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Buoni spesa "diseguali", lo studio di OpenCalabria. «A Milano 150 euro, a Reggio 450»

Il docente di Politica economica Francesco Aiello evidenzia le differenze nell’approccio dei Comuni all’assistenza. «Tra le città calabresi Vibo è quella che assegna l’aiuto più basso, a Catanzaro …

Pubblicato il: 12/04/2020 – 8:02
Buoni spesa "diseguali", lo studio di OpenCalabria. «A Milano 150 euro, a Reggio 450»

COSENZA Lo studio (qui trovate la versione integrale), pubblicato sul sito web Opencalabria.com, è firmato dal docente di Politica economica Francesco Aiello. E mostra che i Comuni italiani «hanno adottato criteri diversi per determinare l’ammontare dei buoni spesa legati all’emergenza coronavirus. L’esito è che situazioni simili sono trattate in modo diverso a seconda del comune di residenza: il buono spesa ricevuto da una famiglia composta da tre persone è pari a 150 euro a Milano, 450 euro a Reggio Calabria e a 560 euro a Verona».
Le differenze si riscontrano anche all’interno della stessa regione. Un «risultato prevedibile – spiega il docente –, poiché, data l’emergenza e l’assenza di linee guida, i comuni hanno agito in autonomia. Tra quelli esaminati, l’unico comune che sembra aver utilizzato un riferimento di dati per fissare l’ammontare dei buoni spesa è Lamezia Terme, che, nell’apposito avviso pubblico, cita la spesa alimentare delle famiglie italiane del 2018 di fonte Istat».

Il risultato dell’autoregolamentazione dei Comune è riassunto in alcune tabelle, tratte sempre da Opencalabria e che riproponiamo qui. Aiello analizza un campione di amministrazioni su base nazionale e uno su base locale. I comuni selezionati sono Milano, Torino, Roma, Napoli, Bologna, Genova, Bari, Firenze, Catania, Palermo e Verona. Per la Calabria si sono considerati i seguenti comuni: Catanzaro, Crotone, Corigliano Rossano, Cosenza, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Vibo Valentia.
Questi i risultati, connotati da «una forte differenziazione dei contributi erogati dai comuni ai meno abbienti, con l’importante l’implicazione che situazioni simili danno luogo a trattamenti differenziati (scenario previsto in sede di analisi del provvedimento della Protezione Civile). Lo stato di povertà e di disagio determinato dal coronavirus “vale” in modo diverso a seconda del comune di residenza».

«A Milano – scrive Aiello – una famiglia che è in emergenza alimentare riceve 150 Euro se è composta da 1 fino a 3 membri e 350 euro se ha 4 o più componenti. A Bologna il buono per una famiglia con un solo componente è uguale a quello di una famiglia di Milano con tre familiari. Se vivi a Bologna in una famiglia di 5 persone ricevi un buono spesa di 500 euro che è uguale a quello previsto, per esempio, a Genova e a Torino, ma maggiore di ben 150 euro di quello che otterrà una famiglia milanese. A Firenze la stessa famiglia percepisce 427 euro, a Reggio Calabria 600 euro, a Catanzaro 500 euro, mentre a Bari, Cosenza, Crotone il contributo è pari a 400 euro».

In Calabria, «tra le città analizzate, Vibo Valentia è quella che assegna l’aiuto più basso (210 euro). Nelle città di Corigliano Rossano, Cosenza e Rende l’importo previsto è 240 euro, a Lamezia Terme 280 euro (che possono diventare 336 se uno dei tre componenti è un bambino di 0-6 anni, oppure un portatore di handicap o di patologie croniche). Alla famiglia media con 3 persone, il comune capoluogo di regione, Catanzaro, eroga 300 euro, così com’è previsto a Crotone».
 

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