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Amministrative a Crotone, i propositi dei candidati sindaco

Il Corriere della Calabria ha “incontrato” Danilo Arcuri, Andrea Correggia, Antonio Manica e Vincenzo Voce. Ai quattro, in corsa alla carica di primo cittadino, è stata posta la domanda sulle prior…

Pubblicato il: 18/09/2020 – 7:39
Amministrative a Crotone, i propositi dei candidati sindaco

di Gaetano Megna
CROTONE Dopo dieci mesi di commissariamento prefettizio a Crotone si vota per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Ci sono quattro candidati a sindaco e 606 al consiglio comunale. Alla carica di primo cittadino concorrono Danilo Arcuri, sostenuto da cinque liste, Andrea Correggia, da una sola lista, Antonio Manica, da dieci liste, e Vincenzo Voce, da quattro liste. Arcuri è il candidato di centrosinistra ma senza simboli di partito, Correggia del M5S, Manica del centrodestra, e Voce non ha appartenenza politica. Domenica 20 e lunedì 21 settembre prossimi si vota e ai quattro candidati abbiamo posto questa domanda:
Quali sono le priorità del suo programma e come pensa di affrontare la situazione economica del Comune, considerato che non è stato ancora approvato il bilancio di previsione 2020?
Danilo Arcuri: «La priorità è Crotone e la prima cosa da fare è dare un’immediata risposta al disagio sociale che è aumentato a dismisura dopo il lockdown. La risposta immediata che l’amministrazione comunale dovrà dare è l’apertura dei cantieri. Crotone ha pronti da spendere ben 172 milioni di euro di investimenti. I progetti ci sono, noi li conosciamo e abbiamo le giuste competenze per far sì che in breve tempo queste risorse possano diventare cantieri, prima, e opere o servizi dopo. Sono convinto che questa sia la strada principale da dover percorrere per dare risposte concrete sin da subito alla nostra città. La prima imprescindibile esigenza, però, che la nuova amministrazione, appena insediata, si troverà ad affrontare è la riorganizzazione della macchina comunale. L’organico, che dovrebbe attestarsi intorno almeno alle 400 unità, è ridotto a soli 240 dipendenti, gran parte dei quali, in virtù della “Quota 100” (inserita con la Legge di Bilancio 2019), hanno chiesto ed ottenuto il pensionamento. Ammodernare la macchina amministrativa, dopo anni, era divenuto assolutamente necessario oltre che urgente ed indispensabile per ottenere e realizzare un Comune realmente al servizio dei fabbisogni dei cittadini e delle esigenze di sviluppo della città. Non è da trascurare il dato occupazionale in una città particolarmente sofferente per la mancanza di lavoro. Poter consentire a decine e decine di giovani, ragazze e ragazzi, l’accesso al lavoro in misura così rilevante, rappresenta un obiettivo storico. Fra le tante emergenze, ereditate dal passato, la più rilevante, fastidiosa e nociva alla città è senz’altro quella che ha riguardato i bilanci 2014 e 2015, ereditata dall’era geologica della Giunta Vallone, che ha scaricato sui bilanci successivi di questi anni, il peso enorme di dover mettere ordine e razionalità ed impostare un poderoso “piano di rientro”, richiesto tra l’altro dalla Corte dei Conti. Un piano che ha limitato la funzione di servizio dell’Ente alle attività esclusivamente ordinarie. La città ha dovuto persino rinunciare all’utilizzo dei 15 milioni, ottenuti per il pagamento Imu da parte dell’Eni, serviti a coprire una parte cospicua del piano di rientro. Tutto questo non è ancora sufficiente e siamo chiamati, ulteriormente, a fare sacrifici e aggiungere risorse per porre rimedio alla disastrosa situazione ereditata. Ora dovremo riguardare con attenzione cosa è successo negli ultimi undici mesi di commissariamento e definire un nuovo piano di messa in ordine dei conti ed un’operazione verità su ciò che sta avvenendo sulle casse del Comune e sulle Società Partecipate».
