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La Calabria fa scuola nella cura delle demenze

Consegnati a Catanzaro 15 attestati di operatori Teci (Terapia espressiva corporea integrata). Sono i primi in Italia

Pubblicato il: 15/02/2019 – 20:13
La Calabria fa scuola nella cura delle demenze

CATANZARO Quante porte in faccia. Quante volte si è sentita etichettare come «esaltata», «pazza», solo perché era convinta che di fronte alla devastazione cerebrale delle persone affette da demenze il corpo continuava a sentire, ad emozionarsi, a vibrare. Elena Sodano per dieci anni ha gridato al mondo che quelle persone che la malattia neurodegenerativa spegne piano, continuano a vivere e cercano il modo di gridare senza le parole che non trovano più, mentre riescono ad esprimersi con gli occhi e con la pelle. Quella tenacia diventa una scommessa vinta, che si può toccare con mano con gli attestati consegnati ai quindici operatori che – per primi in Italia – sono riconosciuti Teci Terapeuti, il metodo di Terapia espressiva corporea integrata che affronta la malattia oltre il tradizionale approccio farmacologico, attraverso l’elaborazione di nuovi contatti corporei che possano creare ponti di comprensione e di comunicazione ancora possibili con le persone affette da queste patologie. Gli operatori sfilano davanti agli occhi orgogliosi di Alfredo Citrigno, presidente dell’omonima azienda che per primo ha accolto Elena, con i suoi tamburi, i suoi palloni, i suoi foulard, ponendo l’accento sulla formazione del suo personale per entrare nella relazione di cura con le persone fragili e con le persone affette da demenza. Ci sono anche Giuseppe Mancuso, direttore sanitario di Villa Adelchi; Francesco Morelli, neurologo del Centro Clinico San Vitaliano; Pietro Gareri, presidente nazionale Age (Associazione geriatri extraospedalieri). E Venturino Lazzaro, direttore sanitario del Centro Clinico San Vitaliano, che seduto sulla sua poltrona “pensatoio” immagina approcci nuovi e sperimentazioni a cui Citrigno non sa dire di no, che diventano realtà come la firma del protocollo con il Tribunale dei diritti del Malato (il prossimo 22 febbraio) e l’apertura del consultorio oncologico che metterà a disposizione gratuitamente un team composto da oncologi, psicologi, assistenti sociali, volontari ed infermieri. Dietro quegli attestati, consegnati questo pomeriggio nella Sala oro della Cittadella regionale, ci sono storie ed emozioni (come quelle raccontate dal fisioterapista Stefano Fasano e dall’educatrice Patrizia Saporito) che sono diventate un percorso formativo in cui credere ed investire per il bene dei “pazienti” che vengono meglio definiti come “ospiti” delle strutture. Appassionata e professionale, Elena Sodano, introdotta da Domenico Gareri, torna sul concetto di terapia corporea per ricordare di cosa parliamo quando si affrontano le terapie a-specifiche che non intervengono su un’area funzionale particolare, ma a livello globale, ristrutturando e ridefinendo l’intero sistema di relazioni tra le diverse aree funzionali, come nel caso della comunicazione corporea instaurata con la Teci. Elena ha voluto dare all’imprenditore Alfredo Citrigno, presidente dell’omonima azienda che l’ha accolta, il giusto riconoscimento (e non solo la maglietta-sponsor “Io sono demente”) per aver creduto nella necessità di formare il suo personale per entrare nella relazione di cura con le persone fragili e con le persone affette da demenza. «Non si può non parlare di formazione, che è fondamentale per erogare un servizio di qualità, e noi ci stiamo sforzando in questo senso – ha detto Citrigno –. Sono orgoglioso del mio personale e anche di Elena, a cui sono grato per la tenacia, la passione e la determinazione che oggi le sono riconosciute». Alla consegna degli attestati ha partecipato anche il consigliere regionale Baldo Esposito, presidente della commissione Sanità, reduce da un lungo lavoro sulla integrazione tra Azienda ospedaliera Pugliese e il Policlinico Universitario Mater Domini. «I calabresi ancora soffrono a causa di una politica spesso di corto respiro – ha affermato Esposito –. Da medico ritengo che ogni percorso terapeutico possa avere rilevanza, ma la differenza la fanno l’amore e la passione con cui si opera con i pazienti. La presenza della politica e delle istituzioni è importante perché la politica deve trovare spunti da attuare in fatti concreti. In Calabria c’è un altro unicum: la dissociazione tra socio-assistenziale e socio-sanitario, una dissociazione che non è più accettabile». Quello che emerge negli interventi dei direttori sanitari e amministrativi delle strutture, e anche dal dottor Pietro Gareri, è una sanità privata che punta sulla qualità, che mette al centro la persona e la sua famiglia: un entusiasmo ed una qualità che ha bisogno del supporto della Regione per esportare l’immagine della bella Calabria, quella che innova e fa ricerca di grande livello. La Calabria che, per una volta, arriva prima degli altri. Un supporto che non mancherà. Lo assicura l’assessore regionale al Welfare Angela Robbe, che ha anticipato a Elena Sodano che il riconoscimento formativo della figura dell’operatore Teci è al vaglio dell’accreditamento ma che il percorso va a rilento proprio perché è una figura che non esiste nell’offerta nazionale: «Dobbiamo lavorare per far emergere esperienze positive e mettere a sistema il lavoro di qualità che viene condotto per il benessere della comunità. Non ci mancano strutture, competenze, volontariato: quello che ancora non siamo riusciti a fare – ha detto – è la rete. Elena ha dimostrato che i calabresi sanno essere innovatori e fare ricerca di qualità che può essere esportata. Questo è un grande orgoglio per noi». A settembre ci saranno ben cinque città in Italia pronte a partire con la formazione degli operatori Teci: oltre a Catanzaro, Roma, Udine, Bologna e Milano.

Maria Rita Galati
redazione@corrierecal.it

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