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'Ndrangheta, quel quadro della scuola del Caravaggio nascosto in Svizzera

I carabinieri di La Spezia hanno individuato conti e beni riconducibili al narcotrafficante Santo Abossida, ucciso nel Crotonese nel 2012, in un caveau di Lugano. L’indagine sulla sorella e la mogl…

Pubblicato il: 18/04/2018 – 7:32
'Ndrangheta, quel quadro della scuola del Caravaggio nascosto in Svizzera

LA SPEZIA  I carabinieri del Comando provinciale di La Spezia hanno individuato in Svizzera conti correnti e beni riconducibili a Santo Abossida, morto alcuni anni fa e ritenuto vicino alla cosca Farao-Marincola di Cirò Marina. Sono stati scoperti a seguito di una indagine, scattata nell’agosto scorso, che portò al sequestro di beni ritenuti riconducibili a un’associazione dedita al traffico di stupefacenti di matrice calabrese. La documentazione sequestrata ha permesso di individuare beni trasferiti all’estero attraverso la società “Sc Athena Classica”, riconducibile a Bombina Abossida e Alicja Olszewska, sorella e moglie di Santo. La società aveva nella disponibilità un quadro raffigurante “Bacco” attribuito alla scuola del Caravaggio e custodito nel caveau di un Punto Franco nei pressi di Lugano. Le ulteriori indagini condotte in territorio svizzero hanno consentito di individuare vari conti correnti e una cassetta di sicurezza con orologi e gioielli per un valore di 700mila euro.
IL SEQUESTRO NEL 2017 Il ruolo di Santo Abossida, ucciso nel Crotonese nel 2012, nella cosca è emerso a seguito delle dichiarazioni di un pentito che ha permesso agli inquirenti di ricostruire attività illecite dal 2004 al 2012 e di sequestrare – nel 2017 – cinque milioni di beni fra denaro, immobili ed attività commerciali intestate ai figli e alla sorella dell’ucciso, residente da anni a La Spezia. L’indagine dell’epoca ha consentito di identificare i promotori, gli organizzatori e i partecipanti ad un’associazione finalizzata al traffico internazionale di cocaina. La droga, acquistata da fornitori colombiani, veniva trasportata via mare in Italia, stoccata in un magazzino alla Spezia in quantità vicina quasi sempre alla tonnellata e successivamente commercializzata nel centro-nord Italia attraverso una collaudata rete distributiva.

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