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Le contraddizioni di Zuccatelli: linea contraria al "suo" ministro e ricaduta negazionista

Nuova sconcertante puntata di “Titolo V” sulla sanità calabrese: nuovi “scivoloni” del neo commissario mentre Spirlì si produce nell’ormai consueto gioco dello “scaricabarile”

Pubblicato il: 14/11/2020 – 7:25
Le contraddizioni di Zuccatelli: linea contraria al "suo" ministro e ricaduta negazionista

Le contraddizioni del neo commissario Giuseppe Zuccatelli, che smentisce e sconfessa persino il ministro che l’ha nominato, Speranza, e lo “scaricabarile” del presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì: il tutto mentre si vede un povero Cristo costretto ad aspettare l’esito di un tampone in una tenda di fortuna, sporca e fredda, davanti a un ospedale della Calabra. L’ennesimo triste “film” della sanità calabrese va ancora in scena su “Titolo Quinto”, trasmissione di Rai 3, a una settimana di distanza dalla precedente che è costata il posto all’ormai ex commissario Saverio Cotticelli. Questa volta le telecamere di “Titolo V”, il cui servizio si è molto basato sull’apporto del Corriere della Calabria, si soffermano soprattutto con quello che è avvenuto dopo la “cacciata” ingloriosa e tragicomica di Cotticelli, in particolare sul suo successore alla guida della sanità calabrese, Giuseppe Zuccatelli, che viene colto due volte in fallo, a conferma di una particolare predisposizione alle gaffe. Il momento più significativo si vive nella Sibaritide, dove la troupe di Titolo V si è recata in occasione della consegna dei lavori del nuovo ospedale, accompagnata dal giornalista del Corriere della Calabria Luca Latella. Le riprese indugiano sull’interno di una tenda allestita nei pressi dell’ospedale di Rossano, con la voce fuori campo di un paziente malato di polmonite costretto a fare i bisogni in un barattolo e a riscaldarsi con una stufetta mentre aspetta per ore il tampone per il coronavirus. Nel servizio curato dal giornalista Walter Molino, poi, viene inquadrata una delibera di Zuccatelli in qualità di commissario dell’Asp di Cosenza: in quella delibera Zuccatelli, nel prefigurare la riorganizzazione dell’ospedale di Rossano, prescrive l’apertura di posti letto Covid e no Covid in un contesto piuttosto promiscuo, smentendo però la posizione del ministro della Sanità Speranza, che pure l’ha nominato. È il primo “scivolone” di Zuccatelli. Il secondo è la sua “recidività” sul tema delle mascherine, per le quali è finito sulla graticola con l’ormai famoso video “negazionista” (che Zuccatelli ha sconfessato, dicendo che era stato girato a marzo, a pandemia ancora non esplosa, mentre invece è stato accertato che è stato girato a fine maggio) : Molino riferisce nel servizio di aver cercato più volte di contattare Zuccatelli, ma invano, fino a quando Zuccatelli non ha dato segno di sè con un messaggio nel quale linkava un articolo apparso su “Imola Oggi” che ribadiva l’inutilità, quasi la dannosità, delle mascherine (il titolo di questo articolo, che cita uno studio Usa, è «Come trasformare gli asintomatici in malati? Con le mascherine»). Come dire che la sua posizione in realtà non è cambiata, anche qui a dispetto delle rassicurazioni del ministro Speranza sul “ravvedimento” di Zuccatelli. C’è spazio poi alle impressioni degli esperti, come Rubens Curia, portavoce di “Comunità competente”, che lucidamente sintetizza le criticità della sanità calabrese: «Prevalgono spesso l’autoreferenzialità e poi corruzione e ‘ndrangheta». Ma “Titolo V” svela anche l’ormai evidente gioco al rimpallo delle responsabilità del presidente facente funzioni della Giunta, Nino Spirlì, che “scarica” tutto sulla struttura commissariale, quella di prima e quella di oggi, evidenziando i ritardi nella spesa di fondi Covid da parte di Zuccatelli quale commissario delle aziende ospedaliere di Catanzaro, inoltre esclude che la Regione sia soggetto attuatore salvo poi dire che è soggetto attuatore, e cita numeri “ballerini” delle terapie intensive . Ma la trasmissione riprende anche l’ormai famoso “siparietto” di Cotticelli redarguita dalla sub commissario Maria Crocco sul piano anti Covid: «Dammi il parere del ministero…», si sente Cotticelli nel fuori onda, e la Crocco che risponde «Ma tu vuoi andare veramente in galera… tu andrai in galera. Se questo ha ripreso a me e mi dice qualcosa io ti denuncio!». Siparietto sanità Calabria.

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