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Coronavirus, il Sud si prepara. «Giovedì il picco di contagi»

Il virologo Lopalco spiega a Il Messaggero: «E’ necessario attendere i prossimi giorni per capire se l’ingente flusso dei rientri provocherà delle pesanti ripercussioni»

Pubblicato il: 17/03/2020 – 12:54
Coronavirus, il Sud si prepara. «Giovedì il picco di contagi»

ROMA Gli ultimi dati aggiornati mostrano come, anche in Calabria, i numeri del contagio da coronavirus siano in crescita. Un trend considerato dagli esperti “fisiologico” anche per via delle migliaia di persone che, nei giorni scorsi, hanno fatto rientro dal nord alle regione meridionali. A partire proprio dalla nostra regione che, numeri in continuo aggiornamento, conta quasi 7.800 ingressi denunciati, senza tuttavia sapere con certezza quelli “fantasma”.
I RIENTRI DAL NORD Sono proprio loro – scrive oggi Il Messaggero – a preoccupare maggiormente anche perché (la stima è prudenziale) il numero potrebbe rientrare nell’ordine di qualche migliaio. Intanto proprio le regioni del Sud stanno correndo ai ripari: dalla Sicilia che ha chiuso il traffico aereo e via mare, alla Calabria che ha sospeso il traffico negli aeroporti di Reggio e Crotone, senza contare i numerosi sindaci che hanno presentato esposti alle Procure per chiedere l’applicazione dell’articolo 438 del C.P. per fermare il “traffico indiscriminato dal Nord”.
IL PICCO Tutto pensato – scrive ancora Il Messaggero – per cercare di fronteggiare l’emergenza coronavirus che, secondo gli esperti, se dovesse deflagrare nel Sud Italia i numeri potrebbero diventare più preoccupanti di quelli del Nord. A illustrare il quadro della situazione attuale ci ha pensato il virologo Pier Luigi Lopalco, nominato dal Governatore della Puglia, MicheleEmiliano, a capo del coordinamento per l’emergenza. ««In Puglia, così come più in generale al Sud, dobbiamo aspettare – spiega Lopalco – mercoledì e giovedì per capire se l’ingente flusso dei rientri provocherà delle pesanti ripercussioni». «È questa – spiega al quotidiano romano – la“dead-line” per capire se e con quale impatto il virus si manifesterà perché dobbiamo analizzare i tempi di incubazione partendo dalla data del 7 marzo quando migliaia di cittadini hanno fatto ritorno a casa dal Nord», prosegue il virologo. «Se il numero dei positivi al Covid-19 dovesse arrivare a 2mila – spiega Lopalco – saranno necessari 200 posti letto in Terapia intensiva e circa mille posti in area medica».  (Gi. Cu.)

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