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Guardie mediche nel Catanzarese, parte il confronto sindaci-Asp

Riunione della Conferenza con la commissione straordinaria, un “comitato ristretto” elaborerà una proposta. Abramo rilancia l’allarme personale in sanità

Pubblicato il: 04/03/2020 – 18:07
Guardie mediche nel Catanzarese, parte il confronto sindaci-Asp

CATANZARO Un comitato ristretto di sindaci elaborerà una proposta di riorganizzazione delle guardie mediche sul territorio e su questa si confronterà con l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. E’ stato questo l’esito della Conferenza dei sindaci dell’Asp convocata, su proposta del sindaco del capoluogo e presidente della Provincia Sergio Abramo, dalla commissione straordinaria che guida l’azienda catanzarese dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
LA QUESTIONE GUARDIE MEDICHE Un confronto serrato e anche piuttosto lungo, nel quale i sindaci hanno ribadito il loro netto no alla proposta di delibera aziendale – peraltro di fatto inefficace dopo la sua “non esecutività” dichiarata dal commissario Saverio Cottielli – che prevedeva un taglio di 34 delle 60 guardie mediche: i primi cittadini presenti alla Conferenza hanno, di fatto, sostanzialmente detto che non accetteranno la chiusura di nemmeno un presidio. In ogni caso, da adesso in poi la questione sarà affrontata dalla commissione straordinaria dell’Asp e da un gruppo di sindaci rappresentativo di tutto il territorio, anche se la commissaria Luisa Latella, oggi al suo secondo esordio a Catanzaro, ha già dato un indirizzo preciso al confronto (che non sarà così liscio…). «La delibera delle guardie mediche – ha spiegato la Latella – era solo una proposta fatta al commissario nell’ambito di discorso più complessivo che, quando verrà riaffrontato, potrà essere un volano di sviluppo. La riforma risale al 2008 ma non si è mai concretizzata anche per i motivi che oggi i sindaci, giustamente perché interpretano le paure della popolazione, evidenziano. Cercheremo di affrontare la questione con calma seguendo anche le indicazioni del commissario ad acta e della Regione».
IL “NODO” PERSONALE Ovviamente, nella Conferenza dei sindaci non sono mancati anche riflessioni a raggio ancora più ampio sulle tante emergenze della sanità, ora acuite dal timore delle ricadute del Coronavirus. Una, in particolare, preoccupa un po’ tutti, quella del personale sanitario. A farsene interprete è stato il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo. «Oggi la discussione riguarda tutto il comparto sanitario, perché – ha sostenuto Abramo – ci sono anche altri problemi, a partire da quello del personale, visto che è stato sbloccato solo il 10% delle risorse complessive e non ne comprendiamo il motivo, considerando le grandi difficoltà che abbiamo, in primis al pronto soccorso dell’ospedale Pugliese e in generale. Erano stati stabiliti 130 milioni di euro e siamo al di sotto della media nazionale, non capisco perché si continui a bloccare le assunzioni negli ospedali: abbiamo necessità di personale, onestamente, è sotto gli occhi di tutti, abbiamo necessità di medici e infermieri, anche perché è un momento di grande disoccupazione in Calabria e il comparto potrebbe dare una boccata di ossigeno, e non comprendiamo perché ci si sta sbloccando». Abramo ha poi aggiunto: «Come sindaci vorremmo svolgere il nostro ruolo sulla programmazione sanitaria e capire come intende muoversi la Regione. Noi vogliamo fare un percorso insieme ai commissari dell’Asp: è stata nominata anche il prefetto Latella, con cui abbiamo avuto in passato utili confronti quand’è stata prefetto a Catanzaro, speriamo che la sua nomina possa portare un contributo non solo all’Asp ma a tutta la Calabria. Poi, c’è il grande impegno dei sindaci, vogliamo affiancare e aiutare la Regione ma essere anche determinati su alcuni punti specifici, su cui non intendiamo retrocedere». (cant.a.)

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