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Data storica per l'Ospedale della Sibaritide, la Regione consegna i lavori (attesi 16 anni) – VIDEO

A partire dalla firma sul contratto fra la Regione e la D’Agostino serviranno tre anni: consegna prevista nell’estate 2023. Lunghissimo l’iter procedurale sotto cinque consiliature regionali e quat…

Pubblicato il: 04/11/2020 – 15:24
Data storica per l'Ospedale della Sibaritide, la Regione consegna i lavori (attesi 16 anni) – VIDEO

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Per un’opera alla quale, ormai, non credeva più nessuno, dopo “soli” 16 anni di attesa, la consegna dei lavori del nuovo ospedale della Sibaritide passerà agli annali ed il 4 novembre 2020 resterà inciso nella storia. Dopo appena quattro inaugurazioni, cinque governi regionali (da Chiaravalloti in poi) ed un iter iniziato nel 2004-2005, oggi la Regione Calabria ha consegnato i lavori alla D’Agostino Costruzioni concessionario della “ospedale della Sibaritide Scpa”, la società che si è aggiudicata definitivamente la gara d’appalto, dopo mille beghe impantanate nelle sabie mobili della burocrazia. Da oggi, quindi, inizia il countdown: due anni e mezzo per la costruzione vera e propria dell’opera, cento giorni per gli allestimenti. Entro il 2023 l’ospedale della Sibaritide dovrebbe – il condizionale è più che mai d’obbligo dopo 14 anni di attesa – vedere la luce ed iniziare a curare le genti sibarite, 220mila abitanti con in mezzo Corigliano Rossano, che oggi non sanno a quale santo votarsi. Nel nuovo polo sanitario confluirà il personale degli ospedali di Rossano e Corigliano, avrà una dotazione di 376 posti letto. Il quadro economico del progetto posto a base di gara prevede un costo complessivo di oltre 143 milioni di euro, di cui circa 103 fra risorse statali e regionali e la gestione trentennale della struttura affidata alla concessionaria.
UN INTER LUNGO E TORTUOSO L’iter procedurale dell’ospedale della Sibaritide in fase embrionale viene partorito fra il 2004 e il 2005 nell’ambito del riordino rete ospedaliere proposta dall’allora assessore regionale alla sanità, Gianfranco Luzzo, sotto la Giunta Chiaravalloti. Grazie a questa legge il direttore generale dell’Asl n. 3, Peppino Carbone, fra il 2005 e il 2007, sottopone a Loiero la necessità di un nuovo ospedale fra Rossano e Corigliano. Sempre nel 2007 la giunta Loiero chiude l’Accordo di programma quadro Stato-Regioni che predispone la realizzazione di tre nuovi ospedali in Calabria (Sibaritide, Piana di Goia Tauro e Vibo Valentia). Con l’Accordo vengono previsti i primi fondi e si demanda alla Protezione civile, a cui vengono affidati “superpoteri” per la realizzazione delle grandi opere pubbliche di interesse nazionale – poi sottratti dal premier Monti nel 2010 – il lavoro sul nuovo ospedale. Da quel momento in poi, però, accade di tutto: dal braccio di ferro fra il governo centrale e all’allora presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, che vuole assumere a sé i poteri commissariali, fino ai problemi legati agli espropri, addirittura agli alberi di ulivo estirpati ma ritenuti patrimonio paesaggistico, per concludere con il cambio della guardia fra Tecnis, prima concessionaria, e la D’Agostino.
Il contratto di concessione viene sottoscritto nel mese di settembre 2014 tra la Regione Calabria, l’Asp di Cosenza e la “Ospedale della Sibaritide Società Consortile per Azioni”, società di progetto costituita dagli aggiudicatari Tecnis SpA e Cogiatech Srl. Un primo stralcio di lavori – che prevedeva la cantierizzazione, la bonifica dagli ordigni bellici e gli scavi – è ultimato nel mese di dicembre 2018. Il progetto esecutivo completo è approvato nel mese di maggio 2019.
In questo lasso di tempo, iniziano i problemi per il concessionario che attraversa travagliate vicende societarie, il cui excursus finisce in tribunale. Precisamente in quello di Catania, dove Tecnis ha la sua sede legale. La Prefettura di Catania, nel mese di novembre 2015, trasmette alla Regione Calabria un provvedimento interdittivo antimafia, relativo alla Tecnis S.p.A., disponendone il commissariamento della società e nominando il prof. Saverio Ruperto quale commissario straordinario.
Con sentenza del mese di giugno 2017, il Tribunale di Catania dichiara lo stato di insolvenza di Tecnis. Nel mese di agosto 2017, il commissario straordinario alla sanità calabrese pubblica una manifestazione di interesse per raccogliere proposte utili alla definizione di un programma di recupero dell’equilibrio economico dell’attività imprenditoriale della Tecnis.


