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Crotone, consiglio comunale all’insegna dell’emergenza lavoro

All’ordine del giorno la vicenda del calla center Abramo e la situazione di grave crisi in cui versano numerose aziende locali. Critiche verso l’inefficienza della Regione, del governo e verso l’az…

Pubblicato il: 11/12/2020 – 21:00
Crotone, consiglio comunale all’insegna dell’emergenza lavoro

di Gaetano Megna
CROTONE Costituire un tavolo di garanzia permanente e operativo per affrontare la crisi dell’Abramo customer care. A questa conclusione è giunto il consiglio comunale aperto, tenutosi oggi a Crotone, che ha visto la partecipazione tra gli altri del sindaco di Montalto Uffugo, Pietro Caracciolo, dei sindacati a livello provinciale e regionale, dei parlamentari eletti nella provincia di Crotone e delle associazioni di categoria. A lanciare la proposta operativa è stato il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, concludendo i lavori del consiglio comunale sul primo punto all’ordine del giorno. L’obiettivo è quello di mobilitare tutte le forze rappresentative per fare sentire la propria voce sia al governo nazionale che a quello regionale. Dare l’idea che sulla questione dell’emergenza lavoro c’è la massima convergenza di tutta la città, al di là dell’appartenenza politica. È stato anche deciso di approvare un documento congiunto (Voce ha parlato di un comunicato stampa) da fare pervenire ai due governi, nazionale e regionale. Nel caso in cui i governi chiamati in causa non dovessero dare risposte adeguate si intende rispondere a muso duro, mettendo in campo iniziative di protesta forti.
CASO ABRAMO CUTOMER CARE I punti posti all’ordine del giorno del consiglio aperto erano, quindi, due: vicenda Abramo e situazione di grave crisi in cui versano numerose aziende locali della città pitagorica. Senza un intervento adeguato si rischiano di perdere 1.300 posti di lavoro del gruppo Abramo e circa 4.000 nelle altre attività che comprendono anche il commercio e il turismo. Gran parte del dibattito ha riguardato la vicenda Abramo. Molte critiche sono state rivolte, in più interventi, sia al comportamento amorfo che stanno avendo Regione e governo nazionale e sia alla proprietà per non avere avuto un comportamento costruttivo. Secondo molti interventi l’imprenditore, dopo avere incassato molti proventi e fatto business, ha deciso di mollare l’azienda senza che sia stata trovata un’alternativa imprenditoriale disponibile a venire in Calabria. È stato anche detto che la crisi del gruppo Abramo non è un problema che riguarda solo Crotone, ma l’intera Calabria. La chiusura dell’Abramo customer care sarebbe una tragedia per l’intera regione, perché verrebbero meno circa 3.300 posti di lavoro. È stata accettata all’unanimità la proposta del sindaco Voce di dare vita ad un tavolo di garanzia permanente snello, del quale dovranno fare parte un rappresentante per ogni categoria. È stato dato mandato al presidente del consiglio comunale di Crotone, Giovanni Greco, di coordinare le attività per la stesura del documento-comunicato.
CRISI ECONOMICA L’altro argomento era stato appena sfiorato e la riunione stava per essere sciolta, ma è intervenuto il rappresentante di Confcommercio Antonio Casillo, che ha chiesto risposte anche su quello che si intende fare per l’altra crisi, che sta stritolando il territorio. A questo punto è stato chiesto al Comune di versare subito agli esercenti 1.200.000 euro di fondi roylaties loro destinati con la delibera n. 140 approvata lo scorso 7 agosto dall’allora commissario prefettizio, Tiziana Costantino. Voce ha spiegato che sono disponibili solo 260mila euro, quelli relativi all’annualità royalties del 2015. La restante somma, 933mila euro circa, sono ricadenti in annualità che ancora non sono state versate. Il problema non si risolve con il pagamento di questi fondi. Ci sono state altre proposte per andare incontro agli esercenti ed imprenditori che rischiano la chiusura delle attività. Un aiuto potrebbe arrivare dal riconoscimento dello stato di calamità naturali per i danni subiti dall’alluvione, che si è abbattuta su Crotone e la sua provincia il 21 novembre scorso. Al momento alla Protezione civile regionale sono arrivate solo le schede dei danni subiti dai Comuni, mentre ancora non sono state avviate le procedure per i danni ai cittadini e alle attività produttive. (redazione@corrierecal.it)

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