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Traffico di reperti archeologici, in manette anche un crotonese

Operazione dei carabinieri e della Procura di Caltanissetta: 23 arresti tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. Coinvolto un 62enne di Strongoli

Pubblicato il: 04/07/2018 – 13:40
Traffico di reperti archeologici, in manette anche un crotonese

I carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale hanno sgominato un’organizzazione criminale internazionale attiva nel traffico di beni archeologici in cui è coinvolto anche un uomo del Crotonese. Nell’ambito dell’operazione, denominata “Demetra”, sono state eseguite, in Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, 23 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Caltanissetta, con il coordinamento di Europol ed Eurojust. Al centro delle indagini, coordinate dalla procura nissena, le attività di una holding criminale transnazionale che, da anni, gestiva un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia ed esportati illecitamente all’estero. Le indagini, avviate nel 2014, hanno permesso di recuperare oltre 3.000 reperti archeologici per un valore superiore ai 20 milioni di euro. I dettagli alle 11, presso la procura di Caltanissetta.
DUE GRUPPI DI TRAFFICANTI DI REPERTI Le misure di custodia cautelare sono state eseguite in nottata fra Agrigento, Caltanissetta, Catania, Crotone, Enna, Lecce, Napoli, Novara, Taranto, Torino, Ragusa, Siracusa. Due le organizzazioni criminali sgominate dai carabinieri. La prima faceva capo al riesino Francesco Lucerna, di 76 anni, che si avvaleva di una fitta rete di tombaroli e corrieri che trasportavano i reperti dalla Sicilia fino alla Germania. Da decenni, operava un sistematico saccheggio di aree archeologiche nissene ed agrigentine, destinando i reperti a facoltosi collezionisti nel Nord Italia, consapevoli della provenienza illecita dei beni. Il gruppo disponeva anche di falsari, con laboratori individuati nella provincia catanese. Il secondo filone faceva capo invece ad un mercante d’arte londinese William Thomas Veres di 64 anni. Grazie ad una complessa rete logistico-operativa estesa tra l’Italia, la Spagna e la Germania, l’organizzazione era in grado di trafficare considerevoli quantitativi di beni archeologici siciliani. Attraverso dei prestanome i beni finivano poi nelle aste di Monaco di Baviera. I reperti provenivano soprattutto dalle campagne del Nisseno, in particolare da Riesi e dell’Agrigentino, dove i tombaroli scavavano nei campi dei contadini. Acquistavano i terreni e poi iniziavano gli scavi.
I NOMI Su mandato di arresto europeo sono stati arrestati: William Thomas Veres, 64 anni, residente a Londra; Andrea Palma, 36 anni, originario di Campobasso ma residente a Barcellona e Rocco Mondello, 61 anni originario di Gela, residente a Ehingen. In Italia sono invece stati arrestati: Francesco Lucerna, 76 anni di Riesi, Matteo Bello 61 anni di Ravanusa, Francesco Giordano 71 anni di Campobello di Licata, Luigi Giuseppe Grifasi 64 anni di Ravanusa, Calogero Ninotta 39 anni di Ravanusa, Gaetano Romano 58 anni di Ravanusa, Gaetano Patermo 63 anni di Riesi e Palmino Pietro Signorello 66 anni di Belpasso. Arresti domiciliari per: Valter Bertaggia 70 anni di Collegno, Giovanni Lucerna 49 anni di Torino, Maria Debora Lucerna 55 anni di Torino, Salvatore Pappalardo 75 anni di Misterbianco, Calogero Stagno 51 anni di Favara, Luigi Signorello 34 anni di Belpasso e Luigi Lacroce 62 anni di Strongoli (Crotone). Obbligo di firma per altre cinque persone.

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