Andrea Correggia: «La situazione economica del Comune di Crotone è molto delicata. La delibera n. 85/2020 della Corte dei Conti ha delineato chiaramente le criticità sulle quali è necessario intervenire con urgenza partendo proprio dai rilievi formulati. Innanzitutto bisognerà porsi il problema di creare un ufficio efficiente per il recupero dei crediti tributari e da violazioni del codice della strada (come segnalato dalla Corte) non prima però di aver effettuato una verifica dell’effettiva recuperabilità dei crediti stessi. Di conseguenza bisognerebbe agire sul bilancio nel quale dovrebbero trovare rappresentazione solo i crediti effettivamente recuperabili (perché sia un bilancio veritiero e corretto). Altro rilievo riguarda i debiti fuori bilancio per i quali il Comune non ha previsto un adeguato fondo di garanzia, in particolare per il contenzioso che ha visto spesso soccombente il Comune di Crotone e per il quale non è stato previsto un Fondo di accantonamento per la copertura delle uscite finanziarie.  Anche la gestione finanziaria delle società partecipate è stato oggetto di rilievi per la mancata conciliazione dei crediti e dei debiti del Comune verso le società partecipate e la sottostima del fondo perdite, anche nella previsione di bilancio 2019/2021. Diventa pertanto non più prorogabile un intervento di risanamento finanziario attraverso una gestione virtuosa delle società partecipate dal Comune mediante una nuova pianificazione delle attività e dei fini istituzionali, con figure professionali competenti sottratte alle influenze politiche di nomina. In questo senso il lavoro avviato dalla commissaria prefettizia, che ha nominato i nuovi vertici di Akrea e Crotone Sviluppo, deve essere portato avanti con i medesimi criteri oggettivi di individuazione di figure manageriali capaci di gestire con quei criteri di efficacia, efficienza ed economicità richiesti nella fornitura di servizi essenziali che incidono sulla qualità della vita dei cittadini. Un punto importante nel programma del M5S per la città riguarda la gestione virtuosa dei rifiuti che, attraverso la raccolta differenziata, prevede un sistema di premialità sui tributi con notevole risparmio per i cittadini e quindi una maggiore contribuzione degli stessi in virtù di tariffe meno onerose. Allo stesso tempo dovrà partire da subito una riorganizzazione degli uffici di accertamento e riscossione del Comune, con un’adeguata dotazione organica selezionata tra le migliori competenze, che, mediante una formazione approfondita e continua, consenta di creare un presidio efficiente di recupero dell’evasione già accertata nonché delle entrate correnti di competenza comunale. In prima battuta, nelle more dello svolgimento delle procedure concorsuali, si può pensare di ricorrere a personale già formato in carico ad altre pubbliche amministrazioni con forme di comando presso l’ente comunale, vista l’urgenza di dover intervenire in un ambito importante come quello finanziario e tributario che garantisce la regolarità amministrativa e contabile dell’azione amministrativa».
Antonio Manica: «Le priorità le ho indicate analiticamente nel mio programma: il primo obiettivo che mi sono prefissato e che indico espressamente nel mio programma è ristabilire la “normalità”, nel significato letterale del termine: regolarità, ordine. Ciò si traduce necessariamente nell’intraprendere tutte quelle iniziative, individuate nei punti da uno a tre del programma, che devono riportare la città, quanto meno, al di sopra della soglia minima di vivibilità. E, perciò: pulizia e manutenzione reale ed effettiva delle strade, del centro e delle periferie, e decoro urbano in generale; illuminazione delle strade e dei quartieri, messa in funzione degli impianti di video sorveglianza; approvvigionamento idrico, riqualificazione del verde e dei giardini pubblici, trasporto pubblico. Queste necessità debbono trovare immediata realizzazione, i crotonesi ne hanno diritto e sono le istanze che più di frequente, durante gli innumerevoli incontri che si sono succeduti in questo periodo, mi sono state rivolte. Solo dopo che Crotone avrà riacquistato la dignità di città, di capoluogo di provincia, solo allora possiamo e dobbiamo pensare a progetti di più ampio respiro: ne parlo diffusamente ai punti da 4 a 8 del programma: riqualificazione del patrimonio immobiliare cittadino, recupero delle aree degradate e delle