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“Nuovo Campo”, Pd a caccia di alleati “civici” per le regionali

Lunga giornata di dibattito a Lamezia tra i dem e gli esponenti dell’associazionismo. Magorno rilancia la candidatura di Oliverio e chiede l’apertura del partito ad altre forze. Guglielmelli invoca…

Pubblicato il: 28/04/2018 – 18:57
“Nuovo Campo”, Pd a caccia di alleati “civici” per le regionali

LAMEZIA TERME Il Pd calabrese, da oggi, ha un “nuovo campo” da arare. Troppo presto per dire quali saranno i frutti, ma la semina sembra essere iniziata davvero. L’iniziativa della corrente pd che non vuole essere una corrente ha registrato una buona partecipazione del gruppo dirigente dem e delle cosiddette forze della società civile. A Lamezia è insomma stato avviato un nuovo tentativo di dialogo tra poli che avevano smesso di parlarsi e confrontarsi. Perché è stata proprio questa necessità a emergere nel corso della prima uscita di “Nuovo campo”: aprire il Pd al civismo, nel tentativo di dimenticare il tracollo del 4 marzo e per scongiurare una nuova debacle alle prossime regionali del 2019.
In un agriturismo a pochi passi dall’aeroporto si incontrano parlamentari, consiglieri regionali, esponenti del mondo produttivo, dell’associazionismo, del sindacato. È stato il coordinatore Andrea Guccione, tra le anime calabresi di “Nuovo campo”, a tratteggiare le finalità del movimento: «Intendiamo questa iniziativa davvero come un campo aperto per iniziare a dialogare nuovamente con la società calabrese e con quella meridionale. Partendo da questo, cogliendo gli spunti, le riflessioni e le critiche che emergeranno dalla giornata trarremo le conclusioni per i passi da compiere nell’immediato futuro». E così è stato: non solo politica politicante, ma anche il racconto di esperienze di quella società che, negli ultimi anni, si è sentita abbandonata da un partito che, malgrado fosse al governo nazionale e in tutte le regioni del Sud, non è stato capace di ascoltare i bisogni e di corrispondere alle aspettative.
L’ex segretario calabrese e senatore, Ernesto Magorno, sembra aver colto in pieno la sfida che attende il Pd: «Bisogna rinsaldare il rapporto con la società, allargare il campo a forze che possono stare con noi. La nostra vecchia coalizione non è più sufficiente. Dobbiamo invece capire da subito in quale direzione andare: Chiesa, terzo settore, imprenditori. Abbiamo il dovere di confrontarci con questi mondi».
FARAONE: «INCOMPATIBILI CON 5 STELLE» Presente anche il promotore di “Nuovo Campo Sicilia”, Davide Faraone, che annuncia i prossimi appuntamenti in Campania, Puglia e Abruzzo. Il sottosegretario ribadisce la natura non correntizia di un movimento che «vuole costruire un luogo di discussione ma anche immaginare il futuro del Pd. Sono in tanti all’interno del nostro partito che hanno interpretato quella di Renzi come una leadership fastidiosa. Io invece penso che senza il Pd di Renzi le percentuali pessime delle ultime politiche sarebbero state uguali a quelle dei socialisti francesi, arrivati a una cifra».
«Il nostro spirito – dice ancora Faraone – è in primo luogo quello dell’ascolto. I 90 interventi registrati in Sicilia, i 70 della Calabria, gli altri che avremo in Campania, Abruzzo e Puglia, sono un fatto interessante per una politica abituata a dare lezione e a parlare più che ascoltare. Iniziative come questa di “Nuovo Campo” ci servono per dare l’agenda sia al partito sia al Paese». Decisa la contrapposizione ai «populismi», ma i valori del centrosinistra tradizionale «hanno un senso solo se si costruisce questo campo nuovo». Poi un passaggio tranchant sulla possibile alleanza di governo con il M5S: «Siamo incompatibili, le nostre strategie sono completamente diverse». Faraone crede che non si possa costruire un governo «con persone che, nel momento in cui bisogna approvare un provvedimento importante, devono sottoporlo alla loro piattaforma e, se va sotto, si blocca il futuro del Paese».
Un ragionamento in perfetto stile renziano, quello del sottosegretario. Che trova una sponda sicura nello stesso Magorno: «Siamo in antitesi rispetto ai 5 stelle. Non possiamo mettere in discussione la radice di quello che ci tiene insieme per fare i responsabili». Magorno conferma di essere il più renziano tra i renziani: «Matteo è l’unico leader che abbiamo in Italia e continuerò a sostenerlo. Sarebbe giusto che in questa fase tornasse a fare il segretario del Pd, perché la stragrande maggioranza del partito condivide la sua linea».
