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Catanzaro, l’azienda unica ospedaliera è ancora “fuffa”

A distanza di quasi due mesi dall’ok alla legge regionale il percorso per integrare ospedale e Policlinico si è di nuovo rallentato. Oliverio “sollecita” commissario e Università

Pubblicato il: 07/05/2019 – 8:48
Catanzaro, l’azienda unica ospedaliera è ancora “fuffa”

CATANZARO Al momento è solo la classica legge “manifesto”: buone intenzioni ma poca concretezza. L’integrazione tra l’ospedale “Pugliese” e il Policlinico universitario “Mater Domini”, finalizzata alla creazione dell’azienda unica ospedaliera di Catanzaro, è stata varata sul piano normativo dal Consiglio regionale da quasi due mesi ma la sua attuazione è ancora sostanzialmente al palo. Al palo, in particolare, è l’iter per produrre l’atto concreto sul quale l’integrazione dovrà poggiare e camminare: il protocollo d’intesa tra la Regione, l’Ufficio del commissario alla sanità e l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, protocollo che – in forza alla legge regionale – va sottoscritto entro tre mesi dall’ok in aula (termine, comunque, “relativamente” perentorio). Secondo quanto trapela da fonti della Regione, un paio di settimane fa il governatore Mario Oliverio avrebbe preso carta e penna e scritto al commissario Saverio Cotticelli e al rettore dell’ateneo di Catanzaro, Giovanbattista De Sarro, per insediare il tavolo che dovrà lavorare e definire nei dettagli il protocollo d’intesa, ma dal decimo piano della Cittadella si fa capire che la missiva del presidente della Regione al momento non avrebbe avuto riscontro. Ovviamente, il tempo per chiudere la partita ancora c’è, ma questo nuovo stallo sull’integrazione è molto palpabile, anche perché si aggiunge ai tanti ritardi che hanno costellato la ventennale vicenda dell’azienda unica ospedaliera di Catanzaro, e soprattutto lo stallo si arricchisce dei tanti dubbi e delle tante perplessità che l’integrazione e la legge regionale di marzo comunque si portano dietro, dubbi e perplessità che ancora resistono, anzi sembrano incrollabili. Sono i dubbi e le perplessità soprattutto dell’Università e del “Mater Domini”, che non ha mai fatto salti di gioia davanti all’idea di fondersi con gli ospedalieri del”Pugliese”. Sono i dubbi e le perplessità del Movimento 5 Stelle calabrese, che è comunque forza di governo nazionale e da sempre ha contestato l’ipotesi di unificare due aziende a loro dire mal gestite negli ultimi 20 anni. Inoltre, l’ipotesi di un’impugnativa governativa o universitaria della legge regionale davanti la Corte Costituzionale è sempre reale. Per non parlare poi dell’ulteriore fattore di confusione costituito nella sanità calabrese dalla prima applicazione del “Decreto Calabria”, con la revoca dei manager attuali, revoca che non ha riguardato l’ospedale “Pugliese” ma ha indubbiamente avvelenato il clima generale del settore regionale. In questo contesto, va registrato anche l’atteggiamento di cautela che anche il commissario Cotticelli avrebbe assunto sul punto, per quanto il protocollo d’intesa sia uno dei 24 obiettivi assegnatigli a dicembre dal governo. E infine, c’è un altro “nodo” che rischia di inficiare il percorso: l’inserimento nel “pacchetto dell’integrazione catanzarese anche del presidio ospedaliero di Lamezia Terme, un inserimento che molti addetti ai lavori hanno eufemisticamente definito un pasticcione, dal sapore poi anche elettoral-clientelare. Ecco perché l’orizzonte dell’azienda ospedaliera unica di Catanzaro resta ancora molto nebuloso.

Ant. Cant.

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