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«Il 4 Novembre sia semenza di pace e democrazia»

di Giovanni Macrì*

Pubblicato il: 04/11/2019 – 18:11
«Il 4 Novembre sia semenza di pace e democrazia»

«4 Novembre 2019, una stupenda giornata densa di tante belle emozioni. Ai nostri caduti ed alle Forze dell’Ordine è stato reso il doveroso tributo di gratitudine ed ammirazione. Grazie a tutte persone che con la loro presenza hanno voluto testimoniare questi sentimenti. Grazie alle Scuole, ai Sacerdoti, alle Forze dell’Ordine, e ad ogni singolo cittadino intervenuto. Ecco il testo del mio messaggio ai giovani:
Carissimi ragazze e ragazzi, in questo Quattro Novembre che celebra l’unità d’Italia, gli uomini e le donne che hanno dato la vita per la sua realizzazione e le Forze Armate che continuano a proteggerla, condividiamo con convinzione quest’omaggio a tutti Loro; è un doveroso e sentito segno di gratitudine e di ammirazione.
Nel manifesto per la celebrazione di oggi ho scelto di rivolgermi proprio a Voi perché credo che i più giovani della Comunità meritino più cura ed ho voluto richiamare la vostra attenzione su alcuni aspetti importanti di questa ricorrenza che ora Vi ripropongo per continuare a riflettere insieme.
Per prima cosa Vi prego di tenere a mente che la corona d’alloro che al termine di questa celebrazione eucaristica offriremo al Monumento ai Caduti non è un’esaltazione della guerra perché la violenza dell’uomo e della donna contro i propri simili, che inevitabilmente accompagna i conflitti, non è motivo di vanto; il saluto di oggi è, invece, un omaggio ai valori che esaltano l’eroismo, il coraggio e l’amore per l’Italia che contraddistinguono i Caduti e le Forze dell’Ordine. Ecco perché penso che quella di oggi sia anche la festa dei cittadini onesti e coscienziosi che si sono prodigati e si prodigano per la pace, è anche il giorno di tutte le donne che, in tempo di guerra, hanno preso il posto di chi andava al fronte, curando la famiglia e la comunità, di tutte le donne e di tutti gli uomini che continuano a spendersi per il benessere comune ed è anche la festa vostra, la festa di tutti i giovani come voi che studiano, che si impegnano, che obbediscono alle regole, é la festa di tutti quelli che credono nella democrazia e nella convivenza rispettosa delle leggi. Vi invito anche a soffermarvi sul senso dell’Unità d’Italia per la gente come noi, per la gente del Sud, su un’Unità d’Italia che a noi sembra a volte un’utopia, un sogno irrealizzabile per le carenze che cronicamente ci accompagnano, per le diseguaglianze rispetto a un Nord più avvantaggiato in tanti settori cruciali come i trasporti, la sanità, la scuola, le opportunità culturali. Vorrei anche che riflettessimo insieme sul valore della bandiera nazionale, Paul Claudel ci dice: ”Due cose si possono fare con una bandiera: o sventolarla o stringerla con passione sul proprio cuore” ed io vorrei aggiungere: amiamolo veramente il nostro tricolore per tutti i sacrifici, le emozioni, le gioie, le sofferenze, le passioni che si porta dentro e non limitiamoci a sventolarlo senza consapevolezza e per semplice ritualità ma stringiamolo, stringiamolo forte sul nostro cuore, sentiamoci orgogliosamente Italiani e adoperiamoci costantemente, anche nelle piccole, grandi cose quotidiane, perché il sacrificio dei Caduti e la Dedizione delle Forze dell’Ordine non siano stati e non siano inutili e dolorosissimi sprechi.
Carissimi giovani, non dimentichiamo mai che la Libertà non è assicurata per sempre, é un bene delicatissimo che dobbiamo riconquistare ogni giorno e rammentiamo che Libertà, come ci insegna Nelson Mandela, non significa solo “…sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri.”.
Lavoriamo per un Sud più progredito e al passo coi bisogni e le aspettative della sua gente, per un Sud orgoglioso e fiero della sua identità, per un Sud consapevole della sua storia e responsabile del suo presente, riscattiamoci da ogni zavorra e dagli intollerabili stereotipi del Calabrese, non piangiamoci inutilmente addosso ma facciamo di tutto perché le speranze divengano realtà, non fuggiamo dalla nostra terra, è la più bella del mondo, ma diventiamone veramente degni e sentiamoci sempre orgogliosamente Italiani.
Rispettiamo le Forze Armate perché la loro arma più potente è l’amore per la patria e per la sua tutela e perché i rischi e i sacrifici a cui sono esposte per la nostra sicurezza meritano gratitudine e ammirazione.
Cari giovani, il presente è nelle nostre mani e proprio perché oggi è facile disorientarsi non perdiamo di vista la meta, il traguardo è uno solo ed è fatto di rispetto reciproco, di impegno, di buona volontà, di onestà e serietà, di confronto e di conforto, e allora impegniamoci tutti seriamente, piccoli e grandi, e insieme combattiamo la battaglia più giusta che possa esserci che è quella del Bene Comune, facciamolo perché questo 4 Novembre sia semenza di Pace e di Democrazia».
*Sindaco di Tropea

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