Un primo esperimento di gara, avviato a febbraio 2019, conduce all’aggiudicazione provvisoria della cessione dei rami d’azienda della Tecnis alla società Pessina Costruzioni SpA: la cessione, tuttavia, non va a buon fine per recesso dell’aggiudicatario.
Siamo a giugno 2019 quando il Ministero dello Sviluppo Economico autorizza la vendita delle partecipazioni societarie del cluster “Presidi Ospedalieri” della Tecnis, che comprende le concessioni di progettazione, realizzazione e gestione dei Nuovi Ospedali della Piana di Gioia Tauro e della Sibaritide, alla Società D’Agostino Angelo Costruzioni Generali Srl. La registrazione del rogito notarile per la voltura dei contratti di concessione dalla Tecnis alla D’Agostino Costruzioni avviene a fine ottobre 2019.
La Regione Calabria contestualmente effettua i controlli sulle dichiarazioni e sulla documentazione necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti del soggetto subentrante nel contratto di concessione, per come previsto dal Codice dei Contratti, per fornire, così, l’assenso al subentro da parte della stazione appaltante, che fornisce esito favorevole nel mese di gennaio 2020. A questo punto la società d’Agostino chiede di acquisire parte delle quote societarie della Cogiatech, socio di minoranza in difficoltà finanziarie, e la Regione formula il proprio assenso, al riguardo, nel mese di aprile 2020.
A fine giugno 2020 riprendono le attività sull’area del nuovo ospedale con l’allestimento della cantierizzazione definitiva, che prevede il montaggio di 4 gru telescopiche ed il collocamento dei baraccamenti per le maestranze.
E siamo ai giorni nostri. Prima della consegna dei lavori del progetto esecutivo completo e del riavvio dei lavori, il concessionario completa alcune attività propedeutiche alla consegna, richieste e sollecitate dall’ente regionale concluse nel mese scorso. La Regione verifica la conformità della documentazione alle previsioni contrattuali, il rup – l’ingegnere Domenico Pallaria – autorizza il direttore dei lavori alla consegna dei lavori del progetto esecutivo completo e si arriva ad oggi.
COUNTDOWN Dalla data di consegna dei lavori si rientrerà nell’alveo delle previsioni contrattuali. L’esecuzione dei lavori dovrebbe avvenire fra 30 mesi ed essere conclusa ad aprile 2023, nei tre mesi successivi all’ultimazione dei lavori si dovrà procedere alle forniture ed agli allestimenti.
QUANTE INAUGURAZIONI Sono quattro le cerimonie di inaugurazione del nuovo ospedale della Sibaritide, una per ogni governo regionale eletto, le ultime due nell’era Oliverio. La penultima, in pompa magna, si registra nel 2016 al castello ducale di Corigliano. È lì che si intravede per la prima volta il progetto attuale. La seconda durante la campagna elettorale per le Politiche 2018, quando Oliverio, accompagnato dall’allora candidato alla camera del Pd, Ferdinando Aiello, inaugura la recinzione del cantiere che chiuderà battenti qualche giorno più tardi. L’attuale guida regionale bada al sodo: nessun cerimoniale, ma la consegna dei lavori con le firme sui contratti fra la Regione e la Concessionaria ed un timido applauso dei presenti sotto un gazebo che vede la presenza dei rappresentanti della D’Agostino, con a capo proprio Angelo D’Agostino, il rup Pallaria, il consigliere regionale Giuseppe Graziano e la visita istituzionale del sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi.
I DETTAGLI Il nuovo ospedale della Sibaritide deriva da un modello organizzativo e da un impianto architettonico applicato alla realtà calabrese con i concetti guida dell’ospedale modello, elaborati da una specifica Commissione del Ministero della Salute a partire dai primi anni 2000 (Veronesi-Piano). E’ un ospedale poli-specialistico per acuti con livello di assistenza media (tipo spoke). L’obiettivo è quello di realizzare un “villaggio della salute” inteso come un complesso molto compatto, immerso nel verde, a prevalente sviluppo orizzontale, organizzato intorno a spazi verdi.
I 376 posti letto saranno suddivisi in 94 per l’area medica (15 per la Psichiatria, 15 per la Cardiologia, 30 per la Medicina interna, 10 per l’Oncologia, 10 per la Neurochirurgia), 90 per l’area chirurgica (40 alla Chirurgia generale, 10 all’Urologia, 20 in Ortopedia e traumatologia, 10 per la Chirurgia ginecologica); 53 per l’area materno-infantile (di cui 33 in Ostetricia, 12 in Pediatrica e 5 in Patologia neonatale), 60 per l’area abilitativa (30 in Recupero e riabilitazione funzionale, 30 per la Lungodegenza). I posti in terapia intensiva previsti sono 17 (di cui 7 per l’Unità di Terapia intensiva cardiologica). Ed ancora 24 saranno dedicati alla degenza diurna, 46 ai posti letto tecnici.
Insomma, sulla carta, è un grande progetto ma una volta ultimato dovrà comunque fare i conti con le dotazioni organiche dell’ospedale spoke di Corigliano Rossano, ridotte – non da oggi – ai minimi termini. (l.latella@corrierecal.it)

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