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Beni recuperati per oltre 10 milioni: il bilancio dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Tutti i numeri: 28 arresti, 43 beni recuperati, 3.859 reperti archeologici ritrovati. Questi solo alcuni numeri dell’importante lavoro svolto dai militari per tutelare il ricco patrimonio artistico…

Pubblicato il: 01/06/2020 – 11:41
Beni recuperati per oltre 10 milioni: il bilancio dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

COSENZA Nel corso di numerose azioni investigative condotte recentemente, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza hanno recuperato migliaia di reperti archeologici, frutto di scavi clandestini, sequestrato diversi beni d’antiquariato, tra cui importanti dipinti commercializzati in Calabria e provenienti da furti in abitazione consumati in tutta Italia, nonché diverse opere d’arte contemporanea false. Numerosi, inoltre, sono stati i sequestri di immobili costruiti abusivamente all’interno di aree tutelate perché di interesse archeologico e paesaggistico. Il valore dei beni recuperati ammonta a oltre 10 milioni di euro. Il Nucleo di Cosenza ha proseguito, nel 2019, con l’attività di prevenzione che, associata alla costante attività repressiva, ha consentito di contrastare efficacemente le aggressioni criminali al patrimonio culturale calabrese.
I risultati conseguiti sono di seguito riportati:
– 28 persone arrestate su ordinanza dell’A.G.;
– 2 persone arrestate in flagranza di reato;
– 145 deferite in stato di libertà, di cui 31 per reati contro il paesaggio;
– 43 beni antiquariali recuperati;
– 3.859 reperti archeologici;
– 6 controlli di sicurezza a musei, biblioteche ed archivi, finalizzati a prevenire i reati
di furto e danneggiamento;
– 48 controlli ad aree archeologiche finalizzati a prevenire attività di scavi clandestini;
– 42 controlli ad aree paesaggistiche e monumentali finalizzati a prevenire abusi
edilizi;
– 27 controlli ad attività antiquariali, fiere e mercatini di settore finalizzati a prevenire
i reati di ricettazione e riciclaggio.
CC tutela patrimonioLE OPERAZIONI PRINCIPALI Attraverso l’indagine “Achei”, è stata messa in luce l’esistenza di una articolata e ben strutturata associazione criminale, con base nel Crotonese ma con ramificazioni in altre regioni del territorio nazionale ed estero, dedita non solo agli scavi clandestini, ma anche alla ricettazione di materiale archeologico provento degli stessi. Sono state documentate molteplici aggressioni in danno di siti archeologici calabresi, tra i quali “Apollo Leo” di Cirò Marina, “Castiglione di Paludi” e “Cerasello” nel Comune di Pietrapaola (CS). Le misure cautelari personali disposte dal GIP del Tribunale di Crotone sono state 23, di cui 2 in carcere e 21 ai domiciliari. Contestualmente sono state effettuate ulteriori 80 perquisizioni, eseguite in tutto il territorio nazionale nonché in Inghilterra, Francia, Germania e Serbia. Destinatari delle stesse sono state persone indagate nell’ambito del medesimo procedimento, alle quali sono stati notificati i relativi avvisi di garanzia. L’attività d’indagine ha consentito, inoltre, di recuperare più di 3.800 reperti archeologici nonché numerosi attrezzi ed apparecchiature utilizzate, all’interno di diversi ed importanti siti archeologici della Calabria, per eseguire le illecite ricerche di beni archeologici. CC tutela patrimonio
Altra importante attività investigativa, convenzionalmente denominata “Antiques”, condotta con il contributo del Nucleo TPC di Napoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha consentito di dare esecuzione a sette misure cautelari, disposte dal G.I.P. di quel Tribunale, con le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti membri di un’associazione per delinquere, con base a Napoli e Brescia, finalizzata alla ricettazione ed alla illecita esportazione di beni antiquariali, provento di attività delittuosa, sui mercati francesi di Beziers, Montpellier ed Avignone. Nella circostanza, sono state deferite in stato di libertà ulteriori diciannove persone e, contestualmente, si è data esecuzione a 27 perquisizioni locali eseguite sull’intero territorio Nazionale. L’attività d’indagine ha consentito di recuperare numerosi beni di rilevanza storico – artistica, dal Seicento all’Ottocento italiano, provento di furto ai danni di abitazioni private, per un valore di circa € 500.000,00. Molti beni sono stati sequestrati al valico di Ventimiglia, che, stimati da un funzionario del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, ne ha quantificato il valore economico complessivo in circa € 1.500.0000. Inoltre, molti beni sono stati esportati in territorio francese senza la prescritta autorizzazione ministeriale. In particolare, si tratta, prevalentemente, di elementi di arredo antico e di pregio, quali: sculture in marmo e bronzo, consolles, dipinti su tavola e su tela,
suppellettili in argento, in ceramica e in porcellana.

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