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Cariati, la storia dell’appalto che ha inguaiato sindaco e dirigenti

Dall’interdittiva antimafia all’affidamento diretto alla Ecology Green. I rapporti tra imprenditori e dirigenti. E quelli tra i manager del Comune e il primo cittadino

Pubblicato il: 17/07/2018 – 18:06
Cariati, la storia dell’appalto che ha inguaiato sindaco e dirigenti

COSENZA I centri di interesse sono due: quello del comune di Cariati con il sindaco Filomena Greco e i dirigenti Adolfo Benevento prima e Giuseppe Fanigliulo poi; e quello imprenditoriale, nello specifico della Ecology Green S.r.l. di Antonio Fusaro ma di fatto amministrata da Cristoforo Arcovio che secondo la Procura di Castrovillari era anche il trait d’union con l’amministrazione comunale. A finire tra le mani della guardia di finanza sono i documenti e i legami che hanno portato alla Ecology Green di aggiudicarsi il servizio di raccolta dei rifiuti nel comune ionico. Incarico dapprima di soli 60 giorni, ma che poi si è protratto mese dopo mese procurando un guadagno nelle casse della società di 1 milione e 400mila euro. E se il gip Carmen Ciarcia dispone per gli indagati divieti e obblighi di dimora, sospensione dagli incarichi di pubblici servizi e divieto temporaneo di esercitare attività di impresa è perché le pressioni che potrebbero esercitare sui bandi in via di definizione dal Comune sono concrete. E, sempre secondo il gip, che oggi ha disposto l’applicazione di cinque misure cautelari (qui la notizia), non si può tralasciare il fatto che c’è il bando di raccolta dei rifiuti urbani che vale 3 milioni di euro nel quale la Ecology Green si è classificata seconda ma la cui congruità delle offerte la stava valutando il responsabile unico del progetto Giuseppe Fanigliulo.
L’INCARICO MILIONARIO Tutto parte dalla comunicazione inviata dalla Prefettura di Crotone. La missiva riportava la sentenza del Consiglio di Stato in cui era disposta l’interdittiva antimafia per la De.Ri.Co. New Geo Srl, affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti sul territorio. Il tempo di apprendere la notizia, riportano le carte delle indagini, e Adolfo Benevento – all’epoca dei fatti dirigente comunale – chiede alla New Ecology la disponibilità a effettuare il servizio. Secondo gli inquirenti non sono state interpellate altre ditte mentre l’impresa di Fusaro si dice disponibile offrendo un ribasso del 5%. L’urgenza di nominare immediatamente una nuova società che si sarebbe occupata della raccolta dei rifiuti, in base a quanto riportato nell’ordinanza, è nata dai gravi problemi in ordine ambientale e di igiene alla salute pubblica causata dai rifiuti stantii in città. Per il giudice però la strada da seguire sarebbe stata un’altra. Ricevuta l’informazione dell’interdittiva antimafia il comune di Cariati non era obbligato a recedere dal contratto con la ditta che stava svolgendo il servizio, ma avrebbe dovuto valutare se il servizio di raccolta rifiuti fosse essenziale per il perseguimento dell’interesse pubblico. E aggiunge: «Oltretutto quando si predispone un recesso è necessario un preavviso di 20 giorni, cosa che Benevento non avrebbe fatto nei confronti della De.Ri.Co srl».
A TEMPO DEBITO L’ordinanza sindacale del primo cittadino di Cariati per il giudice è «sconcertante» perché basata su un’inversione temporale degli eventi. Per la Procura, il primo cittadino tenterebbe di far apparire il recesso dal contratto di appalto con la De.Ri.Co quale antecedente logico e temporale rispetto all’affidamento del servizio alla Ecology Green. L’idea di fondo è che la situazione di rischio di emergenza sanitaria avesse giustificato la successiva intesa raggiunta con la Ecology Green. In realtà avviene il contrario, con il dirigente comunale Adolfo Benvento che prima ha chiesto il prezzo alla “ditta amica” (5% in meno rispetto a quanto si spendeva, ndr) poi ha “stoppato” il contratto con l’azienda raggiunta dall’interdittiva. Affidato il servizio alla nuova società Benevento, qualche giorno prima che il suo incarico terminasse, predispone gli incartamenti del bando per l’aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di Cariati. La gara però è sospesa fino a dicembre dello scorso anno e l’impresa di Fusaro, di fatto amministrata da Arcovio, continua a lavorare in regime di proroga.
L’AMICO DI FAMIGLIA Dalle risultanze investigative emergerebbe poi l’anomalia delle nomine dei dirigenti Benevento e Fanigliulo. Fanno la staffetta al Comune ma vengono chiamati dal sindaco Greco secondo il giudice «senza nessuna considerazione della pianta organica comunale». È balzato agli occhi delle fiamme gialle come, pur di far entrare Famigliulo in municipio, Filomena Greco abbia rinunciato alla sua indennità di sindaco per darla al dirigente. Questo per il gip è «la rappresentazione di un condizionamento, anche solo parziale, dell’autonomia del dirigente nell’esercizio delle sue funzioni. Si tratta di un incarico fiduciario alimentato dalle finanze dell’indennità da sindaco». Non solo, dalle captazioni telefoniche emergerebbe lo stretto legame di Fanigliulo con tutta la famiglia Greco; l’architetto, infatti, sarebbe stato direttore dei lavori per la costruzione di due fabbricati a Cariati dal valore di 10 milioni di euro. Giuseppe Fanigliulo era presente alle iniziative elettorali in prossimità del 4 marzo ma soprattutto era sempre nei pensieri dei due amministratori della Ecology Green. Fusaro in una intercettazione in cui si parlava del bando di raccolta rifiuti riferendosi a lui (Rup del progetto, ndr) dice: «Mo vediamo che pesce è…». Mentre Cristoforo Arcovio lo chiama diverse volte per assicurarsi che tutto andasse bene per la proroga della raccolta. «Architetto buongiorno – dice Cristoforo Arcovio al telefono con Giuseppe Fanigliulo -. Lo so che voi adesso aspettate impazientemente il nuovo sindaco, però a me servirebbe ancora un’altra firma del vecchio sindaco, che me la voglio mettere in bacheca… L’ordinanza per proseguire il servizio sennò come facciamo». Il dirigente gli spiega cosa fare, attraverso una pec, in modo da risolvere il problema e continuare a lavorare.

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it

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