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«Orrori e omissioni sul Piano anti Covid». I sindacati denunciano e incontrano Gratteri

I segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil Sposato, Russo e Biondo hanno incontrato il procuratore capo e chiesto che si faccia «luce su responsabilità e negligenze». Esposto anche alla Cor…

Pubblicato il: 13/11/2020 – 12:09
«Orrori e omissioni sul Piano anti Covid». I sindacati denunciano e incontrano Gratteri

CATANZARO Cgil, Cisl e Uil questa mattina hanno presentato un esposto alle Procure di Catanzaro e della Corte dei Conti perché si faccia piena luce su responsabilità e negligenze sulla gestione della sanità calabrese e l’emergenza sanitaria.
«Questa mattina – dichiarano in una nota i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo – abbiamo incontrato il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ringraziamo, insieme ai suoi collaboratori, per la disponibilità dimostrata, e presentato alla Procura della Repubblica e alla Procura presso la Corte dei Conti un esposto-denuncia sulla questione della Sanità in Calabria. Lo avevamo annunciato nei giorni scorsi dopo l’incredibile intervista dell’ormai ex Commissario Cotticelli alla trasmissione di Rai 3 “Titolo V”: riteniamo necessario che sia fatta luce su responsabilità, negligenze e inadempienze che, sommandosi alle già gravi criticità del sistema sanitario regionale, hanno fatto precipitare la Calabria, in piena seconda ondata della pandemia da Covid-19, in una situazione molto preoccupante che appare ad un passo dal crollo, come attestano anche le dichiarazioni e le proteste di un personale sanitario allo stremo e le immagini di ospedali in tilt, con pazienti che versano in gravi condizioni, fermi nei Pronto Soccorso».


L’esposto-denuncia presentato da Sposato, Russo e Biondo ricostruisce tutta la sequenza dei passaggi compiuti da istituzioni e autorità competenti (Governo, Regione Calabria, Commissario ad acta per il Piano di rientro dal deficit) dall’inizio della pandemia e «richiama i nostri interventi, i tentativi di dialogo, le prese di posizione, la manifestazione dell’8 luglio davanti alla Cittadella della Regione Calabria, l’incontro dell’8 settembre con il Ministro della Salute e quanto abbiamo messo in atto sino ad oggi per evidenziare come la situazione stesse precipitando e fosse necessario assumere personale sanitario per colmare i troppi vuoti, potenziare i posti letto in Terapia Intensiva e nei reparti insieme all’assistenza domiciliare ai malati Covid, fare chiarezza sui preoccupanti ritardi nel processare i tamponi».
«Dopo le sconcertanti e incongruenti dichiarazioni dell’ex Generale Cotticelli – avanzano i confederali –abbiamo infatti messo in luce come, nonostante ripetute sollecitazioni ai soggetti attuatori, il “Piano di riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19” a firma dello stesso Commissario ad acta Saverio Cotticelli, emanato dalla Regione Calabria il 18 giugno 2020 con il Decreto n. 91, nel quale si prevedeva anche l’obbligo per i Commissari Straordinari/Commissioni Straordinarie Prefettizie delle Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere del Servizio sanitario regionale di attuare quanto in esso contenuto, fosse rimasto soltanto sulla carta e come tali gravissime circostanze avessero causato l’inserimento della Calabria nella “zona rossa”, evidenziando un grave rischio per la sanità e la sicurezza pubblica e comportando pesantissime ricadute economiche e sociali».
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria «oltre agli orrori» hanno segnalato anche le «omissioni nella catena di comando e di controllo delle procedure e all’inefficienza organizzativa tra i diversi soggetti attuatori del Piano Anti-Covid, numeri e dati discordanti sui posti letto in Terapia Intensiva, nei reparti, nei numeri dei tamponi effettuati e processati, nonché sull’assistenza domiciliare».
I tre sindacalisti riferiscono anche delle discordanze emerse fra la realtà e quanto riportato nel Decreto del Commissario ad acta 34 del 18 giugno 2020, che sosteneva come si fosse già proceduto «a potenziare, per quanto possibile, i posti di letto in terapia intensiva e malattie infettive, con la riqualificazione di spazi disponibili o dismessi e con la contestuale riconversione di molti reparti, sia presso gli Hub che presso gli Spoke dislocati nelle cinque province. Attraverso tale operazione è stato possibile incrementare i posti letto disponibili in Terapia Intensiva di oltre il 65% rispetto al numero di posti iniziale ante pandemia».
Alle Procure, Cgil, Cisl e Uil chiedono di verifica la fondatezza dei dati diffusi sulle dotazioni di terapia intensiva e la discordanza fra i numeri poiché i documenti riferiscono di una necessità di 280 posti, una dotazione di 146 e i 113 effettivi realmente disponibili come dichiarato dagli «addetti ai lavori».
«Ritardi e inefficienze hanno evidenziato clamorosamente gli errori e gli abusi di questi anni di commissariamento di una Sanità calabrese priva di controllo; ritardi e abusi che, giorno dopo giorno, pesano sulla pelle dei cittadini oramai stanchi e vessati. Quanto accaduto non è accettabile e riteniamo necessario che sia recuperato alla legalità un settore fondamentale per la nostra regione sia sul piano sociale che su quello economico», insistono Sposato, Biondo e Russo. Che concludono annunciando di aver chiesto audizione al ministro della Salute, Roberto Speranza, fissata per martedì prossimo, 17 novembre. I tre segretari formuleranno «le osservazioni al Decreto Calabria sulle “misure urgenti per il rilancio del sistema sanitario», prima della conversione in legge». (lu.la.)

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