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Sanità, un’altra “frenata” per l’azienda unica di Catanzaro

Incontro tra i consiglieri regionali del Catanzarese e Pacenza: confermata la volontà dell’integrazione ospedale-Policlinico. Nuovo confronto a metà mese

Pubblicato il: 08/05/2018 – 18:39
Sanità, un’altra “frenata” per l’azienda unica di Catanzaro

CATANZARO Tutti confermano di essere d’accordo nel voler raggiungere quello che è definito «un obiettivo strategico» per tutta la sanità calabrese, ma in realtà ha subìto un’ulteriore frenata il processo di creazione dell’azienda unica ospedaliera di Catanzaro, attraverso l’integrazione tra il “Pugliese” e l’universitaria “Mater Domini”.
IL CONFRONTO Il confronto in queste ultime ore si è spostato sul piano politico, con un vertice alla Cittadella tra il delegato del governatore Oliverio per le politiche sanitarie, Franco Pacenza, e i consiglieri regionali dell’area catanzarese: al tavolo, a parte il democrat Enzo Ciconte, ci sono tutti, da Arturo Bova di Dp a Tonino Scalzo del Pd, da Baldo Esposito di Ncd a Mimmo Tallini di Forza Italia, ai quali si è aggiunto il sindaco Sergio Abramo. Riunione non lunga ma nemmeno corta, circa un’ora e mezza: sotto i riflettori, la bozza della legge regionale che dovrà istituire l’azienda unica catanzarese, all’inizio suggestivamente dedicata al premio Nobel Dulbecco, nato nel 1914 a Catanzaro, ma adesso in cerca di un nome più asettico per evitare gelosie. In sintesi l’esito del vertice: ci si è aggiornati al 15 maggio perché la bozza di legge regionale messa mero su bianco ha bisogno di qualche approfondimento tecnico.
IL BILANCIO DEL VERTICE Volti distesi e soddisfatti, comunque, alla fine della riunione. A parlare con i cronisti è Pacenza, che dichiara: «È stato un incontro molto proficuo, che – ha spiegato Pacenza – ha confermato uno sforzo unitario in atto e la volontà unanime di arrivare a conclusione nelle prossime settimane con il deposito della proposta di legge regionale dopo un ulteriore confronto con il commissario alla sanità calabrese e con l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Non ci sono resistenze al processo di integrazione tra le aziende “Mater Domini” e “Pugliese”: oggettivamente è una vicenda complessa e, se c’è da fare un appunto e un’osservazione, affrontata di petto solo ora dopo un certo ritardo, visto che si trascina ormai da quasi 20 anni, ma – sostiene il delegato di Oliverio per le politiche sanitarie – ci sono tutte le condizioni per raggiungere un obiettivo strategico e costruire un’azienda unica che diventi il cuore dell’intero sistema sanitario calabrese». Pacenza inoltre spiega che anche il governatore Mario Oliverio è attestato sulla linea della massima condivisione al punto che l’orientamento del presidente è quello di una proposta di legge regionale che sia di iniziativa non della giunta ma del territorio.
GLI ANGOLI DA SMUSSARE Ma al di là delle belle parole e delle dichiarazioni d’intenti, il percorso per l’integrazione tra due mondi che non si amano particolarmente (anzi, non si amano affatto…), quello universitario del Policlinico “Mater Domini” e quello ospedaliero del “Pugliese”, resta irto di ostacoli e di trappole. Indubbiamente passi avanti rispetto alle inerzie del passato ne sono stati fatti in questi ultimi mesi, ma il lavoro da fare è ancora tanto, ed è pesante. Restano sul tappeto gelosie e sospetti, legati soprattutto alle quote di unità a direzione universitaria o ospedaliera da assegnare (in “soldoni” i primariati), resistenze di vario genere e incognite anche normative (si teme l’incostituzionalità di una qualsivoglia legge regionale sul tema). E non manca qualche “frenata” di carattere politico: c’è chi, come Ciconte ed Esposito, essendo di provenienza ospedaliera teme un ridimensionamento del “Pugliese”, e c’è chi, come Scalzo, in queste ultime ore – e anche al vertice odierno – punta a inserire nella partita anche la sanità di Lamezia Terme.
LO SCENARIO Al tirar delle somme, almeno un dato chiaro è emerso dal vertice alla Cittadella, ed è quello che riguarda gli step da fare in futuro, con un ribaltamento dello schema finora seguito: prima si parlava di priorità a un protocollo d’intesa tra Regione e Università, con l’aggiunta del commissario, e poi dell’approvazione della legge regionale a palazzo Campanella, mentre adesso si è definito il senso inverso. Il 15 maggio comunque tutte le parti in causa si rivedranno, questa volta negli uffici di palazzo Alemanni a Catanzaro, dal commissario Massimo Scura. Chissà se quel giorno si sarà finalmente usciti dalla logica delle “bozze” e degli approfondimenti tecnici, cioè dalla logica del rinvio che poi determina un altro rinvio che poi determina un altro rinvio ect ect.

Antonio Cantisani
redazione@corrierecal.it

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