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«Si intitoli la Cittadella regionale a Jole Santelli»

La consigliera dei Democratici e Progressisti spiega come nell’ultimo incontro avuto con la presidente avessero parlato della legge sulla doppia preferenza di genere. «Dotiamoci di questa legge non…

Pubblicato il: 18/10/2020 – 12:04
«Si intitoli la Cittadella regionale a Jole Santelli»

CATANZARO Prende forma con insistenza l’ipotesi che la struttura dove sono ospitati gli uffici della Cittadella regionale di Catanzaro vengano intitolati alla prima governatrice donna della Calabria: Jole Santelli. L’idea viene portata avanti dall’ex parlamentare Stefania Covello ma anche dall’unica donna presente in consiglio regionale: Flora Sculco. «Ci sono alcune cose di Jole Santelli che mi hanno colpito in modo particolare – spiega il consigliere dei Democratici e Progressisti -. La principale è la dignità con cui ha affrontato la sua malattia, e, nonostante ciò, ha accettato la sfida elettorale senza mai chiedere nulla, neanche uno spazio per prendere fiato, senza chiedere sconti a nessuno. La “presidente” ha voluto affrontare la sfida elettorale e l’avventura del governo della Regione, con il suo entusiasmo e con la sua voglia di fare, che, oggi, possiamo chiamare, senza indugio alcuno, “voglia di vita”. Poteva scegliere di tirarsi indietro, di curarsi senza stress, senza la gogna mediatica inevitabile per chi ricopre incarichi di responsabilità. Poteva tranquillamente continuare a fare la parlamentare e a trovare lo spazio e il tempo da dedicare a sé stessa. Ma Jole non era fatta così. Era una donna che amava le sfide e amava affrontarle a testa alta, senza indugi e senza paura. Affrontarle con quel piglio da protagonista, piglio che in alcune donne assume un carattere ancora più accentuato e, forse proprio per questo, più bello da osservare e perché no da condividere». Flora Sculco ricorda infine l’ultimo incontro avuto con Jole Santelli dove il discorso inevitabilmente è virato sulla possibilità di dotare la Calabria di una legge che tenga in considerazione la doppia preferenza di genere. «Abbiamo trovato subito la complicità di due donne che affrontano la difficile sfida della politica e delle istituzioni. Con lei si parlava spesso delle cose da fare. E questa è un’altra sua caratteristica che difficilmente dimenticherò: questo amore infinito per la nostra Calabria. Abbiamo parlato anche di Crotone e di Antica Kroton, come accadeva spesso, abbiamo affrontato il problema del Covid e delle tante preoccupazioni che genera, ma poi il discorso è andato sulla doppia preferenza di genere. Jole aveva studiato la mia proposta di modifica della legge elettorale e di introduzione della doppia preferenza di genere, aveva seguito la battaglia che avevo condotto nella precedente legislatura, quando era stata boicottata e non approvata, e ne aveva apprezzato la riproposizione – aggiunge Flora Sculco -. La Presidente condivideva la mia stessa visione sulla modifica della legge elettorale che non andava approvata solo per “dovere Costituzionale” ma perché voleva cancellare l’immagine che si era data della Calabria, di una terra, cioè, che ostacola quasi con pervicacia l’accesso alle donne nelle Istituzioni. Guardandoci negli occhi, abbiamo condiviso la considerazione che ogni prospettiva di crescita e di sviluppo, senza un’ampia partecipazione delle donne alla vita politica ed istituzionale, sarebbe stata compromessa. Quell’incontro e le parole che ci siamo dette, oggi mi spingono a fare una proposta a tutto il Consiglio regionale: prima dello scioglimento e dell’indizione di nuove elezioni, approviamo la modifica alla legge elettorale e introduciamo la doppia preferenza di genere. Non perché sia un dovere Costituzionale, non perché il Governo ce lo impone, ma perché era una volontà della presidente Santelli. Facciamolo in onore a lei e al suo impegno politico».

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