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La droga del clan Accorinti per la mafia: 32 arresti – NOMI E VIDEO

Armi e traffico di stupefacenti tra le accuse. Militari della Dia in azione nel Vibonese. Arrestato uno dei capi ultrà della Juventus

Pubblicato il: 04/03/2019 – 7:25
La droga del clan Accorinti per la mafia: 32 arresti – NOMI E VIDEO

La Dia sta eseguendo, ad Agrigento ed in altre Province (Palermo, Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma), un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Dda di Palermo, nei confronti di 32 persone ritenute responsabili, tra l’altro, di associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento mediante incendio. All’operazione partecipano anche i Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento che, nell’ambito del medesimo provvedimento, stanno eseguendo ulteriori 2 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di due persone accusate di concorso in sequestro di persona e violenza sessuale, aggravati dal metodo mafioso. L’operazione Kerkent, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, ha permesso di disarticolare un’associazione per delinquere con base operativa ad Agrigento e ramificazioni, in particolare, nel palermitano ed in Calabria, dedita all’organizzazione sia degli aspetti operativi che di quelli logistici di un’intensa attività di traffico di sostanze stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato. L’attività sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10:00 presso il Centro Operativo di Palermo.
Tra gli arrestati anche il capo degli ultrà della Juventus Andrea Puntorno, tornato ad Agrigento dopo aver lasciato Torino. Secondo quanto emerso dall’inchiesta coordinata dalla procura di Palermo, l’uomo, già sottoposto a sorveglianza speciale, farebbe parte dell’associazione per delinquere. Il capo dei “Bravi ragazzi” è stato già coinvolto in operazioni contro lo smercio di droga e un vasto bagarinaggio. Nell’ordinanza anche il 50enne Antonio Massimino, ritenuto il reggente della famiglia di Agrigento – già detenuto in carcere – con l’accusa di aver ordinato un sequestro di persona e di avere commesso una violenza sessuale.
Questi i nomi dei calabresi raggiunti da misura cautelare: Domenico Mandaradoni, 31 anni di Tropea e residente a Francica; Gregorio Niglia, nato Tropea e residente a Briatico, 36 anni; Francesco Romano, 33 anni nato a Vibo Valentia e residente a Briatico.
https://www.youtube.com/watch?v=nn8tQXdiKaM
I CONTATTI CON LA FAMIGLIA ACCORINTI Andrea Puntorno, sottolinea Roberto Cilona, direttore della sede Dia di Agrigento, «si occupava del canale diretto di approvigionamento di stupefacenti dalla Calabria, con la famiglia Accorinti. Svolgeva una sorta di ruolo di brokeraggio». Aveva obbligo di dimora ad Agrigento e qui, ha aggiunto l’investigatore, aveva trasferito la camera di regia dell’attività di brokeraggio per i contatti e il traffico di stupefacenti. Peraltro, ha detto il capo centro Dia di Palermo, Antonio Amoroso, «è arcinoto inoltre come la ‘ndrangheta sia una organizzazione affidabile, sia a livello nazionale sia internazionale, per l’approviggionamento del traffico di stupefacenti, per la sua capacità di produzione e la ingente disponibilità economica». Non risulta, da quando Puntorno si è trasferito ad Agrigento, «che abbia proseguito nell’attività di bagarinaggio con i biglietti della Juve, in quanto a capo di un gruppo di ultras, denominato Bravi ragazzi».

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