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«Corap e Fincalabra ancora senza guida»

di Luigi Muraca*

Pubblicato il: 18/05/2018 – 14:24
«Corap e Fincalabra ancora senza guida»

Con Decreto del presidente della giunta regionale n. 115/2016 del 29/06/2016 veniva istituito il Consorzio regionale per lo sviluppo delle Attività produttive, mediante l’accorpamento nel Consorzio Asi di Catanzaro degli altri quattro Consorzi industriali, con conseguente cambio della denominazione in Corap. Nello stesso Decreto era previsto che il dipartimento della Regione competente avviasse le procedure per le nomine degli organi monocratici e collegiali del Corap, secondo quanto previsto dalla stessa L.R. n. 24/2013 e dalle normative specifiche applicabili in materia. Nelle more, era stato individuato un commissario straordinario nella persona della Maria Rosaria Guzzo. Purtroppo, a distanza di quasi 2 anni, gli organi di guida del Corap non sono stati nominati e rimane in carica Guzzo che, pur essendo certamente persona competente, non può occuparsi del Corap a tempo pieno, in quanto è contestualmente dirigente del settore Ragioneria generale – Gestione delle spese – gestione della contabilità finanziaria – Contabilità economica, contabilità analitica della parte spesa – Conti pubblici territoriali – Autorità di certificazione.
Il Corap è nato con la finalità di migliorare l’efficienza nello svolgimento delle funzioni in materia di sviluppo e valorizzazione delle aree produttive ed industriali unitamente alle funzioni assegnate dalla Legge regionale n. 38/2001, pertanto deve essere considerato il vero baricentro per le politiche dello sviluppo che la Regione intenda attuare. È sconfortante che, a distanza di 2 anni dalla sua costituzione, avvenuta peraltro dopo 3 anni dall’approvazione della Legge n.24/2013 di riordino degli enti regionali, quindi dopo 5 anni, le procedure per le nomine degli organi del Consorzio regionale non siano state avviate e permanga sine die il regime commissariale.
Quando l’attuale presidente della Regione renderà conto ai calabresi della propria attività, un capitolo fondamentale sarà quello relativo alle politiche di rilancio industriale adottate in questi anni. Ed onestamente, responsabile di tali politiche, in una regione con un tasso di disoccupazione giovanile elevatissimo, non può essere un dirigente regionale che un paio di giorni a settimana lascia le proprie principali funzioni (altrettanto importanti), per dedicarsi, certamente con impegno e diligenza ma per interludi limitati, a progettare e realizzare il futuro industriale della Calabria.
Analogamente, Fincalabra (nella foto, la sede), pur non avendo un Commissario, è guidata da dirigenti della Regione, pur avendo il delicato compito dell’assistenza finanziaria alle imprese calabresi. Gli enti regionali possono essere un luogo di inutili sperperi se gestiti malamente ma, invece, se indirizzati sapientemente, sono il punto di snodo del rilancio economico della Calabria (chi scrive ha dato un contributo al risanamento dell’Asi di Catanzaro).
Possiamo sperare di avere, prima della fine della legislatura regionale, le nomine dei vertici di Corap e Fincalabra per abbozzare, seppure tardivamente, una strategia di crescita industriale della Calabria ed un percorso per sostenere la capitalizzazione delle imprese calabresi, nelle quali sovente allignano buone idee ma resta un acuto problema finanziario?

*ex presidente Asi Catanzaro

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