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Il viaggio di Mohamed, stroncato da un linfoma a 18 anni

Il giovane migrante era scappato dal Mali e aveva vissuto in Calabria prima di arrivare in Liguria. Dove un male incurabile non gli ha lasciato scampo. Ecco l’appello per farlo tornare a casa

Pubblicato il: 05/06/2019 – 16:10
Il viaggio di Mohamed, stroncato da un linfoma a 18 anni

di Sergio Pelaia
Era scappato dal suo villaggio, un piccolo villaggio del Mali, dove viveva con la madre e il fratello. Aveva affrontato, come molti altri, il duro viaggio che dall’Africa lo aveva portato ad attraversare il Mediterraneo. Era approdato in Italia, aveva vissuto in un Centro di accoglienza per minori nelle Serre vibonesi e poi era arrivato a Ventimiglia. Un lungo viaggio, quello di Mohamed D., terminato tragicamente la sera del 2 giugno scorso, quando il giovane, appena 18enne, è morto nell’ospedale San Paolo di Savona. Ad ucciderlo è stato un linfoma che non gli ha lasciato scampo. E adesso i volontari della cooperativa sociale “Cooperarci” hanno avviato una raccolta fondi per farlo tornare nella sua terra.
«Parlava poco italiano, ma i suoi occhi comunicavano chiaramente un vissuto di paura e sofferenza. C’è voluto un po’ di tempo perché quell’apparente chiusura rivelasse invece il suo carattere amichevole, mite e dolce, sempre rispettoso e molto grato per ciò che gli veniva offerto». Così lo ricordano i volontari che lo avevano incontrato al “Campo Roya” di Ventimiglia e poi accolto nella comunità “Ancora Casa” di Celle Ligure. Un ricordo che coincide con quello degli amici che Mohamed aveva trovato anche nelle Serre vibonesi, che hanno appreso con grande commozione la notizia della sua scomparsa e che ora si stanno dando da fare per rispondere all’appello arrivato della cooperativa sociale.
«Dal momento della sua partenza dal Mali – raccontano i volontari liguri – Mohamed non aveva più avuto contatti con la madre o con il fratello che aveva lasciato in un piccolo villaggio, sprovvisti di telefono e di altri mezzi di comunicazione. Inizialmente il ragazzo non voleva neanche tentare di contattarli, aiuto che gli era subito stato offerto. Pensava lo credessero morto e non voleva dargli altre preoccupazioni». Solo dopo qualche mese Mohamed si era convinto a contattare la famiglia.
Dopo che le sue condizioni di salute sono peggiorate «si sono presentati due fratelli maggiori da parte di padre di Mohamed, che lo hanno conosciuto quando era ancora molto piccolo in Mali, per poi migrare anch’essi verso l’Europa». I fratelli, sentita la famiglia e la mamma, hanno poi espresso il desiderio di poter rimpatriare la salma del giovane. Ma la famiglia non è in grado di sostenere i costi per il trasferimento della salma dall’Italia al Mali, così “Cooperarci” ha diffuso via Facebook un appello a «chiunque volesse contribuire con un qualunque aiuto economico che possa permetterci di mettere insieme la cifra necessaria al rientro della salma nella terra natale, vicino all’affetto dei suoi cari».
Chi vuole fare una donazione per contribuire al drammatico viaggio di ritorno di Mohamed può trovare qui tutti i riferimenti utili. Nel caso in cui la somma necessaria, 5mila euro, fosse superata, «il disavanzo sarà donato in forma di beneficenza alla famiglia del ragazzo». (s.pelaia@corrierecal.it)

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