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«I 46 minori in coma etilico sono un'emergenza sociale»

di Pino Assalone*

Pubblicato il: 04/01/2019 – 9:16
«I 46 minori in coma etilico sono un'emergenza sociale»

La notizia che 46 ragazzi minorenni, in media sedicenni, siano stati curati al Pronto soccorso dell’Ospedale di Cosenza per coma etilico, lascia senza parole ma non giunge inattesa.
Ci viene riferito che ogni sabato, non con cifre così eclatanti, si verificano diversi casi analoghi.
È una vera e propria emergenza sociale che ci interpella come genitori, come società, ma anche specificamente come operatori della scuola.
Chi varca quotidianamente i cancelli delle nostre istituzioni scolastiche e si confronta con decine di ragazze e ragazzi di quell’età, sa bene che si tratta di un fenomeno dilagante, preoccupante, di cui nessuno può ritenersi esente. E sa bene che i convegni informativi, pur importanti, non rappresentano l’unico strumento con cui affrontare il problema.
Non risulta più rinviabile, almeno per quella porzione di società che non smette di interrogarsi sull’esistente e non intende rassegnarsi ad esso (di cui come Flc-Cgil facciamo organicamente parte), aprire una riflessione collettiva sulle cause che generano tali tristi fenomeni.
Affrontare quello che appare uno stato di forte disagio, noia, mancanza di interesse, assenza di senso, che attanaglia le giovani generazioni del nostro Paese, deve costituire un impegno per tutti coloro che ritengono che ciò non sia il prodotto naturale di una qualche involuzione biologica, ma la purtroppo inevitabile conseguenza della perdita di coesione sociale, di prospettive personali e collettive, di orizzonti ideali e culturali, di passioni e speranze, valori e significati.
E’ indispensabile che i giovani si percepiscano attivi e partecipi costruttori del futuro, protagonisti di uno spazio e di un tempo, auspicabilmente migliore dell’oggi, che sta a loro progettare e riempire di realizzazioni. Il malessere può essere superato dai giovani se comprendono che lo stato delle cose non ha una derivazione né naturale né divina, ma è determinato dalle scelte degli uomini. E che ciò che si ritiene non vada, può e deve essere trasformato.
La scuola può contribuire a questo fornendo a studentesse e studenti l’arma della critica: le conoscenze e le competenze per comprendere ed analizzare criticamente ciò che li circonda. Come lavoratori e lavoratrici della Flc-Cgil sappiamo che questo è il nostro compito precipuo in questa fase storica e rispondiamo: noi ci siamo.

*segretario provinciale Flc-Cgil

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