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«La Calabria è una nuova e importante “Terra dei Fuochi”»

L’allarme della pm Marica Brucci al Forum sull’economia dei rifiuti in Campania. «Dalle indagini svolte con la Dda di Milano emerge come nel Lametino ci siano rifiuti tossici interrati come ad Acer…

Pubblicato il: 03/10/2020 – 13:28
«La Calabria è una nuova e importante “Terra dei Fuochi”»

NAPOLI «La Calabria è una nuova e importante Terra dei Fuochi con rifiuti tombati nei terreni ed il conseguente aumento dell’inquinamento ambientale Il tutto, grazie alla mancanza di controlli da parte degli enti preposti con Ispezioni sporadiche e interventi poco capillari, mentre la criminalità imprenditoriale lucra nella logica spietata del profitto». A dirlo è Marica Brucci sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, intervenendo al Forum Internazionale Polieco sull’economia dei rifiuti a Napoli.
«Grazie ad un’intensa indagine condotta col Commissariato di Lamezia Terme, in coordinamento con la Procura Distrettuale di Milano, abbiamo dimostrato – ha spiegato Brucci – il traffico di società iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali, eppure scatole vuote prive di capacità economica in grado di falsificare sistematicamente i formulari di trasporto dei rifiuti. I rifiuti sono stati sversati in due terreni di Gizzeria e di Lamezia Terme, vicino a coltivazioni di ulivo».
Le registrazioni dei filmati hanno consentito di riprendere l’arrivo di autocarri che seguivano Mercedes e Bmw verso terreni predisposti da parte dei proprietari con profonde buche poi coperte con sabbie e terriccio.
«In sostanza, discariche a cielo aperto, che hanno consentito ai responsabili di lucrare il risparmio dei costi che il canale di smaltimento lecito avrebbe determinato. L’analisi dei suoli hanno accertato – ha continuato Brucci – l’inquinamento delle falde, riscontrando la presenza continuativa di rifiuti pericolosi e non pericolosi, tra cui farmaci scaduti. Vere bombe ecologiche, capaci di innescare un disastro ambientale». Le indagini anche a carico di un’importante società Lametina che si occupa in particolare della produzione di biodiesel, hanno dimostrato la presenza nei terreni antistanti allo stabilimento industriale di elevate soglie di concentrazione di idrocarburi pesanti, nonché di alluminio, ferro e manganese, nonché un pessimo saggio di tossicità delle acque dei canaloni che confluiscono nel Golfo di Sant’Eufemia, area sottoposta a vincolo paesaggistico.


«POLITICA NON PUÒ ESSERE SOGGETTA A INTERESSI PRIVATI»
«Se l’emergenza da temporanea diventa cronica si trasforma in qualcosa di pressoché definitivo e questo accade laddove la politica è sottoposta a pressioni e a controlli di interessi privati che orientano l’opinione pubblica anche attraverso l’uso distorto dei mezzi di informazione». E’ la denuncia fatta dal senatore Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia intervenendo al Forum Internazionale Polieco sull’economia dei rifiuti. «Se poi – ha aggiunto- nei territori in emergenza c’è anche una forte incidenza della criminalità organizzata è chiaro che gli interrogativi diventano importanti anche sull’azione di controllo che non viene esercitata e che crea dei meccanismi perversi. Eppure ci sono territori dove l’inquinamento ambientale incide sulla salute ma in regioni come la Calabria manca ancora un registro tumori».
«Il controllo ambientale non può prescindere dal un corretto funzionamento delle Arpa. Ci sono Agenzie regionali per l’ambiente che ben funzionano in alcune regioni come Toscana ed Emilia ma non in altri territori e questo – ha detto Raffaele Piccirillo Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia – è un punto dal quale non si può più prescindere se l’obiettivo è uniformare una politica ambientale in grado di fornire risposte adeguate. Il deficit impiantistico in tema ambientale è innegabile così come lo è la farraginosità dell’iter burocratico che consente alla criminalità di annidarsi, approfittando della paralisi decisionale».
«Se gli impianti non si fanno è perché il più delle volte è il legislatore ad essere bloccato dall’opinione pubblica, Il tema dei roghi dei rifiuti deve partire dal motivo scatenante degli incendi, appiccati come forma alternativa di smaltimento dei rifiuti», ha incalzato il viceprefetto Filippo Romano incaricato nazionale sul contrasto dei roghi dei rifiuti.
D’IPPOLITO: «GOVERNO INTERVENGA» «Certifica la gravità delle mie denunce parlamentari sui rapporti tra mafie e gestione dei rifiuti, il quadro che il sostituto procuratore Marica Brucci ha in merito fornito al Forum Internazionale Polieco». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che spiega: «Lo stesso magistrato ha ivi riferito di un’indagine condotta con il Commissariato di Lamezia Terme in coordinamento con la Procura distrettuale milanese, da cui è emerso che esiste un giro di società iscritte all’Albo dei gestori ambientali prive di capacità economica e in grado di falsificare a piacimento i formulari di trasporto dei rifiuti, nella fattispecie sversati in due terreni di Gizzeria e di Lamezia Terme». «Con atti, interventi e solleciti parlamentari – prosegue il deputato del Movimento 5 Stelle – avevo lanciato l’allarme sulla facilità di iscrizione all’Albo gestori ambientali, perfino aggirando la certificazione antimafia, sulla debolezza dei controlli e sui vari trucchi utilizzati per trattare e smaltire illecitamente i rifiuti a danno dell’ambiente e della salute pubblica, in particolare in Calabria». «Dopo le dichiarazioni della dottoressa Brucci, secondo cui la Calabria è, come anch’io avevo avvertito, una nuova Terra dei Fuochi con rifiuti interrati e terribile inquinamento, credo che non esistano più dubbi – conclude D’Ippolito – sulla necessità che il governo intervenga sul piano normativo e organizzativo per impedire che il fenomeno dilaghi, per salvaguardare l’ambiente, tutelare la salute cittadini e garantire la pulizia del mercato relativo ai rifiuti».

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