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Crotone, ancora ritardi nell'attivazione del laboratorio tamponi

L’avvio della macchina per processare i test non è l’unica questione calda che si sta vivendo nell’Asp pitagorica. Nei giorni scorsi ci sono state le dimissioni, respinte, del coordinatore del repa…

Pubblicato il: 16/12/2020 – 14:26
Crotone, ancora ritardi nell'attivazione del laboratorio tamponi

di Gaetano Megna
CROTONE La macchinetta per processare i tamponi all’ospedale di Crotone è stata consegnata lo scorso 3 dicembre e ancora non è entrata in funzione. Nei giorni scorsi il direttore generale facente funzioni dell’Azienda sanitaria pitagorica, Francesco Masciari, aveva parlato di un piccolo problema di software già risolto, ma all’ospedale in diversi dicono che il “Minipiner 96” non è stato ancora messo in attività perché manca il responsabile per firmare i referti e non ci sono i tecnici dedicati.
In verità gli analisti e i tecnici ci sarebbero, ma prestano la propria attività nel laboratorio analisi dell’ospedale. Lo scorso 4 dicembre, il giorno dopo la consegna all’ospedale del “Minipiner 96”, secondo quanto riferito, ci sarebbe stato un alterco verbale tra il direttore responsabile del laboratorio analisi del “San Giovanni di Dio”, Tommasina Nicoletta, e il direttore sanitario del presidio ospedaliero, Lucio Cosentino. Nicoletta avrebbe detto a Cosentino di non volere firmare i referti dei tamponi processati se la gestione della macchina non fosse stata assegnata al suo ufficio. In sostanza Nicoletta si sarebbe rifiutata di certificare analisi effettuate da altri e in altri locali. La questione era sorta perché il direttore sanitario del presidio ospedaliero aveva già il controllo di altre macchine per processare i tamponi, che erano stati sistemati in locali al primo piano dell’ospedale. Macchine che comunque non processano un numero di tamponi tali da rendere autonoma la provincia di Crotone.
Nicoletta avrebbe voluto che il “Minipiner 96”, una macchina potente in grado di processare 96 tamponi ogni quattro ore, venisse allocata in un locale individuato all’interno del laboratorio analisi. Si racconta che macchinario sia stato acquistato per il laboratorio analisi del “San Giovanni di Dio”. Questo sarebbe stato scritto nelle motivazioni dell’acquisto. I locali da destinare al processo dei tamponi individuati nel laboratorio analisi erano due: uno per la “vestizione”, dove gli operatori potevano indossare le protezioni, e l’altro per ospitare la macchina. In questi due locali, già disponibili e pronti all’uso, sarebbe bastato un veloce intervento di riqualificazione.
Nicoletta, quindi, ha posto condizioni stringenti e da quel momento non avrebbe avuto più contatti con la direzione. Secondo quanto riferito, la direzione avrebbe deciso di non allocare all’interno del laboratorio analisi la nuova macchina e contestualmente avrebbe avviato la consultazione per individuare il personale da impegnare. Qualcuno dice che l’operazione avrebbe comportato spese aggiuntive.
All’avvio del “Minipiner 96” viene data grandissima importanza perché consentirebbe di avere i risultati del processo dei tamponi molecolari in tempi celeri. Un’attività capace di facilitare la tracciabilità dei positivi e dei loro contatti. Il risultato dei tamponi, processati al laboratorio del Pugliese Ciaccio di Catanzaro, alcune volte sono arrivati con fortissimi ritardi; il “Minipiner 96” risolverebbe il problema.
L’avvio della macchina per processare i tamponi non è l’unica questione calda che si sta vivendo nell’Asp pitagorica. Nei giorni scorsi ci sono state le dimissioni del coordinatore del reparto Covid1, Gaetano Mauro. Il presidente facente funzioni ha respinto le dimissioni, ma pare che Mauro intenda reiterarle se non dovessero essere chiarite le questioni che ha posto sull’organizzazione del reparto e altro. Mauro è stato nominato responsabile Covid nella prima fase della pandemia e si era dimesso per la prima volta la primavera scorsa, solo quando la pressione della pandemia si era allentata. Anche allora aveva posto problemi simili a quelli attuali. Al suo posto è stato nominato Nicola Serrao, anche lui si è dimesso dopo qualche mese di gestione. Qualcosa non quadra e c’è chi dice che la situazione di Crotone sia stata minuziosamente rappresentata presso gli uffici del Dipartimento salute della Regione Calabria.
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