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In Consiglio la "vicinanza" degli alleati a Tallini. E la minoranza contesta la legittimità della seduta

Il Consiglio ha preso atto delle dimissioni di Tallini e ne ha disposto la surroga con Frank Mario Santacroce, primo dei non eletti con Forza Italia nella circoscrizione centrale. Da tutto il centr…

Pubblicato il: 27/11/2020 – 17:50
In Consiglio la "vicinanza" degli alleati a Tallini. E la minoranza contesta la legittimità della seduta

REGGIO CALABRIA  Fiducia nell’azione della magistratura ma anche vicinanza all’ormai ex presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, finito agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro. Su queste direttrici si sono registrati gli interventi di alcuni consiglieri regionali nell’odierna seduta dell’Assemblea legislativa calabrese, chiamata a surrogare lo stesso Tallini e a eleggere un nuovo presidente dell’Assemblea. Il dibattito, peraltro, si è animato anche per la posizione di vari consiglieri della minoranza di centrosinistra che hanno contestato la legittimità della seduta e di alcuni punti all’ordine del giorno, tra cui quello dell’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale.
GLI INTERVENTI Il capogruppo del Misto, Francesco Pitaro ha definito «surreale questa seduta perché non ci sono le condizioni giuridiche né l’opportunità politica di procedere all’elezione del presidente del Consiglio regionale, trattandosi di un Consiglio sciolto e l’articolo 9 del Regolamento prevede che in caso di mancanza del presidente questi sia sostituito dal vicepresidente. Personalmente ho spesso polemizzato con il presidente Tallini, ciò nonostante gli auguro di uscire presto e a testa alta, al tempo stesso spero che la magistratura voglia fare chiarezza con rapidità».
Luca Morrone (Fratelli d’Italia): «Esprimo la mia personale vicinanza a Tallini e sono sicuro che chiarirà la sua posizione, e sono certo che magistratura saprà fare il suo corso celermente». L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo (Forza Italia), ha osservato: «Rinnoviamo la fiducia nella magistratura ma anche la vicinanza a Tallini, che considero una persona perbene. Oggi dobbiamo procedere a un adempimento per andare avanti nel migliore dei modi». A sua volta Nicola Irto (Pd), ha evidenziato: «Spero che Tallini sul piano personale possa chiarire la sua posizione e ritengo che con n le sue dimissioni ha inteso tutelare il buon nome delle istituzioni. Questo consiglio regionale a più riprese a più momenti ha avuto a che fare con un problema gigantesco, l’esistenza drammatica della ‘ndrangheta, e oggi non possiamo fare finta di nulla, a distanza di qualche messe, e non possiamo non rilevare che la politica e i partiti devono assumere un forte impegno etico e di trasparenza in vista delle prossime elezioni regionali». Filippo Pietropaolo (Fratelli d’Italia) ha espresso «la vicinanza del nostro gruppo al presidente Tallini, siamo convinti che la magistratura farà chiarezza nel più breve tempo possibile ma anche che Tallini saprà uscire a testa alta facendo emergere la sua estraneità».
Il presidente della Commissione regionale anti-‘ndrangheta, Antonio De Caprio (Forza Italia), ha espresso «vicinanza a Tallini e fiducia nella magistratura, ma ritengo che sia necessario raggiungere una definitiva maturità nella lotta alla ‘ndrangheta. Con la nomina del nuovo presidente del Consiglio chiederà un’audizione sullo stato di attuazione della legge regionale anti-ndrangheta e capire perché non sia stata applicata se dovessero emergere questo». Secondo Carlo Guccione (Pd) «oggi non possiamo non riflettere sul problema del rapporto tra politica e ‘ndrangheta, se solo si pensa a quello che avviene nella nostra sanità. Purtroppo temo che gli anticorpi nei partiti non ci sono, lo dobbiamo dire francamente e per questo è necessario introdurre elementi a garanzia di legalità e trasparenza nelle liste. E sono importanti i comportamenti come quelli che la maggioranza di centrodestra ha attuato nell’ultima seduta di Consiglio regionale, approvando atti di chiaro stampo clientelare ed elettorale quando ormai questa assise è congedata».
Graziano Di Natale (“Io resto in Calabria”), ha invitato i colleghi «a fare chiarezza su quello che questo Consiglio regionale può fare, ho dubbi sulla legittimità della elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale». Giuseppe Graziano (Udc), ha replicato: «Sono sempre stato garantista e lo sono ancora oggi, rispettando il lavoro della magistratura. Quanto alla legittimità dell’elezione del nuovo presidente del Consiglio regionale c’è un parere della Segreteria del Consiglio regionale che chiarisce definitivamente la questione, ed è grave che qualcuno ha pensato di chiedere un parere a organi esterni. Francamente provo infelicità nel vedere svilita l’istituzione con gli interventi di alcuni colleghi». Giacomo Crinò (Casa delle libertà), ha ribadito «solidarietà e vicinanza a Tallini e fiducia nell’azione della magistratura. Sono garantista e mi fermo, non aggiungo altro: se aggiungiamo altre valutazioni è solo strumentalizzazione elettorale. E chi contesta la legittimità della seduta si ricordi che in sede di Conferenza dei capogruppo ha detto invece il contrario».
Raffaele Sainato (Forza Italia), ha rilevato che «a Tallini va l’augurio di uscire da questa vicenda ribadendo la fiducia nella magistratura». Filippo Mancuso (Lega), ha rimarcato «l’impegno di Tallini da presidente del Consiglio regionale, anche con lo stanziamento di fondi per l’emergenza Covid 19» e ha invitato la minoranza di centrosinistra «a ricordarsi di tutte le pratiche discutibili che sul finire della scorsa legislatura ha approvato quand’era maggioranza». Giovanni Arruzzolo (Forza Italia), ha detto che è «doveroso esprimere vicinanza a Tallini, che ha fatto politica per 40 anni senza destare alcun sospetto, e io sono garantista, e deve prevalere sempre la presunzione di innocenza, ma sono rimasto addolorato per alcuni brutti attacchi». Dopo questi interventi, la seduta è stata sospesa per alcuni minuti in modo da organizzare il prosieguo dei lavori.

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