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Didattica a distanza, a Lamezia i progetti di chimica si realizzano a casa

L’idea è delle insegnanti dell’indirizzo “Biosanitario” del Polo Tecnologico per «non perdere il contatto con gli studenti» tra le difficoltà della pandemia e la chiusura delle scuole

Pubblicato il: 21/05/2020 – 8:33
Didattica a distanza, a Lamezia i progetti di chimica si realizzano a casa

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Reinventarsi per adattarsi alle necessità e alle novità improvvise. E’ quanto hanno dovuto fare nel nostro Paese gli insegnanti in tempi in cui la “didattica a distanza” ha sostituito le ore di lezione in classe a causa della pandemia da coronavirus. Con tutte le difficoltà del caso.
DIDATTICA A DISTANZA Già perché in Italia, e a maggior ragione in Calabria, la diffusione tecnologica è tra le più lente d’Europa e interfacciarsi con nuovi strumenti didattici da un lato ha sorpreso, dall’altro ha messo ancora di più in risalto tutte le difficoltà preesistenti. A questo si aggiungono le difficoltà oggettive che riguardano connessioni internet lente, audio che non funzionano, e le difficoltà legate all’ambiente domestico, sebbene a preoccupare maggiormente sia quella metà degli studenti rimasta esclusa dalla cosiddetta “DaD”.
IL RUOLO DELL’INSEGNANTE La figura chiave è ancora una volta quella dell’insegnante, di fatto chiamato a tenere le fila di un sistema che rischia di perdere il contatto con gli studenti. E per farlo in tanti hanno (è il caso di dire) studiato alternative interessanti e in grado di mantenere alto il livello di attenzione di giovani spesso distratti e annoiati.
Uno spettroscopio L’ESEMPIO DI LAMEZIA Ne è un esempio quanto avvenuto al “Polo Tecnologico” di Lamezia Terme. E’ fra le classi dell’indirizzo “Biosanitario” che una docente ha assegnato ai propri alunni due esperimenti da eseguire fra le mura di casa e da documentare attraverso foto, video e presentazioni digitali. «Ho chiesto ai ragazzi – spiega al Corriere della Calabria un’insegnante – di costruire una biopolimero e uno spettroscopio. Esperimenti semplici ma che hanno permesso loro di imparare e toccare con mano, anche a casa, i risultati di progetti che normalmente avremmo condotto nei laboratori scolastici». «Abbiamo perso il contatto con tanti ragazzi e non siamo riusciti in alcun modo a recuperarli attraverso la didattica a distanza. Quindi ho pensato – ci racconta ancora la docente – di creare qualcosa che li coinvolgesse, attraverso messaggi e telefonate, domande e delucidazioni relative proprio ai progetti da portare a termine». biopolimero
I PROGETTI Per quanto riguarda il biopolimero, i ragazzi della IV hanno realizzato un polimero con latte, aceto e una formina da pasticceria. Per la realizzazione dello spettroscopio, invece, è stato utilizzato un rotolo di cartoncino e un cd. Uno strumento formidabile per osservare gli spettri della luce (da quella del sole a quella delle lampadine e dei led dei telefonini). Progetti semplici insomma ma che in tempi di pandemia, lockdown e restrizioni, dimostrano quanto la scuola sia ancora importante non solo in termini di istruzione e conoscenza, ma anche di aggregazione, collaborazione e crescita collettiva. La speranza è quella di riabbracciarsi, in classe, in un giorno non troppo lontano. (redazione@corrierecal.it)

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