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Coronavirus, la task force antivirus nella Sibaritide sventola bandiera bianca

Il responsabile del Dipartimento Igiene e sanità pubblica denuncia tutta una serie di problemi: dai test rispediti indietro ai tamponi terminati. «Abbiamo dei casi molto pericolosi da verificare. F…

Pubblicato il: 06/11/2020 – 19:16
Coronavirus, la task force antivirus nella Sibaritide sventola bandiera bianca

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Senza risposte e senza tamponi, «diventa impossibile tracciare l’evoluzione della pandemia». Nella Sibaritide, l’Usca diretta da Martino Rizzo, responsabile del Dipartimento Igiene e sanità pubblica di area, sembra aver issato bandiera bianca. E non perché il lavoro sia troppo, anzi, la task force è ormai abituata a fare gli straordinari. Ma perché il territorio è relegato ad ultimo degli ultimi nella ricerca del virus. «Non riceviamo risposte sui tamponi effettuati da giorni», dice il dirigente medico. Rizzo racconta aneddoti incredibili. «Questa mattina – rivela al Corriere della Calabria – i tamponi eseguiti e trasportati ad una temperatura controllata in un’auto refrigerata, sono stati rifiutati. Ci è stato risposto che ci avrebbero richiamati e che dovremo attendere lo smaltimento dei carichi eccessivi».
Eppure, racconta ancora Rizzo, «in zona ci sono casi da verificare e monitorare con una certa urgenza perché potrebbero essere potenzialmente pericolosi. Un caso riguarda un dipendente del comune di Corigliano Rossano ed un altro è relativo ad un medico del 118. Lavorare così, diventa impossibile. Se non riceviamo le risposte ai test, nonostante i contagi siano già in isolamento, non riusciremo mai a capire se altri sono stati infettati e se chi ha lavorato a stretto contatto con loro corre dei rischi». Affermazioni sempre più gravi, quelle di Martino Rizzo, il quale poi istilla qualche dubbio rispetto alle dichiarazioni della commissaria dell’Asp, secondo cui a Rossano, a giorni, sarà attivato il laboratorio di microbiologia molecolare per processare i tamponi, peraltro annunciato ad aprile e, dunque, atteso da mesi.
Il laboratorio tamponi servirà per alleggerire i carichi e processare 300 test giornalieri. «La commissaria – dice ancora Rizzo istillando qualche dubbio – ha dichiarato che tra il 7 ed il 14 novembre si concluderà il montaggio dell’attrezzatura necessaria e poi entrerà in funzione. Processare 300 tamponi al giorno significa effettuare 97 tamponi a turno – tanti ne può analizzare la macchina – per tre turni giornalieri in attesa per quattro ore dei risultati: siamo così sicuri che siano alla portata del personale disponibile? Spero proprio di sì, perché anche il lavoro propedeutico ai test necessita di diverso tempo». In sostanza, Rizzo si chiede se il personale attualmente in servizio al Laboratorio analisi, possa coprire anche la microbiologia. «Nutro dei dubbi, spero di sbagliarmi», conclude. (l.latella@corrierecal.it)

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