile». È quanto si legge in una nota del commissario ad acta per il piano di rientro, Massimo Scura.
«Solo una prassi a corrente alternata – argomenta Scura – giustificherebbe l’assunto per cui la mancata firma del subcommissario Urbani renderebbe non valido il Dca 50, mentre in precedenza Urbani non ha firmato altri 3 Dca che sono stati considerati validissimi e applicati: il 102/2014 Commissario Pezzi e i Dca 18/15 e 109/15 Commissario Scura. Il subcommissario aveva motivato la mancata firma al Dca 50 – prosegue il commissario ad acta – perché non conforme alle regole ministeriali sul fabbisogno basate su una fotografia della produzione ospedaliera del 2015. Grazie a queste regole, Urbani asseriva che in Calabria ci sono 17 ortopedici di troppo, 11 medici nefrologi in eccedenza, 4 cardiochirurghi, 5 chirurghi toracici e 8 ginecologi inutili e via dicendo. Oggi, con la nuova “proposta”, (c’è n’era stata anche una precedente, si ricorderà) corregge in parte il tiro ma la sostanza non cambia. Non solo, ma mentre il Dca 50 diceva, ospedale per ospedale, disciplina per disciplina, dove andava allocato il personale, questa proposta dice solo qual è il fabbisogno complessivo, per alcune discipline, non tutte, degli ospedali calabresi, rinviando (altra perdita di tempo) ad un confronto successivo la dislocazione ospedale per ospedale. Il Dca 50, infatti, nasceva da un confronto serrato tra struttura dipartimentale (nominata dal Presidente) che ora si rimangia tutto, direttori generali (nominati dal Presidente) e la struttura commissariale della quale faceva parte anche il sub commissario, che all’ultimo tavolo del 27 giugno ha affermato “nessuno discute del merito” (ossia del reale fabbisogno degli ospedali; e allora di che discutiamo, di regole ministeriali talmente opinabili, che il ministero stesso le sta rivedendo tutte e che non ha reso ufficiali, né con una circolare, né tantomeno con un decreto?)».
«Oggi si sostiene, siamo chiamati solo a discutere – aggiunge Scura – del fabbisogno necessario all’ottemperanza della L 161/2014 sugli orari di lavoro, rinviando alla convocazione del tavolo DM 70 la verifica di altre necessità. Come se non bastasse i primari sono inseriti nelle tabelle del fabbisogno dei medici. Chi ha gestito aziende sanitarie dovrebbe sapere che i primari non hanno orario di lavoro e non fanno i turni! In Calabria inoltre ci sono da anni ancora circa 80 primari f.f. per i quali andrebbero banditi regolari concorsi al fine di migliorare la qualità delle prestazioni. Infine va sottolineato che, grazie all’accurata gestione delle risorse umane di direttori generali, dipartimento e struttura commissariale, la spesa totale per il personale è ben al di sotto di quella programmata per il 2017 (meno 7 milioni di euro) e del 2018 (meno 25) il che consentirà per il prossimo anno una ulteriore iniezione di risorse mirate. Per fortuna il personale per gli screening è passato con il Dca 134/2016 se no saremmo ancora al palo e metteremmo ancor di più (perché non siamo a regime, purtroppo) a rischio la vita di molte donne e uomini. Per fortuna il personale della cardiochirurgia di Reggio è quasi completamente in reparto, garantendo oltre 160 interventi dall’inizio dell’anno. Per fortuna alcuni direttori generali, con coraggio e, soprattutto buon senso hanno parzialmente o totalmente utilizzato il Dca 50/17».
«Se, chi ora si straccia le vesti, avesse avuto a cuore le sorti sanitarie dei calabresi, avrebbe pubblicato il Dca 50 o, quantomeno, non omesso di compiere un atto d’ufficio in materia sanitaria respingendo la richiesta formulata dal sottoscritto commissario di pubblicarlo sul BURC (c’è ancora chi sa assumersi le proprie responsabilità). Le assunzioni – spiega il commissario ad acta – sarebbero state effettuate da tempo e il confronto con i ministeri sarebbe stato di mia competenza, come prevede la legge, ma salvaguardando i servizi ospedalieri e territoriali. Purtroppo qualcuno ha voluto cavalcare il “tanto peggio tanto meglio” e questi sono i risultati. Perché i calabresi capiscano. Comunque a fronte degli incontri del 20 e 27 giugno, della corrispondenza tra il commissario e i ministeri (il 28 avevamo già inviato una proposta complessiva e solo martedì ci è arrivata una risposta, non completa) e a seguito delle ultime telefonate avute ieri con il ministero della salute, stiamo predisponendo tre decreti che coprono l’intero fabbisogno, non solo per ottemperare la 161/14 ma per dare risposta a tutte le esigenze ospedaliere e territoriali, sanitarie, tecniche e amministrative. A brevissimo i tre Dca saranno inviati al dipartimento e al subcommissario per la firma e al ministero per la convocazione del tavolo DM 70. Per i distratti – è la conclusione – vorrei ricordare che il sottoscritto aveva chiesto un incontro chiarificatore il 12 aprile, sollecitato il 27 aprile e richiesto la convocazione del tavolo DM 70 per il 13 o il 14 luglio. Ma se non si deve discutere del merito… tutto diventa aleatorio».

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