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'Ndrangheta, sequestro da 1,5 milioni di euro tra Emilia e Calabria

Il provvedimento eseguito dalla Dia riguarda l’imprenditore di origini crotonesi Antonio Silipo, coinvolto nelle inchieste “Grande Drago” e “Aemilia”. Sigilli a 6 società e 9 immobili

Pubblicato il: 05/04/2018 – 17:48
'Ndrangheta, sequestro da 1,5 milioni di euro tra Emilia e Calabria

La Direzione investigativa antimafia di Firenze, con la collaborazione delle Sezioni operative di Bologna e Catanzaro, ha sequestrato un patrimonio stimato in 1,5 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore calabrese Antonio Silipo, «noto esponente della ’ndrangheta in Emilia Romagna», attualmente detenuto. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione penale del Tribunale di Reggio Emilia su proposta di misura di prevenzione patrimoniale a firma del direttore della Dia. Le indagini economico-finanziarie condotte su Silipo e sui suoi familiari, «hanno dimostrato – si legge in un comunicato della Dia – l’esistenza, a fronte di esigui redditi dichiarati nel corso degli anni, di un tenore di vita e di movimentazioni di capitali, nonché di investimenti immobiliari sproporzionati rispetto alle capacità reddituali dichiarate».
Tra i precedenti giudiziari di Silipo, nato a Cutro, nel Crotonese, ma residente da molti anni a Cadelbosco di Sopra, nel Reggiano, risulta il coinvolgimento nell’operazione “Grande Drago”, per cui è stato arrestato nel 2014, su ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, e nell’operazione “Aemilia”, nell’ambito della quale è stato giudicato nel 2016 con rito abbreviato e successivamente condannato dal Tribunale di Bologna a 14 anni di reclusione. «Quest’ultima sentenza – scrive al Dia – lo descrive come soggetto dedito a prestiti usurari, realizzati mediante società a lui riconducibili e dissimulati dietro false transazioni commerciali. Nella riscossione delle rate, Silipo riusciva spesso, anche con metodi estorsivi, ad ottenere a suo indebito vantaggio il trasferimento di beni o la sottoscrizione di titoli di credito. In altri casi le estorsioni venivano realizzate in concorso con Nicolino Sarcone, organizzatore di primo piano dell’attività illecita per conto del clan Grande Aracri di Cutro».
Il sequestro odierno, eseguito dalla Dia nelle province di Reggio Emilia e Crotone, ha riguardato 6 società, 9 immobili (tra fabbricati e terreni), 23 beni mobili registrati e 18 rapporti bancari (conti correnti, libretti di deposito e dossier titoli).

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