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Covid-19, effettuati all’Unical 89 tamponi sui medici di base

Iniziativa dell’ambulatorio del Centro sanitario dell’Università. I primi test sui sanitari in azione nelle zone rosse del Cosentino

Pubblicato il: 14/04/2020 – 17:51
Covid-19, effettuati all’Unical 89 tamponi sui medici di base

RENDE «Sono 89 i tamponi fin qui effettuati sui medici di base nell’ambulatorio del Centro sanitario dell’Università della Calabria. Nella prima settimana di esami sono stati completati gli screening su coloro che provengono ed esercitano nelle zone rosse della provincia di Cosenza. Si riprenderà domani, con l’area urbana di Cosenza e l’Alto Tirreno». Lo rende nota l’Università della Calabria. «L’iniziativa, che rientra nel piano “Unical vs Covid19” – riporta la nota – è stata promossa dalla stessa struttura sanitaria dell’ateneo, diretta dal professor Sebastiano Andò: il Centro ha acquisito una cospicua scorta di tamponi e l’ha destinata ai medici di famiglia e pediatri, una delle categorie più a rischio nella lotta al Coronavirus. Secondo le stime della categoria, ad oggi su 10 medici che hanno perso la vita a causa del Covid 19, 4 erano di base».
«I tamponi – è scritto ancora nel comunicato – vengono effettuati dai sanitari dell’Asp, in un locale isolato e messo in sicurezza al terzo piano del Centro sanitario dell’ateneo, a cui si accede seguendo un percorso dedicato e validato dalle autorità sanitarie. I volontari dell’Associazione nazionale carabinieri vigilano sugli accessi e accompagnano i medici dall’area sosta all’ambulatorio».
«All’organizzazione degli screening – è detto – hanno collaborato i segretari regionale e provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) Rosalbino Cerra e Antonio D’Ingianna. La stessa Federazione si è fatta carico delle spese di sanificazione dei locali, che al termine di ogni giornata di esami vengono igienizzati da una ditta specializzata. In una lettera indirizzata al rettore Nicola Leone, il segretario D’Ingianna ha ringraziato lui e l’intero ateneo per l’iniziativa». «È una grande opera di solidarietà – scrive D’Ingianna – messa in atto, per la prima volta a livello nazionale, a tutela della nostra categoria professionale nell’attuale situazione di emergenza sanitaria».

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