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Ex consiglieri in fila per “conquistare” il vitalizio

Finita l’esperienza a Palazzo Campanella, molti si mettono in regola con i contributi per accedere ai benefici della legge approvata nella scorsa legislatura. E che ha ridato la “pensione” ai polit…

Pubblicato il: 13/09/2020 – 20:37
Ex consiglieri in fila per “conquistare” il vitalizio

LAMEZIA TERME Giovanni Arruzzolo (Forza Italia) ha versato 3.060 euro «in un’unica soluzione per l’indennità di fine mandato» e chiesto «che i contributi per l’indennità differita gli siano trattenuti dall’indennità mensile percepita nella qualità di consigliere regionale». Stesso versamento è stato effettuato da Sebi Romeo, ex consigliere regionale del Pd di recente rinviato a giudizio nell’inchiesta “Libro Nero” della Dda di Reggio Calabria, sempre per l’indennità di fine mandato. Altri colleghi della passata legislatura si sono aggiunti nelle scorse settimane, in modo da non perdere il treno del vitalizio (e del Tfr). I decreti sul Bollettino ufficiale si sono moltiplicati, lo scopo è lo stesso per tutti: sfruttare la possibilità di ottenere il vitalizio ripristinato nella scorsa legislatura dal consiglio regionale. Già chiamarlo vitalizio rischia di urtare la sensibilità dei consiglieri: preferiscono “indennità a carattere differito”; la legge numero 13 del 2019 (quella che la istituisce) spiega, però, che l’indennità e il vitalizio hanno lo stesso valore giuridico, dunque la suscettibilità sul lessico è superabile. Si tratta di una pensione: più bassa rispetto a quelle percepite in passato ma comunque più sostanziosa, sulla base degli anni di servizio prestati, rispetto a quella portata a casa dai “comuni” lavoratori.
LA SCHEDA SUI PRIVILEGI CONSENTITI DAI NUOVI “VITALIZI”
Sarà forse anche per questo che sempre più politici hanno chiesto di aderire, recuperando i contributi mancanti. Versati, per tutti, in un’unica soluzione, anche se spesso si tratta di cifre considerevoli. L’elenco continua: Mario Magno (Forza Italia) versa «in unica soluzione, 27.931,34 euro relativi ai contributi necessari per l’indennità differita senza reversibilità e 357 euro per l’indennità di fine mandato»; Vincenzo Pasqua (Oliverio presidente, poi Forza Italia) stacca un assegno di 37,453 euro per i contributi e 3.060 per l’indennità; Giuseppe Pedà (Fratelli d’Italia) si impegna a versare, «in unica soluzione, di 27.931,34 euro relativo ai contributi necessari per l’indennità differita senza reversibilità e di 969 euro per l’indennità di fine mandato»; Alessandro Nicolò, ex consigliere di Fratelli d’Italia tuttora detenuto nell’operazione “Libro Nero” e accusato di associazione mafiosa, ha versato 2.703 euro in un’unica soluzione per l’indennità di fine mandato; Franco Sergio (Oliverio presidente, poi candidato con Jole Santelli presidente alle ultime Regionali) pagherà a rate: si è impegnato, infatti, «a decorrere dal mese di settembre 2020 e per 36 mesi, al versamento di 37.453,39 euro relativo ai contributi necessari per l’indennità differita e per la reversibilità della stessa ed al versamento di 3.060 euro in un’unica soluzione per l’indennità di fine mandato». Tutti in coda per la pensione. (ppp)

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