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Lotta alla pandemia, 74 sindaci a Conte: «In Calabria serve un ospedale Covid»

Appello dei primi cittadini al premier per realizzare un centro a Catanzaro nell’ex policlinico “Villa Bianca”. Abramo avvia incontri istituzionali sul progetto mentre per il consigliere regionale …

Pubblicato il: 21/04/2020 – 10:40
Lotta alla pandemia, 74 sindaci a Conte: «In Calabria serve un ospedale Covid»

CATANZARO Un sì alla realizzazione di un ospedale specializzato Covid in Calabria arriva dai sindaci di 74 comuni calabresi, che hanno condiviso un documento da inviare al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. I primi cittadini condividono la necessità di realizzare una struttura ospedaliera destinata unicamente all’assistenza di pazienti covid, come proposto dalla deputata Wanda Ferro e sostenuto da altri rappresentanti istituzionali, anche per consentire una ripresa graduale e in sicurezza delle normali attività degli altri ospedali.
«Grazie al rispetto delle misure di distanziamento sociale da parte dei cittadini – scrivo i 74 sindaci – la Calabria sta resistendo al coronavirus. I numeri contenuti dei contagi e dei ricoveri stanno dando alla Calabria un vantaggio che non può essere sprecato, considerato che tutti gli esperti prevedono una seconda ondata dell’epidemia in autunno».
I sindaci si dicono favorevoli «sia all’adeguamento di una struttura esistente, come ad esempio l’ex policlinico “Villa Bianca” di Catanzaro, come proposto dal rettore dell’Università Magna Graecia professor De Sarro e se cio’ sara’ reso possibile dalle condizioni strutturali dell’edificio, sia alla costruzione di un nuovo ospedale».
«Se si vorrà percorrere questa seconda ipotesi – aggiungono i sindaci – sarà determinante poter contare su procedure burocratiche estremamente semplificate, sulla scorta di quanto avvenuto per la ricostruzione del ponte di Genova, affinché, fatti salvi i principi di legalità, si possa progettare, realizzare e rendere operativa in pochi mesi la struttura. Concentrare l’assistenza covid in una struttura separata e autonoma rispetto agli ospedali, consentirà ai cittadini di poter contare nuovamente su una assistenza sanitaria efficiente e sicura per tutte le altre patologie che, purtroppo, non si fermano durante l’emergenza».
Per questo i sindaci sollecitano «una particolare attenzione sulla necessità di rafforzare la medicina territoriale e i presidi sanitari esistenti».
ABRAMO: «BUONA L’IDEA DI TRASFORMARE “VILLA BIANCA” IN CENTRO COVID» Ed intanto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo sta promuovendo una serie di incontri per realizzare il progetto lanciato dal rettore dell’Università Magna Graecia, Giovambattista De Sarro, che ha chiesto la realizzazione di un centro regionale Covid-19 a Catanzaro, nella struttura denominata “Villa Bianca”.«Il primo cittadino, in qualità di massima autorità sanitaria del capoluogo – riporta a questo proposito una nota – ha pertanto potuto verificare e raccogliere il consenso della presidente della Regione, Jole Santelli, del commissario e del direttore sanitario dell’Asp, Luisa Latella e Ilario Lazzaro, del primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Pugliese, Lucio Cosco. In giornata, inoltre, incontrerà il commissario dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, Giuseppe Zuccatelli, per discutere proprio di questa vicenda». «In questi giorni ho potuto prendere atto che sulla proposta del rettore De Sarro esiste la più ampia condivisione visto l’ok ricevuto dalla governatrice Santelli, dall’Asp e anche dalla rappresentanza medica infettivologa del Pugliese – ha detto Abramo -. È una sinergia positiva che pone le basi per approfondire e cercare di realizzare, nel più breve tempo possibile, un percorso mirato a potenziare la capacità di intervento del sistema sanitario catanzarese e calabrese nella lotta al coronavirus e, sgravando il carico sugli hub dei capoluoghi e sul Policlinico universitario, anche nell’azione assistenziale e di cura nei confronti delle altre patologie e degenze». «Credo che anche il commissario Zuccatelli, col quale ci confronteremo nelle prossime ore – ha concluso il sindaco – vorrà garantire estrema attenzione a un’idea assolutamente concreta».
PITARO: «PROPOSTA INTERESSANTE» «Se l’idea – afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro (Gruppo misto) – è parte di una strategia finalizzata a  mettere ulteriormente a valore le potenzialità della ricerca, delle imprese innovative, start up biotecnologiche, dell‘unica Università di Medicina della Calabria, degli enti di ricerca pubblici e privati e, al contempo,  per promuovere sviluppo e nuove opportunità occupazionali, si tratta solo di capire come darle gambe per correre». E aggiunge: «Il coronavirus ha scalfito  l’egemonie di sistemi sanitari nordici e messo in luce le eccellenze meridionali e calabresi. Si dice che dopo lo shock pandemico tutto cambierà, ma il cambiamento avverrà se noi ne saremo protagonisti. Perciò adesso sarebbe importante unire le energie e impegnarsi per fare di Catanzaro una città specializzata nella buona sanità e nella ricerca medico-scientifica». «Con soddisfazione – afferma ancora – dopo aver sostenuto negli scorsi anni  grazie a 20mila firme di cittadini il diritto alla vita del prestigioso ‘Pugliese’, abbiamo registrato la gratitudine dei due pazienti lombardi ricoverati nella terapia d’urgenza. Fin qui abbiamo potuto constatare, nella battaglia al virus,  da un lato l’improvvisazione della  catena di comando della sanità e gli effetti nefasti del famigerato ‘decreto Calabria’ e, dall’altro, la competenza e l’abnegazione dei nostri medici e di tutto il personale sanitario che hanno sopperito alle vistose  deficienze organizzative». «Catanzaro – sottolinea Pitaro – può dunque avere una struttura di eccellenza per la cura delle malattie infettive proprio a Villa Bianca. Una città dal prezioso patrimonio di civiltà e cultura, partendo dalle proprie infrastrutture materiali ed immateriali, deve puntare ad obiettivi ambiziosi come la realizzazione di un polo sanitario che naturalmente va supportato dalla sinergia fra  ricerca e assistenza che avverrà con la nascita dell’Azienda unica ‘Dulbecco’». «Per evitare, però, che ogni volta su questi temi si faccia come il gambero – conclude il consigliere regionale – non sarebbe male che in città si desse vita ad un incontro- confronto fra tutti coloro che sono consapevoli che questi percorsi sono la chance migliore su cui Catanzaro può puntare non per legittimare rendite di posizione e consorterie varie, ma per affermare la sua dimensione di città capoluogo nel Mezzogiorno e nel Paese».
 

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