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Truffe all'Inps nel Reggino, 8 denunce

REGGIO CALABRIA Otto persone sono state denunciate a piede libero a conclusione di un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Taurianova, e coordinata dalla Procura della Repubblica di…

Pubblicato il: 31/01/2018 – 15:35
Truffe all'Inps nel Reggino, 8 denunce

REGGIO CALABRIA Otto persone sono state denunciate a piede libero a conclusione di un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Taurianova, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, che ha svelato tra l’altro una truffa ai danni dell’Inps. Tra gli indagati vi sono alcuni professionisti locali, i reati ipotizzati sono di falsità ideologica e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, truffa ai danni dello Stato e false attestazioni e certificazioni in servizio. L’indagine è scattata dagli accertamenti su una 45enne de luogo, la quale ha fatto scoprire un sistema di fittizia assunzione della donna quale bracciante da parte di una ditta agricola del luogo. Il titolare dell’azienda, un 40enne di Rizziconi, induceva in errore l’Inps attraverso falsa documentazione, attestando un inesistente rapporto di lavoro dipendente per ottenere illeciti compensi previdenziali e assistenziali. La donna, pur non avendo mai prestato manodopera in agricoltura, ha ottenuto però indennità di disoccupazione per malattia e maternità, nonché altre prestazioni sociali. Coinvolto anche come intermediario il cognato della donna, un rizziconese di 39 anni; nonché un medico dell’ospedale di Polistena, che in più occasioni ha attestato falsamente l’ingresso della donna in pronto soccorso, diagnosticando inesistenti patologie, per giustificare le assenze per malattia della finta bracciante. L’intervento del medico inoltre veniva richiesto anche quando la donna non veniva trovata in casa durante le visite fiscali. Dal 2012 al 2016 il finto rapporto lavorativo ha causato un ingiusto profitto di oltre 27mila euro a danno dell’Inps. Nell’inchiesta figurano anche un avvocato del foro di Palmi, un impiegato della Federazione Nazionale Agricoltura di Laureana di Borrello e un medico di famiglia. Altri due medici dell’Ospedale di Polistena invece risponderanno di concorso di truffa aggravata e falsa attestazione in servizio, per aver falsamente attestato la loro presenza in servizio: attraverso una fraudolenta timbratura del badge, celavano la loro assenza ingiustificata inducendo in errore l’amministrazione dell’ospedale nel pagamento della loro retribuzione.

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