LE REGIONALI Ma l’ex segretario dedica un passaggio di peso anche alle strategie per le prossime regionali. Nelle quali il Pd dovrebbe continuare ad appoggiare la candidatura del governatore Oliverio, che «con grande senso di responsabilità ha deciso di tornare in campo e ha ottenuto un ampio consenso da parte della sua maggioranza. Non possiamo quindi continuare a litigare ancora su chi si deve candidare, abbiamo invece il dovere di seguire questa strada. Sarebbe sbagliato affrontare le regionali in un’ottica diversa».
GLI INTERVENTI Decine e decine gli interventi dei rappresentanti di quella «società» con cui il Pd vorrebbe aprire un dialogo proficuo. Dall’esperto di appalti elettronici Antonio Sacco al presidente regionale della Consulta studentesca Simone Giglio, dal sindacalista Cgil Raffaele Mammoliti al presidente dei giovani commercialisti di Catanzaro Salvatore Passafaro, passando per i giornalisti Aldo Varano e Paolo Pollichieni.
Secondo il direttore del Corriere della Calabria «il confronto, anche se arriva in ritardo, è sempre auspicabile: meglio tardi che mai». «Questa classe dirigente del Pd – osserva Pollichieni – non può continuare a mentire a se stessa. Finora lo ha fatto: quando ha giustificato tutte le scelte adottate dalla Regione Calabria, quando non ha detto le cose che andavano dette e fatto le analisi che andavano fatte. Comunque, adesso, se c’è una reale volontà di cambiamento, il Pd può tornare ad avere un ruolo importante, anche perché è l’unica realtà politica che ha una forma democratica di gestione del partito stesso».
I DEM Lucida anche l’analisi del segretario provinciale di Cosenza Luigi Guglielmelli, che sottolinea gli sbagli degli ultimi anni del Pd: «Dobbiamo recuperare il rapporto col Mezzogiorno. Una parte di italiani non capisce più il nostro linguaggio. Per questo mi piace “Nuovo Campo”, perché non ci sono le contraddizioni che fanno male al nostro partito». Anche Guglielmelli ravvisa la necessità di «allearsi con le forze più sane della società, a cominciare dalla Chiesa e da quella parte del mondo cattolico progressista più avanzato sul tema dei diritti. Dobbiamo stare con chi vuole fare crescere la Calabria su tutti i terreni».
«Il Pd – dice il consigliere regionale Carlo Guccione – deve riprendere il filo di un discorso interrotto. Al voto del 4 marzo dobbiamo rispondere con un’apertura alla società. Alle prossime regionali, se continuiamo così, rischiamo di arrivare terzi. Dobbiamo pensare a una coalizione civica e il Pd deve essere protagonista in questo progetto». Il governo con il M5S? «Non possiamo sottrarci al confronto, ma il gruppo dirigente deve affrontare questo passaggio in modo unitario, altrimenti la storia del Pd finirà».
La prima iniziativa di Nuovo Campo Calabria corrisponde anche alla prima uscita pubblica tra i dem dell’ex deputata di Ncd Rosanna Scopelliti, vicinissima a Faraone e, secondo diversi rumors, in procinto di diventare assessore nella giunta Falcomatà a Reggio Calabria. «In questi anni – spiega l’ex alfaniana – è mancato il fatto di ascoltarci, si è persa volontà di dialogare con i territori. È necessario che i partiti tornino a essere luoghi di partecipazione reale e che ci siano coraggio e umiltà per entrare in questo nuovo campo».
«La politica – aggiunge il già parlamentare 5 stelle Sebastiano Barbanti – ha smesso di essere portavoce della società civile, che oggi ha detto basta e ci chiede di non chiuderci. Dobbiamo capire quale visione vogliamo creare e dare vita a un progetto che deve ripartire dalle comunità di base, dai comuni».
Della necessità di creare un «partito nuovo» parla anche l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, mentre Alessandro Porco, della Direzione calabrese, propone la convocazione di una tre-giorni di “Nuovo Campo” per «sviluppare i temi affrontati oggi, perché è così che la Calabria può migliorare». Mozione accolta: al termine dell’evento è stato deciso di «dedicare discussioni tematiche ogni settimana fino a una tre-giorni di dibattito che si terrà a settembre».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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