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Crotone, nuova sanzione dell'Asp a Brisinda. Insorge l'M5S

Il caso del primario di chirurgia non si è dunque chiuso con la sentenza che aveva annullato la sospensione dal servizio per sei mesi. Sapia: «Alla fine la montagna ha partorito il topolino»

Pubblicato il: 15/02/2019 – 10:57
Crotone, nuova sanzione dell'Asp a Brisinda. Insorge l'M5S

CROTONE Sanzione disciplinare nei confronti del primario di chirurgia dell’ospedale di Crotone Giuseppe Brisinda. Il nuovo provvedimento di cui è destinatario il primario è la censura scritta prevista dall’articolo 8, comma 4 del Contratto collettivo nazionale che riguarda le sanzioni disciplinari per i dirigenti medici. La decisione è stata assunta giovedì nella sede dell’Unità operativa Gestione e sviluppo risorse umane dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone. La proposta è stata avanzata dal responsabile del procedimento del Nucleo di valutazione, designato lo scorso 6 luglio, e condivisa dall’Ufficio risorse umane, tenendo anche conto della «dichiarazione di regolarità e legittimità dell’atto resa» dal direttore dello stesso ufficio. Il caso Brisinda, quindi, non si è chiuso con la sentenza del Tribunale di Crotone che aveva annullato la sospensione dal servizio per sei mesi decisa dall’Asp pitagorica nel dicembre del 2017. Contro la decisione del Tribunale pitagorico l’Asp aveva presentato un ricorso, ma anche in questa occasione il Tribunale di Crotone ha inteso riconoscere le ragioni del medico sospeso. Nel mese di luglio del 2017 il ministero della Salute ha inviato degli ispettori, che sono arrivati a Crotone e hanno acquisito documenti sulla vicenda. La questione sembrava comunque essere stata definitivamente accantonata, ma evidentemente non era così perché l’Asp ha aperto un nuovo fronte di indagini nominando un Nucleo di valutazione che ha proposto il provvedimento della censura scritta. Evidentemente sono state individuate nuove situazioni, che non erano state prese in considerazione nelle attività precedenti messe in campo dall’Azienda sanitaria.
INSORGE L’M5S «Alla fine la montagna ha partorito il topolino». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità, con riferimento alla sanzione della censura scritta applicata dall’Asp di Crotone nei confronti del primario della propria Chirurgia ospedaliera, Giuseppe Brisinda, al termine dell’ennesimo procedimento disciplinare nei confronti del professionista. «A Brisinda, abilitato come professore ordinario di Chirurgia generale, proveniente dal policlinico Gemelli e autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, l’Asp di Crotone aveva attribuito – tuona il parlamentare 5stelle – una mortalità del 24%, come uno che entra in sala operatoria con il kalashnikov. Ciò malgrado la stessa Asp avesse gioito, dati alla mano, per gli ottimi risultati del primario e riportato un indice di letalità del reparto dell’1,57%, in merito al 2017». «Numeri a parteo a piacere – continua il deputato –, la relazione conclusiva dell’ispezione ministeriale della scorsa estate, richiesta insieme alla collega Dalila Nesci, aveva certificato errori metodologici del responsabile del rischio clinico dell’Asp di Crotone, che, non contenta, per Brisinda aveva avviato un nuovo procedimento disciplinare, malgrado il giudice gli avesse dato ragione in due occasioni».«Brisinda – prosegue il parlamentare 5stelle – era dunque finito ancora sotto procedimento disciplinare, sulla scorta delle conclusioni di una commissione di esperti, chiamata a valutare 20 casi clinici ma fermatasi a 10 e con un componente astenuto per addotti impegni di lavoro. La relazione degli esperti parlava di incongrua asportazione di organi e di altri gravi comportamenti, puntualmente smontati dal chirurgo, su base documentale. Perciò – commenta l’esponente M5s – bisognava trovare una “Brisindexit” e salvare la faccia, il che è avvenuto con la censura scritta, che probabilmente soddisfa, magari solo in parte, chi ha spinto per il nuovo procedimento a carico del professionista, punito con la motivazione di omessa vigilanza circa la compilazione di cartelle cliniche, senza che siano stati individuati e sanzionati gli autori di eventuali omissioni a riguardo». «L’intera vicenda – conclude Sapia – conferma che in Calabria la sanità è gestita secondo logiche di potere, che non c’entrano affatto con la tutela della salute e con la crescita delle strutture pubbliche della regione. Consiglio al professor Brisinda di ritornare al Gemelli, per evitare ulteriori ingiuste sofferenze e perché in Calabria, in cui il palazzo vuole spesso premiare soggetti mediocri e incompetenti, evidentemente egli non è gradito».

Gaetano Megna
redazione@corrierecal.it

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