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Lsu-lpu, il caos (elettorale) e il giallo della circolare fantasma

LAMEZIA TERME È evidente che la campagna elettorale non aiuta a fare chiarezza, anzi. Il fatto, però, è che in ballo c’è il futuro di padri e madri di famiglia per cui il precariato ormai rappresen…

Pubblicato il: 03/02/2018 – 15:23
Lsu-lpu, il caos (elettorale) e il giallo della circolare fantasma

LAMEZIA TERME È evidente che la campagna elettorale non aiuta a fare chiarezza, anzi. Il fatto, però, è che in ballo c’è il futuro di padri e madri di famiglia per cui il precariato ormai rappresenta, paradossalmente, una costante. Sono ormai vent’anni che migliaia di lsu-lpu calabresi vivono nel limbo del lavoro nero di Stato e la loro storia lavorativa, invece che districarsi, sembra destinata a complicarsi ulteriormente. Qualche giorno fa dai piani alti della Cittadella è partito l’ennesimo annuncio – «Tutti gli lsu-lpu saranno stabilizzati entro il 2020» – corredato dal commento del governatore Mario Oliverio: «Porteremo a termine questo percorso con sempre maggiore impegno per garantire ai nostri ragazzi e ragazze una concreta prospettiva di futuro e per ridare fiducia a tutti i calabresi». I toni entusiastici cozzano però con i dubbi che continuano ad addensarsi sulle amministrazioni comunali che ancora non hanno deliberato la proroga dei contratti. Nelle ultime ore, infatti, a tenere banco è una circolare inviata in Calabria dal ministero della Funzione pubblica. Si tratta di una risposta ai quesiti messi nero su bianco dal presidente del consiglio regionale delle Autonomie locali, Salvatore Lamirata (qui i dettagli), che ha raccolto le perplessità dei sindaci che, evidentemente, non vogliono trovarsi in grane legali se alla fine del 2018 non riusciranno a garantire la stabilizzazione. Si tratta di una circolare di cui nessuno sembra conoscere il contenuto e che la Regione, che l’avrebbe ricevuta venerdì, non ha finora diffuso per dare risposte chiare agli amministratori locali. I cui dubbi, vista tanta riservatezza sul contenuto dell’atto arrivato da Roma, prendono sempre più consistenza.
La questione è molto tecnica, ma proviamo qui a riassumerla uscendo dal burocratese. La cosiddetta legge Madia prevede una soluzione per i precari, una disposizione che facendo i conti con la realtà però risolve ben poco. La norma che porta il nome della ministra per la Funzione pubblica dice, in sostanza: i Comuni possono deliberare la proroga agli lsu-lpu per il 2018 solo se, a fine anno, riusciranno a stabilizzarli. Visti i numeri dei precari in forza ai Comuni, però, per molti di questi enti – le cui finanze non sono quasi mai floride – la stabilizzazione con questi presupposti è pura fantascienza. Gli stessi amministratori sono stati sollecitati più volte dalla Regione a procedere alle proroghe ma alcuni di loro, intravedendo il rischio – concreto – di grane giudizarie non ha ancora deliberato il rinnovo dei contratti. Si tratta di 14 Comuni in tutta la regione (tre nel Cosentino, quattro nel Catanzarese e sette nel Vibonese), per un totale di un centinaio di lavoratori. Ma è chiaro che il problema riguarda anche chi si è fidato dei solleciti della Regione e ha già prorogato i contratti. Nella circolare ministeriale arrivata venerdì alla Cittadella potrebbero esserci delle risposte chiarificatorie ma, finora, la Regione non ha inteso farne conoscere i contenuti ai Comuni. Così l’incertezza sul futuro dei lavoratori precari aumenta sempre di più, e la sensazione per molti amministratori locali è che sia in atto un “gioco” elettorale le cui conseguenze, ancora una volta, potrebbero ricadere sulle spalle degli anelli deboli della catena: i sindaci e i precari.

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it

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