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Aiello e la villa abusiva: «Non ho responsabilità, no a sciacallaggio»

Il candidato del M5S sul caso della costruzione a Carlopoli: «L’ultima parola spetta al comune, ho agito correttamente. E la storia emerge proprio all’indomani della mia decisione di impegnarmi per…

Pubblicato il: 29/11/2019 – 14:43
Aiello e la villa abusiva: «Non ho responsabilità, no a sciacallaggio»

COSENZA «Rispondo con serenità alle accuse di abusivismo edilizio (qui la notizia) rivoltemi il giorno successivo all’accettazione della candidatura a governatore della Calabria con il Movimento 5 Stelle».
Lo afferma, in una nota, il prof Francesco Aiello, candidato M5S alla presidenza della Regione Calabria. «Vengo additato – precisa Aiello – per una casa che non ho realizzato io. Inoltre, mi si rimprovera di non averla ancora demolita. Nello specifico non c’è alcun ordine di demolizione da parte della giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), che ha invece stabilito che debba essere il Comune di Carlopoli a scegliere quale provvedimento applicare».
«Negli anni 80 – racconta Aiello – furono i miei genitori a costruire il fabbricato in questione, con una volumetria superiore rispetto a quanto consentito dalle norme. A distanza di quasi 40 anni e proprio quando decido di mettermi a servizio della mia gente e della mia terra, mi viene dunque attribuita una responsabilità che non ho». «Ai tempi – continua Aiello – un vicino iniziò a produrre esposti per via della volumetria maggiorata, aspetto che mio padre aveva pensato di sanare acquistando, negli anni 90, un terreno adiacente per asservirlo al fabbricato. Cominciai a occuparmi del caso – sottolinea il candidato governatore dei 5 Stelle – nel 2012. All’epoca mio padre soffriva di Parkinson e io dovetti assisterlo nel suo drammatico declino, successivo alla scomparsa prematura di mio fratello Domenico. Da allora ad oggi, da figlio mi sono trovato mio malgrado davanti a questo problema, che tutti i tecnici interessati avevano suggerito di risolvere utilizzando il terreno comprato da mio padre per asservirlo alla casa esistente». «Le sentenze della magistratura amministrativa dicono che è il Comune di Carlopoli a dover indicare la strada alternativa. Nel merito l’ente non si è ancora pronunciato, benché sollecitato dal Tar della Calabria».
«Sto allora attendendo – sottolinea Aiello – l’ultima parola, che spetta al Comune. Pertanto, nel merito ho agito correttamente: non ho imposto alcunché, non ho condizionato alcuno e sto pazientemente aspettando di conoscere la decisione per un fatto che non ho commesso io. Ho voluto chiarire questa storia – conclude Aiello – per fermare lo sciacallaggio già partito contro la mia persona e in primo luogo per dovere di coscienza e di trasparenza rispetto all’opinione pubblica e soprattutto ai calabresi. Mi auguro che in questa campagna elettorale nessuno ripudi il buon senso e il ragionamento, fondamentali nella vita pubblica e in quella di ciascuno».

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