periferie, valorizzazione del Centro Storico anche e soprattutto attraverso il ricorso alle leggi dello Stato che incentivano gli interventi di riqualificazione energetica ed antisismica; riqualificazione del patrimonio culturale crotonese mediante la “riattivazione “ dei suoi punti di forza: il Museo Civico, l’area archeologica ed il museo archeologico di Capocolonna, Museo di Pitagora, Castello di Carlo V, Biblioteca comunale. La rinascita e lo sviluppo della città non possono prescindere da una riapertura al pubblico di questi monumenti che sono certamente strumento di attrazione turistica se adeguatamente potenziati. Ma lo sviluppo culturale e sociale di Crotone non può non passare anche attraverso la riapertura delle strutture sportive ferme ormai da mesi: gli impianti esistenti vanno ristrutturati anch’essi, mediante ricorso a finanziamenti pubblici ed a fondi europei, devono essere resi autosufficienti dal punto di vista energetico puntando così ad una riduzione dei costi per le varie società. Devono essere favorite, inoltre, le politiche sociali a partire dalla riqualificazione degli alloggi popolari per poi passare ad attività di promozione e creazione di strumenti di sostegno per le fasce deboli della popolazione, quindi, essenzialmente, anziani e soggetti diversamente abili, strumenti da individuare a seconda delle specifiche esigenze ed in sinergia con le associazioni che, allo stato, sono l’unico soggetto interlocutore ed in grado di soddisfare le esigenze di queste concittadini. Infine, occorre una strategia di attrazione di nuovi investimenti, collegata strettamente al sistema portuale ed aeroportuale ed al potenziamento delle infrastrutture in genere, se si vuole pensare alla creazione di nuove opportunità di lavoro. La fuoriuscita dall’isolamento infrastrutturale in cui Crotone è relegata da anni è, infatti, la concreta risposta alla vocazione turistica della città nonché all’attuazione di nuovi investimenti: entrambi punti di partenza per la creazione di nuove e concrete prospettive di lavoro a vari livelli. Senza trascurare i progetti Antica Kroton, da troppo tempo ed inspiegabilmente immobile, nonché Agenda Urbana trattati diffusamente al punto otto del programma. Tutto questo richiede sforzi enormi anche e soprattutto dal punto di vista economico: ho detto espressamente, al punto uno del programma, e l’ho ribadito negli innumerevoli incontri con i cittadini, che saranno attuate politiche di bilancio rigorose sicché il punto di partenza non può che essere l’esame del bilancio comunale, non in mio possesso, e da lì l’attenta e scrupolosa programmazione delle varie attività, secondo l’ordine che mi sono prefissato, nel rispetto dei limiti di pareggio del bilancio stesso, contemperando l’esigenza di raggiungere gli obiettivi con il necessario contenimento della spesa pubblica».
Enzo Voce: «Priorità assoluta sarà il servizio di igiene urbana e decoro urbano. Da molti anni non superiamo il 10% di raccolta differenziata e il costo pagato dai cittadini è altissimo. La società in house Akrea necessariamente dovrà essere messa nelle condizioni di operare con nuovi mezzi, per cui servirà un ricapitalizzazione. Sarà un periodo difficile a causa del blocco della spesa discrezionale imposta dalla Corte dei Conti e dalla crisi economica accentuata dall’emergenza Covid-19. Sono a rischio anche servizi essenziali. Per questo servirà oculatezza della spesa. Partiremo da una riorganizzazione dei servizi offerti, ottimizzando e informatizzando tutto ciò che sarà possibile. Punteremo sulla produttività formando e motivando i dipendenti. Lo faremo con la massima trasparenza e con persone competenti perché non ho cambiali politiche da pagare. Occorre, però,  fare un vero e proprio patto sociale con i cittadini, perché Crotone ha risorse straordinarie da valorizzare. Ce la faremo ad uscire dal guado solo con un sindaco forte, autorevole, che dovrà dar conto solo ai cittadini. Contestualmente dovranno essere risolti alcuni punti che riguardano Eni e cioè la revisione del Pob Fase 2 del progetto di bonifica, che non è nemmeno una messa in sicurezza permanente; la subsidenza ed il rinnovo della convenzione Eni/Ionica Gas; il danno ambientale del Cic e il danno residuale dei siti industriali che non saranno restituiti bonificati integralmente alla collettività». (redazione@corrirecal.it)

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