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Cosenza, i sindacati a colloquio con i commissari Asp e Ao. «Bene ultimi interventi, ma siamo in ritardo»

A colloquio con i reggenti dell’Azienda Ospedaliera e dell’Azienda sanitaria provinciale i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Ribadita la necessità di assumere nuovo personale e di riaprire strutt…

Pubblicato il: 17/11/2020 – 12:09
Cosenza, i sindacati a colloquio con i commissari Asp e Ao. «Bene ultimi interventi, ma siamo in ritardo»

COSENZA Un faccia a faccia con i due commissari, quello dell’Azienda ospedaliera e quello dell’Azienda sanitaria provinciale. I sindacalisti della Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato Giuseppina Panizzoli e Simonetta Bettelini per fare un punto sulla complicata situazione che interessa tanto i presidi ospedalieri che rientrano nelle responsabilità dell’Ao di Cosenza tanto quanto le strutture di assistenza territoriale sotto la direzione dei dirigenti medici in servizio all’Asp bruzia. Per le conferderazioni sindacali, l’attuale disastro della sanità territoriale e regionale è «frutto di responsabilità diffuse, di ritardi, inadempienze, disfunzioni in tutta la catena di comando ai diversi livelli, che dovranno essere accertate per gli enormi danni prodotti ai calabresi». L’emergenza che bisogna affrontare con priorità è sicuramente quella legata alla pandemia in atto, anche per evitare disastrosi effetti a catena sulle altre cure. Accettare le soluzioni momentanee come gli ospedali da campo e poi programmare un futuro nel quale si eliminino le sacche di inefficienza e si garantisca copertura sanitaria sia in termini di personale che in termini di strutture.
L’EMERGENZA COVID A colloquiare con i due commissari sono stati i sindacalisti Umberto Calabrone, Giuseppe Guido, Giuseppe Lavia e Roberto Castagna. «Constatiamo che persistono ancora troppe incertezze e che, anche se negli ultimi giorni si registrano i primi risultati positivi, permangono ancora troppe criticità – dichiarano gli esponenti sindacali -. Da un lato, il Piano di Riordino della Rete Ospedaliera dall’altro, l’ordinanza numero 85 del Presidente della Giunta Regionale su cui si sta lavorando, che prevede per l’area nord 74 nuovi posti Covid e 10 nuovi posti di Terapia Intensiva. Nelle ultime ore sono state accelerate alcune procedure per le assunzioni Covid-19 che hanno portato ad alcune contrattualizzazioni presso l’Asp, comunque insufficienti». Cgil, Cisl e Uil,  hanno chiesto di sbloccare nel più breve tempo possibile tutte le assunzioni e di utilizzare le  risorse previste a questo scopo. «Perché il più grande problema della sanità in Calabria resta la mancanza di medici, infermieri e altro personale sanitario». Nelle intenzioni dei confederati, c’è anche la riapertura delle strutture sanitarie del territorio, come gli ospedali chiusi e che sarebbero potuti diventare funzionali con pochissimi interventi di natura strutturale. Ma oltre a questo c’è da garantire la sicurezza del personale sanitario. «Resta intanto prioritario garantire la sicurezza del personale sanitario, sottoposto a turni massacranti, la fornitura dei dispositivi di protezione individuale, perché se la sanità non è saltata completamente il merito è appunto del personale che si sta sacrificando».
IL CASO DEI COVID HOTEL «Abbiamo, denunciato – affermano Calabrone, Guido, Lavia e Castagna – i ritardi sull’istituzione da parte dell’Asp del Covid hotel, struttura di cui deve dotarsi ogni provincia, le disfunzioni nell’attività di tracciamento, con la richiesta di aumentare la possibilità dei laboratori pubblici di processamento dei tamponi, per l’esito dei quali ci sono attese infinite ed insopportabili: il laboratorio dell’Annunziata continua ad essere l’unico per 700.000 abitanti, mentre quello ASP di Corigliano Rossano aprirà finalmente, per come comunicatoci, il 19 novembre, con la possibilità di processare fino a 300 tamponi al giorno. Abbiamo chiesto all’ASP anche un attento monitoraggio della situazione delle Rsa.
Nello stesso tempo – evidenziano i Segretari Generali Comprensoriali e Territoriali di CGIL, CISL e UIL Cosenza – abbiamo esortato l’ASP di Cosenza a garantire la possibilità di utilizzo dei laboratori pubblici per i test rapidi, anche alla luce dell’ordinanza n. 87 del Presidente della Giunta Regionale f.f. che, disponendo la chiusura delle scuole, prevede test rapidi gratuiti per i genitori con figli che frequentano scuole dell’infanzia e primarie. Perché in assenza di ogni controllo e di ogni regolamentazione proliferano i centri privati che eseguono test rapidi a costi rilevanti. L’Asp ci ha comunicato di aver inoltrato alla Regione la richiesta dei test rapidi e che si è in attesa della fornitura». I sindacalisti registrano l’importante passo in avanti fatto con l’incremento a pieno regime delle Usca però sostengono, che ormai sia maturato un ritardo difficile da recuperare.
«Ora – concludono Calabrone, Guido, Lavia e Castagna – bisogna fare presto e dare risposte. Condividendo l’esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro, riteniamo che sia necessario nel più breve tempo possibile fare chiarezza sulla gestione e sugli appalti, nella speranza che si possa tornare ad avere fiducia nel servizio sanitario da parte dei cittadini. Restiamo in attesa che al più presto si possano garantire linee di comando certe e, con la nuova struttura commissariale guidata dal Prof. Gaudio, un management a tutti i livelli finalmente all’altezza di quello che è un compito difficilissimo, sbloccando le assunzioni per garantire i Lea e il diritto ad una sanità “normale”, che passa soprattutto per le modifiche sostanziali al Decreto Calabria che il sindacato sta chiedendo».

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