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«I nuovi poteri del neo commissario»

di Cataldo Formaro*

Pubblicato il: 05/12/2020 – 22:54
«I nuovi poteri del neo commissario»

Uno spiraglio si è aperto per affrontare in modo costruttivo il grande problema della Sanità in Calabria. Il primo scoglio è stato superato: è stato nominato il Commissario Regionale alla Sanità. Sembrerebbe una normale prassi burocratica e così non è per il ridicolo balletto di nomi e nomine degno di uno strano mix tra commedia all’italiana e teatro dell’assurdo, che ha accompagnato l’individuazione del nome più adatto a ricoprire tale carica. Finalmente siamo fuori da questi preliminari ed ora comincia il vero gioco che ha in palio il diritto alla Salute dei Calabresi ed il recupero di una grossa fetta di legalità finora regalata a comitati di affari, ndrangheta e malapolitica, tutti fra loro intrecciati e solidali per l’unico scopo di drenare denaro e consensi sottraendoli al controllo dello Stato e delle istituzioni. Il neo Commissario alla Sanità è il dott. Guido Longo, ex prefetto ed ex super poliziotto,dalla specchiata carriera , con un curriculum di tutto rispetto che testimonia in modo cristallino la sua dedizione allo Stato. Lui stesso ama presentarsi senza altri titoli se non quello di “servitore dello stato “ o “ uomo delle istituzioni “. Ma questo non impressiona più i Calabresi che hanno avuto come commissari alla Sanità illustri manager e perfino un Generale dei Carabinieri per poi ritrovarsi ancora in questa condizione di assoluta inadeguatezza del SSR. Quello che deve dare fiducia è che, insieme alla scelta di una persona competente e per bene, il governo nel conferirgli l’incarico, ha messo in campo risorse economiche e direttive che possono fare la differenza nell’operato del nuovo Commissario. In questo momento e con queste condizioni, il nuovo Commissario, potrà dimostrare di essere molto più di un burocrate certificatore del sostanziale fallimento dello Stato; potrà dimostrare che le cose possono cambiare utilizzando le leggi per il bene comune . Nella delibera di nomina sono indicati 26 punti prioritari che il Commissario dovrà attuare con l’ausilio di un nutrito staff tecnico di esperti, con il supporto dell’AGENAS e la possibilità di ricorrere anche al supporto della Guardia di Finanza. La nomina diretta dei vertici delle singole Aziende Sanitarie Provinciali e delle Aziende Ospedaliere ed una serie di stringenti misure di monitoraggio e di controllo sull’operato delle stesse, faranno in modo che le responsabilità ed i meriti dei risultati saranno più facilmente individuabili. A tale proposito per ogni compito assegnato al nuovo Commissario con il Decreto 150 11 nov. 2020, esiste una scadenza ed una verifica che teoricamente permetterà una valutazione del suo operato e delle strutture a cascata. La nomina del nuovo Commissario alla Sanità cade in un momento drammatico della Sanità Calabrese; l’ emergenza Covid ha scoperchiato il vaso di Pandora e tutti gli errori, le ruberie ed i disservizi sono venuti fuori. Il quadro che ne è scaturito è quello di una Regione in cui, nella maggior parte del territorio ,non solo non sono garantiti i LEA ed i Percorsi Tempo Dipendenti , ma neanche le normali prestazioni di medicina territoriale dato che esistono molti piccoli centri che non hanno neanche il Medico di base. Ci sono vaste zone della Calabria , come lo ionio cosentino, in cui il rapporto posti letto/1000 abitanti è inferiore ad uno contro la media nazionale di 3,2/1000 abitanti. La Calabria negli ultimi mesi è diventata l’esemplificazione della mala Sanità in Italia e si è scoperto che questa è una responsabilità condivisa fra tutti gli attori in campo, nazionali e regionali ,con un rimbalzo di responsabilità che non convince nessuno. E’ noto e quantizzato il fiume di denaro che va verso la Sanità privata, mentre continua il ridimensionamento delle strutture pubbliche di qualsiasi tipo in nome di un risparmio che non c’è mai stato. Basti pensare che in Provincia di Reggio Calabria un recente decreto Commissariale ha rideterminato i Laboratori Pubblici nel numero di 5 in totale, mentre sono accreditati per lo stesso territorio ben 54 laboratori privati. Sembra ,per i provvedimenti emanati e per la voce potente che si alza dai territori di questa Regione,che ci si avvii verso una nuova stagione della Sanità in Calabria ed uno degli attori determinanti è il nuovo Commissario, per i poteri che gli sono stati attribuiti e per le risorse assegnate. L’intervento e le azioni del Commissario ci si aspetta che siano incisive sul piano organizzativo e della trasparenza , colpendo i comitati che operano nella Sanità ma, finalizzando queste azioni verso un grande obiettivo che è quello di garantire ai Calabresi il diritto alla salute. Al centro dell’ azione di governo della Sanità è necessario che ci sia la Sanità pubblica ed attenzione per i bisogni della gente ,verificando i numeri e le Strutture Sanitarie per le risposte che sono in grado di dare nei territori, sapendo che sono territori difficili da percorrere e difficili dal punto di vista sociale, in cui una buona sanità ha un enorme risvolto non solo in termini di salute e di qualità della vita ma anche in termini economici ed occupazionali. Non ci rassicura a priori che il nuovo Commissario sia un uomo dello Stato, noi pretendiamo di più; vogliamo e speriamo che sia un uomo capace di mettere lo Stato a disposizione dei Cittadini Calabresi. In questo contesto, la richiesta forte che da Cariati vogliamo fare arrivare al Commissario Longo è la riapertura dell’Ospedale quale presidio fondamentale di tutela del diritto alla Salute e volano per una ripresa economica e sociale del nostro territorio.
*medico, già responsabile laboratorio analisi ex ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati

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