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Truffa e falso all'Asp di Cosenza, 25 condanne per "Ippocrate"

COSENZA Arriva al termine di una lunga camera di consiglio la sentenza di primo grado del procedimento “Ippocrate” che si chiude con 25 condanne sulle 32 richieste. Fra i condannati anche l’ex cons…

Pubblicato il: 20/02/2018 – 0:03
Truffa e falso all'Asp di Cosenza, 25 condanne per "Ippocrate"

COSENZA Arriva al termine di una lunga camera di consiglio la sentenza di primo grado del procedimento “Ippocrate” che si chiude con 25 condanne sulle 32 richieste. Fra i condannati anche l’ex consigliere regionale Rosario Francesco Antonio Mirabelli e l’ex sindaco di San Fili Ottorino Zuccarelli, entrambi coinvolti nell’inchiesta in qualità di medici e condannati a 2 anni di reclusione. 
Il giudice Alfredo Cosenza legge il dispositivo nell’aula nove del tribunale di Cosenza dove orde di avvocati e praticanti, carta e penna in mano, appuntano le sorti giuridiche dei loro assistiti. Il procedimento iniziò dalle indagini condotte per i falsi invalidi nel 2010 e sono stati coinvolti nell’intera vicenda giudiziaria: medici, funzionari e impiegati amministrativi del distretto di Rende dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Nel mese di aprile dello scorso anno il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino aveva formulato le richieste di condanna. Dei 74 imputati l’accusa aveva chiesto la condanna per 32 di loro, una sola assoluzione e 41 non luogo a procedersi per la sopravvenuta prescrizione (richiesta quest’ultima accolta dal tribunale). Gli imputati sono accusati, a vario titolo, dei reati di truffa e falso. Le indagini condotte dagli inquirenti mirarono a sgominare una serie di attività svolte illecitamente al fine di dichiarare il falso in merito alle condizioni di salute di alcuni pazienti rei di essersi accordati con i medici fiscali che dovevano verificare le situazioni di salute dei dipendenti pubblici. Tuonarono nell’alula le parole del pubblico ministero Cozzolino quando nella requisitoria esclamò «Le visite mediche erano false». Oltre ai controlli domiciliari, della vicenda che ormai risale a otto anni fa circa, gli investigatori nelle indagini appurarono anche l’utilizzo “allegro” dei badge che segnano gli orari di ingresso e di uscita nell’azienda sanitaria di Cosenza.
Un impianto accusatorio sostanzialmente accolto dal giudice che ha condannato Ottorino Zuccarelli (2 anni); D’Alessandro Alfredo (11 mesi); Augeri Dario (11 mesi); Vena Francesco (11 mesi); Vilotta Ercole (9 mesi e 10 giorni); Giuseppa Soloperto (10 mesi e 10 giorni); Vetere Mario (9 mesi e 10 giorni); Gioia Franco (10 mesi e 10 giorni); Cupertino Vita (10 mesi e 10 giorni);Cappuccio Vincenzo (9 mesi e 10 giorni); Spadafora Stefania (10 mesi e 10 giorni); Fucilla Patrizia (8 mesi e 10 giorni); Iuele Paolo (8 mesi e 8 giorni); Stillitano Pasquale (8 mesi); Chiappetta Salvatore (8 mesi e 8 giorni); D’Alessandro Francesco (1 anno e 9 mesi); Famà Giuseppe (8 mesi); Belli Concetti (8 mesi);  Mandarino Giuseppe Antonio (8 mesi 8 giorni); Mandoliti Anna (8 mesi);  Aiello Luisa (8 mesi); Ziccarelli Cleonice (8 mesi); Scerbo Franca (8 mesi 8 giorni); Mirabelli Rosario Francesco Antonio (2 anni); Pulice Luigi (1 anno 3 mesi). Per tutti sospensione condizionale della pena e obbligo di risarcimento del danno nei confronti dell’Asp e risarcimento delle particivili. Assolto per non aver commesso il fatto Furia Giuseppe. 

mi.pr.

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