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L’Alto Ionio cosentino è una voce sola: «Riaprire l’ospedale di Trebisacce»

Lettera di tutti i sindaci dell’area alla Santelli, a Cotticelli e Zuccatelli: «Il “Chidichimo” è un presidio fondamentale oggi più che mai». L’adesione del consigliere regionale Di Natale

Pubblicato il: 11/04/2020 – 11:15
L’Alto Ionio cosentino è una voce sola: «Riaprire l’ospedale di Trebisacce»

I sindaci di tutti i paesi dell’Alto Ionio cosentino hanno scritto una lettera indirizza al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, al commissario dell’Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli, e al commissario ad acta per piano di rientro regione Calabria, Saverio Cotticelli, per chiedere la riapertura dell’ospedale “Chidichimo di Trebisacce. «Facendo seguito a quanto già comunicato e richiesto dal sindaco di Trebisacce – si legge nella missiva – sollecitiamo un immediato riscontro e chiediamo urgente esecuzione della sentenza Consiglio di Stato e/o del decreto del commissario ad acta 30/2016. Evidenziamo come, anche in piena emergenza Covid-19, non solo siano stati sospesi i ricoveri nella lungodegenza e non rinnovata la convenzione con gli anestesisti, fino al 20 marzo utilizzati nel Ps di Trebisacce, quanto sebbene siano stati adottati degli atti amministrativi e siano stati pronunciati provvedimenti giurisdizionali, ancora ad oggi, per il presidio di Trebisacce, si vive nel perenne oblio e disinteresse. Ciò ha comportato, tra l’altro, l’impossibilità a ricorrere ai provvedimenti governativi e legislativi che consentono il reperimento urgente di personale e l’acquisto di attrezzature per fronteggiare non solo l’emergenza coronavirus, ma soprattutto le emergenze urgenze ordinarie. Chiediamo pertanto, ad ognuno per quanto di competenza, un’adeguata e necessaria attenzione, di attuare provvedimenti urgenti per consentire anche ai cittadini di questo vasto comprensorio di poter disporre di cure adeguate, nonché l’immediata attivazione e potenziamento dei servizi ospedalieri, peraltro già previsti. Allo stesso qual modo- concludono i sindaci dell’Alto Ionio cosentino – è indispensabile e non più procrastinabile ormai avviare le procedure per l’appalto del ripristino delle sale operatorie. Si chiede, infine, un incontro urgente per meglio pianificare e programmare gli interventi». Il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, ha sottolineato quanto sia «fondamentale in questo momento per tutto il territorio e per tutti i cittadini dell’Alto Ionio fare rete, puntando insieme all’obiettivo comune della riapertura dell’ospedale Chidichimo, ringraziando tutti i colleghi sindaci per l’iniziativa di sensibilizzazione dei vertici della sanità calabrese intrapresa».
L’ADESIONE DI DI NATALE «Mi unisco con convinzione ai sindaci dei Comuni dell’Alto Ionio Cosentino che hanno chiesto a gran voce la riapertura in tempi rapidi dell’Ospedale “Chidichimo” di Trebisacce alla presidente Jole Santelli, al Commissario dell’Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli e al Commissario ad Acta per piano di rientro, generale Saverio Cotticelli». Lo afferma il consigliere Graziano Di Natale (IoRestoInCalabria), segretario-questore dell’Assemblea regionale, sottolineando: «Si tratta di una rivendicazione sacrosanta sia per eseguire doverosamente una sentenza del Consiglio di Stato e un decreto del commissario ad acta che risale al 2016, sia perchè viviamo in piena emergenza Covid-19. Associandomi al loro appello – aggiunge l’esponente politico – ribadisco la mia vicinanza e il mio sostegno a una battaglia tesa a rimuovere un vulnus che penalizza gravemente quella parte della Calabria, in quanto la mancata riapertura dell’ospedale comporta, tra l’altro, l’impossibilità di ricorrere ai provvedimenti governativi e legislativi che consentono il reperimento urgente di personale e l’acquisto di attrezzature per fronteggiare non solo l’emergenza coronavirus ma le stesse esigenze ordinarie. Vorrei inoltre ricordare – conclude Di Natale – non certo per vanteria quanto, piuttosto, sperando di suscitare spirito di emulazione, un’auspicabile ‘contagiosa positività’, che personalmente ho già donato una quota della mia indennità di consigliere regionale alla ‘Misericordia for life’ di Trebisacce, per l’acquisto di attrezzature e dispositivi di protezione per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus».
 
 

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